L'Occidente liberale e la Russia come nemico ideologico

L'identità è un sentimento di appartenenza a una comunità culturale. Le identità collettive sono fondamentali nella costruzione di una comunità di popolo perché configurano i valori e le ragioni di convergenza con gli altri componenti della stessa comunità.

I problemi che affliggono le nazioni europee derivano in gran parte dalla debolezza della loro identità, in buona parte distrutta dall’ideologia della globalizzazione. Non tutti i paesi hanno però accettato la "normalizzazione" imposta dalla UE consistente nello sradicamento della cultura tradizionale per acquisire l'ideologia liberista e globalizzante del pensiero unico. Le principali resistenze sono nei paesi Est Europei. Fuori della UE l’eccezione più importante è quella della Russia.

Sebbene i sostenitori “occidentali” della globalizzazione – fondamentalmente anglosassoni e nord americani - ritengano che la Russia debba diventare "un Paese come gli altri", è difficile pensare che la Russia possa diventarlo, perché il cosmopolitismo neoliberista è incompatibili con cultura e tradizione russa. Il "fattore differenziale" della Russia sta nel sollevare ideali etici alternativi rispetto al modello occidentale e per questo viene presentato come il nemico da battere.  La Russia è oggi l'ultimo stato tradizionale dell’Europa?

Possiamo a buona ragione sostenere che il mondo russo si trova in contrapposizione all'Occidente in quanto quest'ultimo incarna la modernità nella sua forma più invasiva, cioè la modernità che fa piazza pulita di tutto ciò che lo ha preceduto o di tutto ciò che gli è estraneo, la Tradizione. È un rapporto conflittuale - tra la Russia e la modernità occidentale - in cui si manifesta una caratteristica essenziale dell'identità russa: il senso comune dell’esistenza. Questa caratteristica - che potremmo chiamare "l'idea russa" - entra in diretta collisione con la filosofia individualista, che è il vettore principale della modernità occidentale L'idea russa dà forma a una diversa percezione del fatto sociale, della cultura e dell'uomo. Questo è, a nostro avviso, il significato profondo del disaccordo tra i due mondi. Altre civiltà sono riluttanti ai disvalori dell'Occidente. Ma il caso della Russia è complicato, perché il nucleo culturale, geografico ed etnico della sua civiltà fa parte della matrice europea che, in Occidente, ha degenerato. "La Russia non è l'Occidente, ma non è nemmeno l'Oriente: è il pensiero alternativo all’Occidente progressista". O in altre parole: la Russia non è solo Europa, ma è anche Europa.

In realtà, la Russia è stato l'ultimo stato europeo tradizionale, l'ultimo a riprodurre chiaramente - quasi fino al 1914 - lo schema trifunzionale con cui gli storici identificavano le società indoeuropee e che poneva le funzioni religiose e guerriere al vertice della gerarchia. "Lo zar di Russia - fu definito in passato- come un capo militare, e ogni giorno con lui è un giorno di battaglia". Conservando molti degli elementi di quella visione del mondo premoderno, la Russia ha conservato qualcosa che l'Europa aveva già perso. Ecco perché la questione dell'identità russa - della sua rivolta contro il mondo occidentale moderno e decadente- riproduce la lotta che per secoli si è combattuta in Europa tra due diversi tipi di cultura: quella della civiltà industriale borghese e quella dei ribelli animati da un romanticismo anti-borghese.

L '"idea russa", in questo senso, riguarda tutti i buoni europei. Sarà questo il motivo per cui il mondo anglosassone e la UE, hanno individuato nella Russia il loro principale nemico che può divenire un polo di attrazione per quegli europei che non vogliono sottomettersi al liberismo anglosassone. La Russia contraccambia l'ostilità occidentale e si dichiara pronta a parlare e cooperare con i paesi europei come soggetti, ma non con l’Unione europea, strumento che distrugge l’Europa. E quindi non può essere la voce dell’Europa. L’UE è chiaramente uno strumento del centro globale, il nemico di ogni identità nazionale. Non ci può essere un’intesa con il nemico ideologico ed esistenziale. Di fatto è la Russia che oggi si propone come alternativa e baluardo a difesa dei valori tradizionali delle identità europee.


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Editoriale

 

L’attacco alla scuola

di Adriano Tilgher

La prima vittima dell’attacco all’integrità del nostro popolo è la scuola.

Noi eravamo orgogliosi della nostra scuola, del tipo di formazione che dava ai nostri giovani, della qualità dei quadri che ne venivano fuori in tutti i campi e in tutti i settori, del senso critico, della libertà di pensiero profondo, delle capacità di analisi, di sintesi dei nostri giovani che permetteva loro di emergere ovunque si applicassero ed ovunque andassero.  La nostra scuola era ammirata e studiata da tutti e questo era uno dei principali elementi di invidia nei nostri confronti.

Infatti, quando l’Italia ha perso la guerra, le nazioni vincitrici ed i loro complici di casa nostra hanno iniziato a picconare tutte le colonne portanti del nostro incommensurabile patrimonio culturale materiale ed immateriale e prima fra tutte la scuola. Non è un caso che la prima sovranità che è stata messa sotto attacco è stata quella culturale.

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La Spina nel Fianco

 

TSO di Stato

Fano, Istituto Tecnico Commerciale Adriano Olivetti, una scuola che vanta una storia secolare, apprendiamo dal sito ufficiale che è operativo dal lontano 1861, circa un secolo dopo alla morte di Adriano Olivetti, prenderà l’attuale nome in memoria del grande imprenditore Italiano, che si distinse per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale devesse essere reinvestito a beneficio della comunità.

Olivetti credeva nell'idea di comunità, unica via da seguire per superare la divisione tra industria e agricoltura, e fra produzione e cultura, idee maturate da quelle di Rudolf Steiner. (Vi sono dei riscontri di finanziamenti a movimenti steineriani ed alla stampa antroposofica). Dal sito ufficiale apprendiamo che l'istituto: “offre grandi spazi in cui imparare, divertirsi ed osservare il mondo circostante. (..) La missione dell’Istituto Olivetti è (..) essere innovativi e sapere insegnare alla nuova generazione come affrontare il mondo del lavoro e la realtà di tutti i giorni. (..)”.

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