Le sfide del 2021 Il collasso del vecchio sistema

Nel tracciare un bilancio del 2020 non si può non considerare la pandemia del Covid 19 come l'evento più importante con i suoi molteplici effetti negativi che hanno sconvolto l'assetto sociale dei paesi più colpiti. Il virus ha messo in crisi il modello di sviluppo economico capital liberista dominante in tutto l'occidente.

Quanto è accaduto ha reso urgente la necessità di ripensare nuovi modelli di sviluppo, dove sia determinante il ruolo del settore pubblico, lo Stato che, per quanto screditato in Italia come burocratico e inefficiente, deve provvedere ai bisogni sociali dei cittadini, dall'assistenza sanitaria, all'istruzione, alle infrastrutture ed ai servizi pubblici, evitando di affidare questi settori alla speculazione privata. Il crollo del ponte Morandi a Genova ha già mostrato l'inadeguatezza di tale modello.

Lo stesso avviene per quanto riguarda il sistema di globalizzazione promosso per gli interessi delle oligarchie economiche transnazionali. La globalizzazione liberista ha fatto accrescere in modo esponenziale le disuguaglianze e l'arricchimento di alcune oligarchie economico/finanziarie a scapito di tutti gli altri.

Questo implica la ricerca di nuovi modelli di partecipazione sociale, attraverso le quali la popolazione possa avere garantiti i propri diritti, senza dovere subire processi di esclusione sociale.

Si deve considerare ormai obsoleto il vecchio modello di democrazia. Il nuovo modello che le oligarchie di potere vogliono imporre, è quello dell’automazione dei processi produttivi e della informatizzazione di tutti i settori, con il telelavoro che diventa una misura generalizzata. Un sistema spersonalizzante dove viene limitata al massimo la socialità, il lavoro collettivo, la creazione culturale. Le vaccinazioni, il divieto nell'uso del contante, le limitazioni agli spostamenti ed i divieti di assembramento tendono a divenire una costante del nuovo modello di controllo di massa cui le elite mirano. La pandemia ha fornito il pretesto per perpetuare il controllo politico delle popolazioni.

Il covid ha determinato il collasso in vasti rami dell'economia.  Il blocco dei locali pubblici, di ristorazione, alloggio e sport e spettacoli ha portato alla crisi di tutti i settori legati al turismo con un effetto economico disastroso. In Italia le perdite per il 2020 nel settore turistico sono stimate in centinaia di miliardi di euro.

La crisi sanitaria ha mostrato quanto sia inadeguato il modello di privatizzazione dei servizi sanitari attuato in Italia. Le politiche di austerità dettate da Bruxelles per alleggerire il peso dello stato hanno portato al disastro che si è visto in tutta la sua crudezza nel momento dell'emergenza.

In questo momento tutta l'attenzione della classe politica è concentrata nell'attesa salvifica dei miliardi promessi con il "recovery Foud", dando per scontato che i soldi arrivino, senza considerare la possibilità di un blocco di questi fondi da parte di paesi come l'Olanda.

Tuttavia la "favola" dell'Europa è come un giocattolo che viene dato in pasto all'opinione pubblica per far credere che l'appartenenza alla UE sia un vantaggio piuttosto che un costo esorbitante.  Il giocattolo si è però ormai rotto.

A livello internazionale anche il 2021 sarà segnato, come l'anno precedente, da una continua politica di aggressioni, guerre contro: Iraq, Yemen, Palestina, Siria, Libano, Libia, Iran, Venezuela, Cuba, Caucaso meridionale, Sahara occidentale. Proseguirà la guerra commerciale con la Cina. 

Si perpetuerà la violazione permanente delle risoluzioni internazionali riguardanti la Palestina, lo Yemen, la Siria, l'Iraq, il popolo Rohingya, con il carico di stragi ed omicidi mirati da parte delle grandi potenze dominanti, in particolare degli Stati Uniti, di Israele e dell'Arabia Saudita.

Nelle scorse settimane abbiamo assistito al cosiddetto “processo di normalizzazione” volto a continuare ad attuare la politica di occupazione della Palestina e del Sahara occidentale, insieme al lavaggio dell'immagine di monarchie come Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Arabia Saudita. Continueranno le politiche di ricatto attuate da USA e Israele, in cambio di finanziamenti ed armi.

Niente di nuovo se non fosse che per il 2021 assisteremo, con estrema probabilità, al definitivo crollo dell'influenza dell'Impero americano, di fronte alla nuova realtà di un mondo che si preannuncia multipolare. Almeno questa è una novità positiva.


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