L'ipocrisia e la malafede dell'Occidente e delle sue falsificazioni rese evidenti dopo il massacro di Gaza

E' crollato come un castello di carte il mondo fantastico descritto dalla propaganda occidentale dopo gli ultimi massacri made in USA/Israel.

L'Occidente ha fatto dei diritti umani il suo refrain preferito per attaccare i paesi che, a suo giudizio, violano tali diritti, la Cina, la Russia, l'Iran, ecc..

Che questa propaganda fosse strumentale si era già capito, considerando le tante azioni omicide fatte dagli Stati Uniti e dai loro alleati anche in tempo di pace. Si potrebbero citare ad esempio la silenziosa guerra dei droni, quella incrementata fortemente dall'Amministrazione Obama in poi, con cui venivano prescelti obiettivi in vari paesi e inesorabilmente attaccati, senza curarsi degli innocenti uccisi nel corso delle azioni. La Somalia, lo Yemen, il Pakistan, l'Iraq sono i paesi dove più di frequente si svolgono queste eliminazioni mirate di persone, alla faccia dei diritti umani.

Le vittime civili colpite per caso, moltissime e quasi sempre donne e bambini, sono considerate effetti collaterali.

Non rientrano nei diritti umani strombazzati dall'occidente neppure le uccisioni fatte dalla polizia USA di neri ed ispanici, anche minorenni, nella foga razzista di colpire il nero per dare l'esempio.  Se questo avvenisse in un paese ostile agli USA sarebbe presentato come violazione dei diritti umani.

Quando poi le violazioni riguardano Israele che arresta, uccide e massacra i palestinesi, come l'ultima aggressione a Gaza (250 vittime di cui 70 bambini e 50 donne), quelle non rientrano nelle violazioni dei diritti umani.

Allo stesso modo la propaganda occidentale, sempre pronta a denunciare qualsiasi violazione che avviene in Venezuela o a Cuba, rimane muta su quanto accade nei paesi alleati degli USA, come Colombia e Cile, dove i governi reprimono brutalmente le forti manifestazioni di protesta degli ultimi mesi con numerosi omicidi e sparizioni di sindacalisti e leader dell'opposizione.

Quando però si passa ogni limite e le forze di Israele, con armi americane, massacrano la popolazione civile, come avvenuto a Gaza, demoliscono interi condomini di 12/13 piani, si abbattono le torri dei media, colpiscono la mezza luna rossa, gli impianti di depurazione dell'acqua, gli ospedali, allora si assiste al solito ritornello dei presidenti americani: "Israele ha il diritto di difendersi".

Così finalmente la gente inizia a capire che quella dei "diritti umani" è soltanto una misera arma propagandistica che viene utilizzata dall'Occidente per giustificare i suoi crimini.

Senza contare che è abuso dei diritti umani anche far morire di fame deliberatamente i bambini perché non approvi le persone che gestiscono i governi e trasformare una nazione in macerie a scopo di lucro e controllo geostrategico, come in Iraq, Libia, Siria, Somalia, Yemen, ecc…

La narrazione dell'Impero non considera l'omicidio di massa una violazione dei diritti umani, quando avviene ad opera delle armi americane, di Israele e dei loro alleati.

Però questa narrativa oggi non fa più presa come una volta e le centrali di propaganda adesso cercano di escogitare nuovi pretesti per attaccare i regimi non conformi alla regole stabilite da Washington.

Il massacro dei palestinesi fatto da Israele con le armi americane, risulta però come una “trave nell’occhio” dei difensori dei diritti umani ed è destinato ad avere molte ripercussioni. I difensori ad ogni costo dei massacratori sionisti iniziano a essere visti da molti per quello che sono.

Tutto questo mette in evidenza l’ipocrisia di questa propaganda a cui oggi possono credere soltanto gli imbecilli.


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Editoriale

 

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