In Bielorussia scatta la prova di forza fra la Russia e la NATO. Il momento della verità è arrivato

La Russia raccoglie il guanto di sfida degli USA e della NATO e si prepara a difendere la Bielorussia dall’offensiva dell’Occidente

L’annuncio del Comando Militare russo è di due giorni fa (13 settembre), ed avvisa che la Russia si appresta a inviare forze aviotrasportate per partecipare alle esercitazioni militari in Bielorussia dal 14 al 25 settembre.

“In conformità con il calendario degli eventi internazionali per il 2020, dal 14 al 25 settembre presso il campo di addestramento di Brestsky in Bielorussia si terrà l’esercizio tattico congiunto bielorusso-russo Slavic Fraternity (la Confraternita slava), che si tiene ogni anno dal 2015.» (Agenzia Reuters).

Il ministero della Difesa russo ha aggiunto che i paracadutisti di entrambe i paesi eserciteranno l’interazione con le truppe durante lo svolgimento di compiti militari e ha detto che le unità delle forze aviotrasportate della regione russa di Pskov si uniranno alle manovre.

Questo non è il solo messaggio che Mosca invia a Washington ed alla NATO in risposta all’offensiva, in atto già da mesi, da parte delle centrali atlantiste per realizzare il rovesciamento di regime in Bielorussia, ma ve ne sono altri, alcuni ufficiali ed altri riservati.

La Russia è determinata a non permettere alle forze atlantiste di ripetere a Minsk il colpo di stato con sommossa della piazza, sobillata da agitatori assoldati dai servizi occidentali, realizzato a Kiev. La Russia interverrà con le sue forze militari ed è pronta a rispondere colpo su colpo. Questo in sintesi la risposta di Putin.

Il ministro della difesa russo, Sergei Sojgu, ha dichiarato che Mosca si è stancata delle crescenti provocazioni della NATO.

Una nuova provocazione lanciata da Washington sono state le sanzioni contro l’istituto di ricerca russo che ha creato il primo vaccino nel mondo contro la pandemia del Covid-19.

Mosca accetta la sfida della guerra ed è pronta a rispondere alle provocazioni in modo diretto e con le sue contromisure.

Non è un caso che in Germania ci sia stata, pochi giorni fa, una prova di allarme generale, con mobilitazione della protezione civile contro una possibile emergenza nucleare. Neppure una coincidenza il fatto che la Cina stia accumulando prodotti alimentari basici nei suoi magazzini e che si prepari a disfarsi dei buoni del tesoro USA.

La Russia da parte sua, oltre a raccogliere il guanto di sfida, già da tempo ha bloccato tutta l’esportazione di cereali, di cui è il maggior produttore mondiale, e questi saranno forniti soltanto ai paesi alleati.

Potrebbe essere un brutto sogno ma i segnali di una guerra ci sono tutti.

Il Cremlino ha rigettato l’ultimatum trasmesso da Washington in relazione alla Bielorussia e ha avvisato gli USA e la UE che non tollererà interferenze esterne nel paese confinante.

Bisogna riepilogare la sequenza degli avvenimenti per avere un quadro chiaro.

A fine luglio dopo il fallimento di un’operazione speciale fatta dai servizi di intelligence occidentali che ha visto il fermo in Bielorussia di una serie di cittadini russi dell’organizzazione Wagner, accusati di spionaggio in Ucraina, sono iniziati i disordini a Minsk, sobillati dall’Occidente, tesi ad annullare i risultati delle elezioni, deporre il presidente Lukashenko e favorire un cambio di regime.

In contemporanea è stato invito il massaggio alla Russia di non interferire nel processo politico del paese confinante. Messaggio rigettato da Putin che ha dimostrato di non voler lasciare il proprio alleato.

Subito dopo, a fine agosto, è iniziata l’operazione avvelenamento di Navalny, chiaramente  pianificata da tempo per mettere sotto accusa la Russia con una grande campagna mediatica.

Dopo qualche giorno, il sub segretario di Stato USA, Stephen Bigan, si è recato a Mosca per lanciare l’ultimatum in cui si chiede la resa incondizionata della Russia. Così si è giunti alla rottura e all’interruzione di ogni dialogo. Da notare che il segretario USA, prima di visitare Mosca, si era incontrato in Lituania con la leader dell’opposizione Bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya.

Mosca, non solo ha rigettato l’ultimatum, ma ha mobilitato le sue forze sulla frontiera occidentale pronta all’intervento in aiuto del governo di Minsk. La NATO ha ammassato truppe in Lituania, alla frontiera; le forze di sicurezza della Bielorussia insieme a forze speciali russe sono pronte ad accoglierle.

Il momento della verità potrebbe essere in queste settimane, gli atlantisti sarebbero sulla strada per realizzare un grosso fiasco. Gli strateghi USA non hanno calcolato l’abilità di Putin nel giocare sulla scacchiera geopolitica dove si difendono gli interessi della Russia e dell’Alleanza Euroasiatica.


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