Il sistema procede spedito verso il Great Reset

Le élite ci avevano avvertito: le crisi sono benvenute in quanto costituiscono l'occasione utile per prendere misure che in situazioni normali sarebbero difficili da adottare.

Ecco quindi che la pandemia Covid è l’"opportunità perfetta" per una formattazione totale del sistema economico e sociale. In particolare la prima misura che i governi stanno adottando il controllo sociale di massa.

Infatti la prevenzione sanitaria ha una doppia funzione: da un lato serve al controllo delle persone attraverso la psicosi e la paura; dall'altro consente giganteschi profitti alle grandi multinazionali dei farmaci che sono in mano ai soliti noti della elite finanziaria.

In un secondo momento si affronterà il problema dell'enorme debito che assilla tutti i paesi industrializzati e non: troveranno una soluzione brillante per far pagare i debiti al ceto medio, ai risparmiatori, a lavoratori e pensionati.

Per i globalisti, la crisi sanitaria è una possibilità per attuare il loro piano di riforma del sistema a loro vantaggio, coloro che si opporranno saranno considerati contrari al progresso e pericolosi.  Da lì il passo sarà breve per considerarli cospirazionisti.

Non è un caso che la simulazione della pandemia, quella che definirono "Evento 201"era stata organizzata già due mesi prima dal "World Economic Forum" e dalla Bill and Melinda Gates Foundation.

Quando questa pandemia si è manifestata, tutti hanno pensato che fosse un evento spontaneo o fortuito ed è stato facile accusare la Cina, trascurando che il virus già era presente nell'anno precedente in vari paesi. 

Un ruolo determinante è quello che svolgono i media, che obbediscono tutti alle direttive della narrazione che presenta, in modo ossessivo, il bollettino dei contagi e dei decessi nell’attesa salvifica dei vaccini.

Sono scomparse tutte le altre cause di decesso che vengono relegate in notizie secondarie, quando non associate anche quelle al Covid. Tutto serve a diffondere la psicosi per persuadere la popolazione ad adottare le misure previste.

Il sistema vede come fatto della massima importanza la soppressione dei media alternativi e la censura nei social, provvedimenti che consentono il controllo della diffusione delle notizie, relegando i dissidenti in una nicchia di fanatici non attendibili, presenti solo su internet.

Il grande riassetto (great reset) è come un treno ad alta velocità che ormai è partito e non si può più fermare, chi cerca di ostacolarlo verrà travolto. In sostanza si tratta di procedere spediti verso un sistema di potere centralizzato ed esercitato da organismi sovranazionali che di fatto renderà superflue le istituzioni statali.  Una forma totalitaria nuova, attuata in nome della scienza e della tecnologia avanzata, con il supporto della finanza che richiede la tirannia medica per prevenire la ribellione.

Tuttavia esiste un problema di rigetto di parte della popolazione, che, secondo i sondaggi, non accetta le misure e rifiuta di conformarsi all'istituzione di vaccini o passaporti medici. D'altra parte non è chiaro perché sia necessario vaccinarsi contro un virus che comunque non colpisce tutti ma soltanto alcune categorie esposte o per fasce d'età. Esistono molti altri virus con cui si convive senza lo stato di emergenza continua.

Questo fattore convince i globalisti che non è stato fatto abbastanza e avranno bisogno di un'altra crisi: si scopriranno nuove varianti e si sosterrà che queste varianti saranno sicuramente più contagiose e mortali del virus originale. Questo convincerà le persone a mantenere l’isolamento sociale e i richiami perenni delle vaccinazioni, con l'effetto di maggiori profitti del Big Pharma e dipendenza totale del pubblico.

Se lo stato di emergenza non sarà sufficiente, c’è una carta di riserva: il conflitto con la Russia o con la Cina. Un’ipotesi estrema ma che potrebbe presto concretizzarsi.

Subentrerà allora una nuova fase di emergenza di tipo bellico che consentirebbe di mobilitare le forze militari, sospendere ancora per molto i diritti e imporre lo stato di assedio permanente.  La guerra è un metodo classico per distrarre il pubblico e consentire i grandi profitti dell'apparato industriale militare.

Possiamo prevedere le fasi di questo grande progetto ma sembra quasi impossibile fermarlo, a meno che ci sia un "grande risveglio", l'unico che potrebbe neutralizzare il "Grande Reset" .


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Editoriale

 

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