Israele sospinge i suoi alleati ad attaccare l'Iran

Ancora una volta i lampi di una prossima guerra si intravedono in Medio Oriente.

Il governo sionista di Israele sta pianificando un attacco militare contro l'Iran con il pretesto di aver subito, pochi giorni prima, un attacco a una sua petroliera nel mare di Oman (la Mercer Street), di cui accusano l'Iran senza però avere una sola prova. In questa prospettiva Israele cerca l'appoggio internazionale ed in particolare si rivolge agli USA e al Regno Unito per ottenere sostegno militare.

Israele non sottovaluta l'Iran visto che questo paese è fortemente armato, con un esercito possente ed una forte difesa missilistica e, inoltre, è alleato con Russia e Cina.

Il tono delle minacce sta salendo in modo incontrollato e gli Stati Uniti e il Regno Unito accusano l'Iran per l'attacco alla petroliera, accuse a cui si è associato il rappresentante della UE (Borriol), il tutto senza produrre uno straccio di prova. Al contrario ci sono varie voci che parlano di una provocazione prefabbricata dai servizi di intelligence per ottenere un pretesto per l'attacco all'Iran.

Le potenze del G-7, con gli USA e Regno unito in testa, hanno emesso un comunicato in totale appoggio ad Israele, in cui sostengono che “...il comportamento dell'Iran (sic), insieme al suo sostegno alle forze per procura e agli attori armati non statali (sic), minaccia la pace e la sicurezza internazionali (sic)." Prosegue inoltre affermando che "Si richiede all'Iran di fermare tutte le attività incoerenti con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e invitiamo tutte le parti a svolgere un ruolo costruttivo nel promuovere la stabilità e la pace regionali (sic).”

Notare che, le potenze che accusano l'Iran di non rispettare le risoluzioni dell'ONU, sono le stesse che hanno assicurato ad Israele la totale impunità nonostante lo stato sionista abbia violato oltre 70 risoluzioni dell'ONU che vanno dall'occupazione di territori palestinesi a quelli siriani e libanesi, nonchè violazioni delle norme umanitarie, crimini di guerra contro la popolazione palestinese, ecc...

Al di là delle false accuse presenti nel documento, rimane il fatto che, in tutta la storia della Repubblica Islamica, le sue autorità al potere non hanno mai ordinato un attacco contro un'altra nazione, la sua gente o le sue proprietà.

L'Iran, che ha respinto le accuse, ha risposto alle minacce mettendo sull'avviso Israele e invitandolo a considerare bene le sue azioni, visto che uno "sbaglio" o una "azione stupida" da parte del governo sionista avrebbe conseguenze fatali per la reazione di ritorsione che produrrebbe l'Iran e che avrebbe effetti devastanti sullo stato ebraico. L'Iran è in grado di colpire Israele in ogni parte del suo territorio e di scatenare una reazione di tutte le forze collegate (l'asse della resistenza) che includono Hezbollah in Libano, le forze sciite in Iraq, la stessa Siria e gli Houthi dello Yemen. Sarebbe uno scenario di guerra totale nella regione.

Inoltre l'Iran ha inviato un memorandum all'ONU denunciando che Israele ha compiuto varie azioni di attacco (almeno 10 negli ultimi mesi) alle petroliere iraniane, in particolare a quelle dirette in Siria, incluso navi con aiuti umanitari, oltre a omicidi mirati di scienziati iraniani, e di conseguenza Israele è l'ultimo paese che può invocare il rispetto delle norme internazionali.

Le potenze occidentali hanno gli occhi chiusi sulle tante violazioni commesse da Israele ma sono sempre con l'indice puntato contro l'Iran, un paese sottoposto ad un duro embargo illegale.

Potrebbe essere tutto un fuoco di paglia ma questa volta c'è in ballo il discorso del nucleare, dove le trattative per il rinnovo dell'accordo sul nucleare con l'Iran sono in stallo, con gli USA che, dopo essersi ritirati unilateralmente dall'accordo, si rifiutano di ritornare al trattato mentre l'Iran procede nella sua corsa all'arricchimento dell'uranio. Il tempo stringe e Israele, unica potenza nucleare della regione, teme un Iran armato con armi nucleari.

Non è chiaro se Israele ha ricevuto luce verde da parte degli USA ma è certo che il premier israeliano Benny Gantz è disposto anche ad attaccare unilateralmente l'Iran, contando su un trascinamento delle potenze occidentali nella guerra. Un conflitto con l'Iran consentirebbe alla elite di potere USA di distrarre la sua opinione pubblica dalla disastrosa crisi che gli Stati Uniti stanno attraversando. I media atlantisti stanno già pompando la loro propaganda contro l'"asse del male", quello costituito dall'Iran e dai suoi alleati per convincere alla necessità di una guerra.

Israele ha già individuato le persone da eliminare, i comandanti delle forze militari iraniane, i suoi più pericolosi nemici e li ha esplicitamente nominati come i suoi prossimi obiettivi ma questa volta non sarà una operazione facile e la dirigenza israeliana rischia di subire un pesante attacco dall'Iran sulle sue strutture industriali, sui depositi di carburante, di ammoniaca e sugli obiettivi militari più importanti. L'ossessione anti-iraniana potrebbe rivelarsi fatale per il gruppo di potere sionista.

Tutto rimane affidato alla decisione delle "teste d'uovo" di Washingron, fra cui prevalgono i falchi guerrafondai neocon.

Il suono dei tamburi di guerra si avverte a grande distanza e tutto lascia intravedere il prossimo scenario di un grande conflitto distruttivo e dagli sbocchi imprevedibili.

 

Immagine: https://www.remocontro.it


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Editoriale

 

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Un vero cappio quello che il “salvatore dell’Italia”, Mario Draghi, ci sta mettendo al collo con le linee guida per l’utilizzo degli oltre 200 miliardi che stanno arrivando dalla UE. Questi soldi, non solo indebiteranno le nostre future generazioni, ma sono vincolati sia nell’utilizzo, che alle riforme da attuare. Utilizzo e riforme potentemente condizionati dalla volontà dei tecnocrati di Bruxelles. Su queste basi si muovono sia la riforma Cartabia della giustizia, in parte inutile perché non tocca temi fondamentali, quali la separazione delle carriere ed altro, in parte dannosa, perché restringe i margini del giusto processo, sia la legge Zan, una legge che discrimina, penalizza, diventa fonte di odio.

 

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