Gli Stati Uniti hanno già perso la loro supremazia sul Medio Oriente e sull'Asia Occidentale

I cambiamenti nello scenario internazionale si susseguono in forma rapida e mettono in evidenza la perdita della supremazia USA di fronte alla crescita dei nuovi poli di influenza. Una delle aree strategiche dove questi cambiamenti risultano più evidenti è di sicuro quella del Medio Oriente.

Dopo le disastrose guerre di aggressione scatenate dagli Stati Uniti e dai loro alleati nella regione, in Iraq, in Siria, nello Yemen e in Palestina, i paesi della regione chiedono a gran voce il ritiro delle truppe di occupazione USA. In particolare il ritiro immediato era stato chiesto dal governo e Parlamento iracheni dopo l'omicidio del generale Soleimani a Baghdad.

Dopo il rifiuto di Washington di abbandonare il paese, da quel momento le milizie sciite irachene hanno iniziato una tattica di guerriglia contro le forze USA, attaccando le basi USA con i razzi ed i convogli statunitensi in transito.

Un quadro simile si sta delineando anche in Siria dove il governo legittimo ha preso il controllo di gran parte del paese. Gli USA si sono installati nell'area nord est per presidiare il saccheggio delle risorse petrolifere presenti in quella zona e per sobillare altri tentativi di recrudescenza del terrorismo, con l'arruolamento di mercenari. Anche in Siria le forze USA vivono però assediate e di continuo attaccate dai gruppi della resistenza che ne richiedono il ritiro.  La presenza della Russia, nonchè delle forze alleate (Iran ed Hezbollah), garantisce la difesa del paese.

Importante è il ruolo dell'Iran, dopo il fallimento del tentativo di Washington di isolarlo. Come era facile prevedere, l’accordo sottoscritto fra Cina e Iran nel marzo di quest’anno, che prevede la cooperazione strategica di 25 anni tra i due paesi, sta cambiando le regole del gioco in Medio Oriente e in tutta l’ Asia.

Gli analisti internazionali hanno osservato che, con questo accordo, la Cina sta creando un nuovo “tentacolo strategico” per gli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione, che non mancherà di modificare gli equilibri di forze.

La nuova stretta cooperazione di Teheran con Pechino segna una svolta nella lunga campagna di pressione a cui l’Iran è stato sottoposto da parte degli USA e dei paesi occidentali con una serie di sanzioni paralizzanti che avevano fatto precipitare la sua economia.

L’accordo prevede anche il rafforzamento della cooperazione militare e di intelligence contro il terrorismo e collegherà strettamente l’Iran alla Belt and Road Initiative cinese come strumento di influenza globale.

Entrambi i paesi, Iran e Cina hanno un nemico comune, gli Stati Uniti e la loro pretesa egemonica nel Golfo Persico e nel Mar Cinese meridionale. In più l’Iran deve affrontare la minaccia continua di Israele che cerca di sabotare tutti i piani di sviluppo dell’Iran con cyber attacchi agli impianti nucleari, attacchi alle petroliere, eliminazioni mirate di scienziati e tecnici e tentativi di infiltrazione di terroristi.

Questa cooperazione avvantaggerà notevolmente le capacità di difesa iraniana e già si parla della fornitura di caccia intercettori multiruolo J-20 di fabbricazione cinese, apparecchi di ultima generazione che modernizzano la forza aerea persiana.

Indirettamente la cooperazione Iran-Cina avvantaggerà anche l’asse Siria-Hezbollah e milizie sciite in Iraq, che ricevono sostegno e armi dall’Iran e che sono impegnati a combattere contro le forze occupanti statunitensi.

Questa più ampia cooperazione tra Cina e Iran, nel contesto dei loro stretti legami con la Russia, in definitiva segna il fallimento della strategia statunitense di isolare l’Iran e renderlo un paria internazionale. Questo ha reso più forte l’antagonismo dell’Iran e l’amministrazione USA è costretta a trattare per riprendere le fila dell’accordo nucleare da cui gli USA erano usciti unilateralmente.

L’Iran è in una posizione di forza e non ha intenzione di capitolare alle condizioni che Washington vorrebbe imporre di riduzione dell’arsenale missilistico e revisione del supporto alle forze della resistenza.

La Siria è l’altro paese interessato al rafforzamento iraniano, visto che l’Iran potrà fornire in Siria tecnologia avanzata cinese per contrastare gli attacchi aerei di Israele e le azioni di sabotaggio attivate sul suo territorio.

A seguito di questi importanti sviluppi, Washington deve dire addio ai suoi progetti di balcanizzare il Medio Oriente.


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Editoriale

 

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