Cambio di Equilibri

Contrariamente a quanto scritto a suo tempo da Francis Fukuyama, la storia non è finita con il crollo dei blocchi di potere dell’Est ma si riaffacciano gli spettri della guerra e della carestia.

La guerra in Ucraina, fra le altre cose, ci fa ricordare che la lotta per l'egemonia mondiale non si è affatto esaurita ma anzi torna in auge con il cambio degli equilibri mondiali a cui la principale potenza egemonica, gli Stati Uniti d'America, non si è rassegnata.

Si è compreso da tempo che l'Ucraina è un teatro di guerra dove si affrontano la Russia e la NATO, ovvero un regolamento di conti fra gli USA e la Russia per interposta persona.

L'interpretazione giusta di questo conflitto, in modo chiaro ed esaustivo, l'ha data il vecchio miliardario speculatore George Soros nel contesto del World Economic Forum che si sta svolgendo a Davos. Alla sua cena annuale, Soros ha detto che il corso della storia è cambiato radicalmente.

“La Russia ha invaso l’Ucraina. Questo ha scosso l’Europa nel profondo”, ha dichiarato Soros. “L’Unione Europea è stata istituita per impedire che una cosa del genere accada. Anche quando i combattimenti si fermeranno, come alla fine dovrà accadere, la situazione non tornerà mai allo status quo ante. In effetti, l’invasione russa potrebbe rivelarsi l’inizio della terza guerra mondiale e la nostra civiltà potrebbe non sopravvivere”.

Il denominato "filantropo"(speculatore e pescecane della finanza) ha definito Cina e Russia come «membri principali delle società chiuse che rappresentano la più grande minaccia per la democrazia».

Soros, fondatore della Open Society Foundation, anche quest'anno ha preso di mira il presidente cinese Xi Jinping. Ha definito Xi e Putin "dittatori" i cui Paesi rappresentano "la più grande minaccia per le società aperte ". "Sono uniti in un'alleanza che non conosce limiti..."

Di conseguenza il conflitto fra USA e Russia, Occidente e mondo russo, si configura come uno scontro di civiltà. Non a caso l'Ucraina era stata citata, da Huntington, come il paese destinato ad essere il principale alleato geostrategico degli Stati Uniti in Europa.

Da notare che Huntington ventitré anni fa aveva previsto, in un articolo intitolato "The Lonely Superpower”, che il mondo avrebbe cessato di essere unipolare. Che questo sarebbe avvenuto attraversando una fase intermedia in cui Washington sarebbe rimasto come una potenza prima inter pares ma non un vero egemone. Altre potenze come Russia, Cina, India o anche il Brasile, avrebbero sfidato l'egemonia di Washington, avvertiva il filosofo preveggente.

Nessuno poteva sapere se gli obiettivi della Russia un giorno avrebbero incluso il controllo di tutta l'Ucraina, o parte di essa; o se la guerra avesse come obiettivo l'assalto a Kiev, o solo il controllo del Donbass o forse la creazione di un corridoio costiero che impedisca all'Ucraina di raggiungere il mare… anche in tempo di pace ".

Di sicuro la Russia di Putin sta rispondendo a modo suo alla strategia degli USA e della NATO e ha voluto giocare d'anticipo per neutralizzare l'Ucraina prima che fosse troppo tardi, privandola, in tutto o in parte, del Donbass e dei porti sul Mar di Azov e sul Mar Nero.

La mossa di Putin ha preso in contropiede la NATO ed ha messo l'Europa di fronte al suo stato di subordinazione e impotenza. Le sanzioni decretate da Washington si ritorcono come un boomerang contro l'Europa e i paesi europei devono subire le conseguenze negative di decisioni che vengono prese altrove, ingabbiati nella NATO e nella UE, organismi controllati dalle centrali di Washington.

Di fronte a questa operazione russa, Washington ha deciso di rispondere applicando quella che viene chiamata la "tecnica del salasso", ovvero inviare armi, munizioni, attrezzature, denaro alla parte ucraina, senza che gli USA ne siano coinvolti, se non marginalmente con addestramento, logistica ed intelligence. L'obiettivo della guerra, al di là della propaganda, è prolungarla nel tempo. In tal modo si punta all'erosione del rivale geopolitico, la Russia.

La ricerca di una situazione di vantaggio nella competizione strategica tra grandi potenze ha diversi aspetti. Si può ottenere anche indebolendo gli altri. È una delle opzioni per ottenere l'egemonia. In questo caso, egemonia in Europa e invio di un avvertimento alla Cina.

Di fronte alla situazione di dover affrontare Cina e Russia, l'opzione migliore per Washington è che uno dei due competitor esca da una guerra molto indebolito, anche se vince sul campo.

Tuttavia a Washington non hanno fatto bene i calcoli ed adesso inizia a serpeggiare il nervosismo per una prossima vittoria russa sul campo. Un'altra batosta per il prestigio USA dopo l'Afghanistan. Si vede chiaramente che negli Stati Uniti non c'è abbastanza lucidità geopolitica.

 

 

Immagine: https://www.ispionline.it/


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 4

di Adriano Tilgher

Patrimonio culturale immateriale, patrimonio culturale materiale, faro di cultura e di civiltà, posizione geopolitica e strategica fondamentale per l’equilibrio nel Mediterraneo in una nuova identità che nasca dal superamento di tutte le contraddizioni interne sono il presupposto per definire il ruolo finale dell’Italia. Non si tratta di egemonia mondiale di cui stiamo parlando perché questa sul piano culturale ci appartiene di diritto e ci è riconosciuta da tutti ed è la ragione principale per cui l’Italia è sotto attacco soprattutto nel campo della formazione. Non si tratta nemmeno di becero imperialismo imperniato sulla forza delle armi sotto l’egida e il ricatto della grande industria militare, stiamo parlando di qualcosa di molto più concreto, legato ai valori profondi dell’essere umano e delle comunità che riesce a costruire.

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La Spina nel Fianco

 

Più buio che a mezzanotte non viene

22 giugno 1946 entra in vigore il: “Decreto presidenziale di amnistia e indulto per reati (..), politici e militari”, avvenuti durante il periodo dell'"occupazione nazifascista". Legge proposta e varata da Palmiro Togliatti, segretario del PCI, e allora ministro di Grazia e Giustizia del primo governo De Gasperi. L'amnistia, che prenderà il nome dal suo promulgatore, aveva come scopo primario, quello di giungere quanto prima a una pacificazione nazionale, per evitare che l'"epurazione", degli ex fascisti rallentasse la ricostruzione materiale del paese. Con l'amnistia vennero scarcerati migliaia di detenuti che furono reinseriti senza troppo clamore nella cosiddetta "Società Civile". Stranamente (o forse no) alcuni degli ex prigionieri, arriveranno perfino a iscriversi al Partito Comunista, chi per convenienza, chi per continuare l’ideale battaglia de: "Il sangue contro l'oro",  in quanto (almeno a parole) vedevano nel PCI un argine ad una visione liberista del mondo, identificando più che nell'unione Sovietica il nemico in quegli Stati Uniti artefici di massacri e distruzione delle nostre città.

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