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Il lavoro

di Adriano Tilgher

Quali sono i temi politici reali su cui  è indispensabile aprire il confronto e, se necessario, lo scontro? Sicuramente il lavoro, poi la moneta, con la sua proprietà e la sua scarsezza, la finanziarizzazione del potere, il sistema bancario, l’inefficienza del sistema giudiziario,  la crisi del sistema politico e lo studio di nuove forme di partecipazione del cittadino alla vita ed alle decisioni politiche, lo sfascio della scuola e la ridefinizione dei suoi obiettivi con il conseguente adeguamento dei vari corsi e dei programmi, la vera Europa.

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La moneta

di Adriano Tilgher

Io non sono un’economista, né uno studioso di tali cose, ma la grave crisi economica e il drammatico sistema di potere liberista ci costringe ad occuparci di questi temi ormai fondamentali soprattutto perché ne sono stati rivoltati i cardini essenziali.

Uno dei pilastri del potere è la moneta.

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L'onda lunga del Quernaro

Verso le otto del mattino, 3 maggio 1945, uomini armati, duri nel volto, con la stella rossa impressa sul berretto, occupano le vie d’entrata della città. Su Fiume l’alba si era annunciata, premessa di un sole assassino. Un addio – e per sempre – alla gioia della primavera là dove le viole sbocciano nei prati e le rose selvatiche fra le piante rampicanti dei giardini; nel mare non una vela una rete gettata nelle acque l’onda si perde sulla riva fra il rovinio del molo e le gru abbattute e solo i gabbiani volano fra le macerie alla ricerca di una sosta negata; le strade deserte le porte sbarrate le per- siane serrate, come d’inverno quando il vento soffia rigido e porta con sé pensieri e malinconie, negozi vuoti e muti. L’attesa di una tragedia annunciata.        

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Editoriale

 

Il cappio al collo

Di Adriano Tilgher

Un vero cappio quello che il “salvatore dell’Italia”, Mario Draghi, ci sta mettendo al collo con le linee guida per l’utilizzo degli oltre 200 miliardi che stanno arrivando dalla UE. Questi soldi, non solo indebiteranno le nostre future generazioni, ma sono vincolati sia nell’utilizzo, che alle riforme da attuare. Utilizzo e riforme potentemente condizionati dalla volontà dei tecnocrati di Bruxelles. Su queste basi si muovono sia la riforma Cartabia della giustizia, in parte inutile perché non tocca temi fondamentali, quali la separazione delle carriere ed altro, in parte dannosa, perché restringe i margini del giusto processo, sia la legge Zan, una legge che discrimina, penalizza, diventa fonte di odio.

 

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La Spina nel Fianco

 

Carlo Vichi - imprenditore, genio e galantuomo

“Il futuro non è più quello di una volta” (Paul Valery)

21 ottobre 1422 con la morte di Carlo VI di Francia detto "Il folle" viene pronunciata per la prima volta una locuzione universalmente riconosciuta, utilizzata per annunciare la morte di un sovrano e contemporaneamente annunciarne un successore. «Le Roi est mort, vive le Roi!», (Il Re è morto, lunga vita al Re!). Il 2 giugno 1992, nel porto di Civitavecchia il panfilo personale della Regina Elisabetta, Il Royal Yacht “Britannia”, era in attesa di imbarcare importanti ospiti per una minicrociera verso l’isola del Giglio. Su quel panfilo, fu decisa la privatizzazione dell’Italia e la progressiva distruzione dell'imprenditoria Nazionale. A bordo, oltre a finanzieri banchieri e dirigenti di multinazionali, un noto comico italiano, che pochi anni dopo fonderà un partito Politico con l'intento di intercettare un’eventuale dissenso a questa strategia. Ad introdurre il consesso, l'allora direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Fu lui ad aprire i lavori, con una relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. La piccola e media impresa Nazionale deve essere aiutata nelle pratiche di fallimento, e svenduta sul mercato internazionale. Il nostro paese ha dato natali ad imprenditori visionari e spesso controcorrente, fra i tanti pensiamo ad Adriano Olivetti o Gaetano Marzotto, uomini semplici, "Self-made man", come canonizzato dalla cultura Statunitense. Uno degli ultimi eroi dell'imprenditoria Italiana, un bastian contrario, come piace a noi, si è spento nella sua città adottiva Milano circa un mese fa, il 20 settembre 2021, all’età di 98 anni, Carlo Vichi, leader indiscusso delle Tv a tubo catodico, che con la sua M.I.V.A.R. negli anni 80 e 90, entrò praticamente in tutte le case degli italiani, offrendo un prodotto economico ed allo stesso tempo tecnologicamente all'avanguardia.

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