Lo smottamento del sistema di dominio occidentale

Il nuovo ciclo storico che l'Occidente ed il resto del mondo sta attraversando è caratterizzato da un radicale cambiamento dei fattori di equilibrio che, fino ad oggi, avevano assicurato il predominio del sistema americano centrico.

L'economia globale è nella tempesta perfetta. La combinazione di fattori oggettivi e soggettivi non lascia alcuna possibilità di tornare al modello politico ed economico che esisteva prima dell'inizio della pandemia del Covid 19 e ancora di più prima del colpo di stato di ispirazione statunitense a Kiev nel 2014 e dell'inizio della campagna dell'Occidente contro la Russia.

Questa campagna, per come è stata impostata e gestita, si è ritorta con i suoi effetti negativi contro lo stesso occidente ed in particolare contro l'Europa. L'incapacità di calcolare anche le conseguenze a breve termine della propria politica è una chiara prova del pauroso degrado delle élite occidentali.

La riluttanza dell'Occidente, a guida anglosassone, a venire a patti con il corso oggettivo dello sviluppo storico, a trovare il suo posto nel nuovo ordine internazionale che si va prefigurando, multipolare e policentrico, è irrazionale.

Il tempo del mondo "americano-centrico", con la Pax americana, è irrimediabilmente finito: l'Occidente anglosassone da tempo si è trasformato da egemone mondiale in speculatore mondiale a spese di altri popoli.

La crescente crisi globale è causata dalla feroce lotta dell'Occidente a guida USA per mantenere e rafforzare il proprio dominio e dall'imposizione senza cerimonie delle proprie "regole" alla comunità mondiale.

L'istigazione delle guerre, ieri in Medio Oriente, Asia e nord Africa, oggi in Ucraina come a Taiwan, è sempre una peculiarità degli Stati Uniti e dei loro soci.

L'Ordine mondiale che abbiamo conosciuto fino ad oggi, è entrato in un processo di sfaldamento graduale ma irreversibile. Vengono meno tutti i caposaldi che lo sostenevano, dalla grande finanza predatoria ai grandi organismi sovranazionali, agli accordi di libero scambio ed ai regolamenti internazionali. Il vento della globalizzazione sembra del tutto esaurito e viene sostituito da intese fra paesi affini e da nuovi blocchi di potere che prendono il posto delle vecchie consorterie filo occidentali.

Il fattore nuovo è la riluttanza della maggior parte dei paesi del sud del mondo nello schierarsi dalla parte degli USA.

Solo i paesi assolutamente dipendenti o addirittura apertamente occupati, come il Giappone, sono dalla loro parte. La maggioranza aderisce alla neutralità, facendo di tanto in tanto dichiarazioni sulla necessità di una soluzione pacifica ai problemi esistenti. Le ragioni di una posizione così vaga sono semplici: molti paesi dipendono ancora dal dollaro USA.

Gli Stati Uniti oggi hanno quasi tutti i classici segnali di crisi: un debito enorme e un indebolimento della valuta di riserva, crescono i conflitti socio-politici interni, è evidente un livello basso di dirigenti capaci.

Gli Stati Uniti stanno ora cercando di fermare il loro declino, principalmente a spese dell'Unione Europea che stanno indebolendo economicamente, imponendo le loro costose risorse energetiche, distruggendone così l'industria e la stabilità sociale e anche indebolendo l'euro.

Tuttavia questo non basterà agli Stati Uniti per riprendere la posizione di leadership mondiale.

L'elite di neocon guerrafondai che controlla l'amministrazione USA di Biden sta giocando le sue ultime carte per invertire il corso della Storia. Non sembra realistico che gli altri paesi emergenti glielo permettano.

Infatti il dollaro viene gradualmente sostituito negli scambi internazionali e alcuni degli stessi tradizionali alleati degli USA stanno passando dall'altra parte, persino dall'Аmerica Latina, una volta il "cortile di casa" di Washinton, fioccano le richieste di adesione al BRICS, il blocco dominato da Russia e Cina.

Non possiamo prevedere quale sarà l'esito finale di questo processo ma lo sbocco potrebbe essere traumatico. La Storia non concede sconti ai perdenti.

 

Immagine: https://www.huffingtonpost.it/


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 4

di Adriano Tilgher

Patrimonio culturale immateriale, patrimonio culturale materiale, faro di cultura e di civiltà, posizione geopolitica e strategica fondamentale per l’equilibrio nel Mediterraneo in una nuova identità che nasca dal superamento di tutte le contraddizioni interne sono il presupposto per definire il ruolo finale dell’Italia. Non si tratta di egemonia mondiale di cui stiamo parlando perché questa sul piano culturale ci appartiene di diritto e ci è riconosciuta da tutti ed è la ragione principale per cui l’Italia è sotto attacco soprattutto nel campo della formazione. Non si tratta nemmeno di becero imperialismo imperniato sulla forza delle armi sotto l’egida e il ricatto della grande industria militare, stiamo parlando di qualcosa di molto più concreto, legato ai valori profondi dell’essere umano e delle comunità che riesce a costruire.

Leggi tutto...

La Spina nel Fianco

 

Più buio che a mezzanotte non viene

22 giugno 1946 entra in vigore il: “Decreto presidenziale di amnistia e indulto per reati (..), politici e militari”, avvenuti durante il periodo dell'"occupazione nazifascista". Legge proposta e varata da Palmiro Togliatti, segretario del PCI, e allora ministro di Grazia e Giustizia del primo governo De Gasperi. L'amnistia, che prenderà il nome dal suo promulgatore, aveva come scopo primario, quello di giungere quanto prima a una pacificazione nazionale, per evitare che l'"epurazione", degli ex fascisti rallentasse la ricostruzione materiale del paese. Con l'amnistia vennero scarcerati migliaia di detenuti che furono reinseriti senza troppo clamore nella cosiddetta "Società Civile". Stranamente (o forse no) alcuni degli ex prigionieri, arriveranno perfino a iscriversi al Partito Comunista, chi per convenienza, chi per continuare l’ideale battaglia de: "Il sangue contro l'oro",  in quanto (almeno a parole) vedevano nel PCI un argine ad una visione liberista del mondo, identificando più che nell'unione Sovietica il nemico in quegli Stati Uniti artefici di massacri e distruzione delle nostre città.

Leggi tutto...

Questo sito si serve di cookies tecnici e di terze parti per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'uso dei cookies.