Lo scontro tra la NATO e la Russia appare inevitabile, solo una questione di tempo

Con le ultime dichiarazioni rilasciate dal presidente Joe Biden a proposito della Crimea, gli Stati Uniti hanno dissotterrato l'ascia di guerra nei confronti della Russia. Biden ha affermato che la penisola è stata invasa dalla Russia e che gli USA sostengono il diritto dell'Ucraina di tornare in possesso della Crimea.

Queste dichiarazioni bastano per stabilire uno stato di preconflitto con la Russia dal momento che il presidente Putin ha da molto tempo dichiarato che quella della Crimea, dove la stragrande maggioranza della popolazione si è pronunciata con un referendum a favore dell'annessione alla madre patria Russa, è una questione chiusa; la Crimea è parte integrante della Federazione Russa. Biden mente sapendo di mentire: non c'è mai stata un’invasione russa della Crimea. Il colpo di stato avvenuto a Kiev nel 2014 ha rovesciato un governo regolarmente eletto ed ha realizzato il cambio di regime voluto da Washington. Queste dichiarazioni di Biden e la comparsa di una imponente forza navale della NATO in prossimità delle coste della Crimea rendono evidente che le provocazioni militari della NATO nei confronti di Mosca sfoceranno in un conflitto. Le intenzioni della nuova Amministrazione USA dimostrano l'attitudine aggressiva di Washington diretta contro la Russia, così come anche contro la Cina e l'Iran, considerati un ostacolo all'egemonia unilaterale degli USA.

Le autorità russe e il presidente Putin sono ben consapevoli che il "contenimento" della Russia è concentrato sul suo perimetro: Ucraina, Georgia, Moldavia e Asia centrale. Gli USA tentano di creare una cintura di paesi ostili alla Russia collegati con la NATO e costellati di basi militari USA.  Lo stesso Putin ha detto, nel corso di una riunione del Servizio Federale di Sicurezza,  che "...la politica degli USA mira a interrompere il nostro sviluppo, rallentandolo, creando problemi lungo il perimetro esterno, innescando instabilità interna, minando i valori che uniscono la società russa e, in definitiva, indeboliscono la Russia e la pongono sotto controllo esterno, esattamente come vediamo accadere in alcuni paesi dello spazio post-sovietico ”.

La nuova Amministrazione USA ha, come proprio obiettivo primario, il ritorno ad un mondo dominato dagli USA sia a livello economico che militare e politico e, quindi, non può tollerare che la Russia e la Cina contrastino la sua egemonia o che l'Iran, la Siria, il Venezuela o Cuba “trasgrediscano” l’Ordine Mondiale. La strategia di contenimento di Washington è attuata con tutti mezzi possibili, dalle sanzioni economiche, alla propaganda diffamatoria, alle misure di assedio militare. Questo dimostra che la Russia è il vero incubo dei primatisti angloamericani.

La logica che muove la superpotenza USA non è più la stessa dei tempi della "guerra fredda". A Washington prevale la corrente evangelica e sionista, gli USA si sentono investiti da una missione di carattere messianico e, a qualsiasi costo, devono tornare ad essere "il faro del mondo". Nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, in America è avvenuta una rivoluzione globale: le multinazionali hanno rilevato l'istituzione dello Stato e ora stanno rimodellando il sistema sulla base delle proprie priorità. L'apparato militare industriale è sempre al primo posto ma è strettamente collegato ai potentati finanziari di Wall Street che hanno preso il sopravvento e sono riuscite a gettare le basi di un "capitalismo finanziario", in cui è possibile stampare all'infinito finto denaro dal nulla.

Tuttavia garantire la stabilità del sistema richiede la massima espansione dei suoi confini. Cioè, l'occupazione politica ed economica dell'Unione europea e di tutte le altre ex zone di dominazione americana, che ancora rimangono incerte: il Medio Oriente è il secondo della lista. La nuova élite dominante americana ha bisogno di una nuova guerra per espandere il suo dominio e il suo business e riportare all'ordine gli stati non conformi. Non deve essere però un secondo Vietnam, un Afghanistan o un Iraq. Sono due i prossimi teatri di conflitto: Ucraina e Medio Oriente. Entrambi coinvolgono la Russia e per questo possiamo essere certi che il conflitto sarà inevitabile.

Solo questione di tempo ma di tempo non ne avanza molto, gli USA devono agire prima che la Russia e la Cina si fortifichino ancora di più, devono disarmare l'Iran, prima che Teheran entri in possesso dell'arma atomica. Ne consegue che il conflitto, allo stato attuale, appare inevitabile.


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