I crimini contro l'umanità del potere imperiale USA Anglo Sionista

Nel corso degli ultimi 50 anni il mondo ha assistito alle devastazioni causate dalle guerre scatenate dagli Stati Uniti in varie parti del mondo, guerre che hanno destabilizzato interi paesi per imporre l'agenda di Washington.

La realtà è chiara, il governo degli Stati Uniti d'America è un governo genocida, nella storia moderna sono l'unico paese che ha utilizzato le armi atomiche contro la popolazione civile (Hiroshima e Nagasaki), le armi chimiche come a Nassirya in Iraq o come nel Vietnam. La politica imperialista degli USA ha generato innumerevoli crimini contro l'umanità che devono essere riconosciuti, puniti e divulgati affinché non si ripetano mai.

Uno dei crimini abituali dell'Imperialismo è il blocco economico, praticato contro paesi e popoli, anche se viene chiamato "embargo", costituisce un crimine per il fatto che minaccia la vita, la libertà, il diritto all'alimentazione ed alle cure, oltre che la dignità delle persone. I blocchi, le sanzioni e gli embarghi sono forme di guerra infide, illegali e illegittime dell'Imperialismo anche se inventano trattati internazionali e leggi per mimetizzarne le conseguenze. Questi crimini oggi vengono attuati contro lo Yemen, contro la Siria, contro il Venezuela, contro Cuba ed altri paesi che hanno avuto "il torto" di non essersi piegati all'egemonia di Washington. L'assedio per prendere per fame e malattie le popolazioni e spingerle ad attuare un cambio di regime è caratteristica della politica USA. E' la stessa tecnica che, da oltre undici anni, Israele attua contro i palestinesi di Gaza.

Tutto quello che minaccia la vita, la libertà, i diritti e la dignità delle persone è un crimine contro l'umanità. Vergognoso è il comportamento dell'Europa e di altri paesi occidentali che si accodano a questi blocchi decisi da Washington, dimostrando la loro attitudine al servilismo verso il padrone. I "diritti umani" vengono usati come arma e pretesto per gli interventi militari o per le sanzioni; per gli occidentali i diritti umani valgono solo quando si tratta di stigmatizzare le presunte azioni di repressione fatte dai paesi antagonisti degli USA, come la Russia, la Cina, l'Iran ma sono del tutto inesistenti quando le violazioni di questi diritti sono fatte dagli occidentali o dai paesi alleati come l'Arabia Saudita, gli Emirati e le altre monarchie del Golfo, fedeli alleati degli anglo USA.

Combattere il blocco, gli embarghi e le sanzioni non è solo una questione "legale", ma è una lotta politica implacabile e radicale contro il sistema liberista e le sue operazioni di aggressione contro i popoli che rifiutano di sottomettersi. Indubbiamente il capitalismo anglo-USA-sionista, nel suo sviluppo, dopo la caduta dell'URSS, si è sentito padrone del mondo ed ha prodotto i peggiori orrori e sopraffazioni contro i popoli. La pseudo cultura americanoide, che è il tipico prodotto di esportazione dell'Imperialismo USA, è costituita da volgarità, individualismo, consumismo esasperato e relativismo morale: un mix di elementi studiati per distruggere le comunità e per intossicare la mente delle giovani generazioni. 

Il declino dell'Impero americano che si manifesta, con la sua progressiva perdita di influenza politica e capacità economica rendono l'elite di potere di Washington sempre più rabbiosa contro le nuove potenze emergenti che si sono affrancate dalla dominazione USA: la Russia, la Cina e l'Iran. Per restaurare il suo potere l'impero impone sanzioni, embarghi e blocchi come "punizione". Ad esempio, il blocco contro Cuba è il più lungo conosciuto nella storia moderna; nonostante sia stato condannato innumerevoli volte, non succede nulla. Lo stesso sta accadendo contro il Venezuela e contro chiunque cerchi di sviluppare legami con entrambi i paesi o voglia aggregarsi all'Asse della Resistenza, costituito dalla Siria, dall'Iran, da Hezbollah e dalle milizie Houthi nello Yemen. Per rendere attuale veramente la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sarebbe necessaria oggi una nuova Dichiarazione che rompesse la volontà di tenerla ingabbiata nella verbosità diplomatica.

I popoli hanno bisogno di una dichiarazione rivoluzionaria dei diritti umani, che includa il il controllo dei popoli contro i loro oppressori. Il Blocco e l'embargo sono un crimine contro l'umanità e devono essere fermati, i loro autori puniti e costretti a riparare il danno, a livello globale.


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 4

di Adriano Tilgher

Patrimonio culturale immateriale, patrimonio culturale materiale, faro di cultura e di civiltà, posizione geopolitica e strategica fondamentale per l’equilibrio nel Mediterraneo in una nuova identità che nasca dal superamento di tutte le contraddizioni interne sono il presupposto per definire il ruolo finale dell’Italia. Non si tratta di egemonia mondiale di cui stiamo parlando perché questa sul piano culturale ci appartiene di diritto e ci è riconosciuta da tutti ed è la ragione principale per cui l’Italia è sotto attacco soprattutto nel campo della formazione. Non si tratta nemmeno di becero imperialismo imperniato sulla forza delle armi sotto l’egida e il ricatto della grande industria militare, stiamo parlando di qualcosa di molto più concreto, legato ai valori profondi dell’essere umano e delle comunità che riesce a costruire.

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La Spina nel Fianco

 

Più buio che a mezzanotte non viene

22 giugno 1946 entra in vigore il: “Decreto presidenziale di amnistia e indulto per reati (..), politici e militari”, avvenuti durante il periodo dell'"occupazione nazifascista". Legge proposta e varata da Palmiro Togliatti, segretario del PCI, e allora ministro di Grazia e Giustizia del primo governo De Gasperi. L'amnistia, che prenderà il nome dal suo promulgatore, aveva come scopo primario, quello di giungere quanto prima a una pacificazione nazionale, per evitare che l'"epurazione", degli ex fascisti rallentasse la ricostruzione materiale del paese. Con l'amnistia vennero scarcerati migliaia di detenuti che furono reinseriti senza troppo clamore nella cosiddetta "Società Civile". Stranamente (o forse no) alcuni degli ex prigionieri, arriveranno perfino a iscriversi al Partito Comunista, chi per convenienza, chi per continuare l’ideale battaglia de: "Il sangue contro l'oro",  in quanto (almeno a parole) vedevano nel PCI un argine ad una visione liberista del mondo, identificando più che nell'unione Sovietica il nemico in quegli Stati Uniti artefici di massacri e distruzione delle nostre città.

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