Gli agenti USA operano in Bielorussia per applicare lo stesso copione del cambio di regime già realizzato in Ucraina: "Rivoluzione Colorata" e Golpe

La vecchia aspirazione della Elite di potere di Washington di estendere la propria egemonia a tutto il mondo continua ad essere la linea guida dell'amministrazione USA. I paesi che non sono sottomessi all'Impero USA diventano un obiettivo da colpire in modo diretto (mediante attacco militare) o indiretto mediante sobillazione interna, rivolte, rivoluzione colorata e golpe. La lista dei paesi obiettivo si è allungata e all'Iran, Siria, Libano,  Venezuela, Cuba, Nicaragua, Serbia e Cina, ora si è aggiunta la Bielorussia.

Bisogna avere chiaro il quadro geopolitico: se gli USA riuscissero a rovesciare il regime filo russo di Lukashenko a Minsk, portando il paese dalla parte dell'alleanza occidentale, la Russia subirebbe un accerchiamento strategico alla sua frontiera occidentale che includerebbe l'Ucraina, la Georgia e la Bielorussia. Tutti e tre questi paesi sarebbero schierati in modo ostile contro la Russia e l'alleanza occidentale acquisterebbe un grosso vantaggio strategico.

Lo schema di attacco che segue Washington, con l’aiuto dei suoi subalterni europei, è sempre lo stesso. Sobillare una rivolta di piazza che si trasformi in rivoluzione colorata, utilizzando tutto l'armamentario delle agenzie di intelligence di cui dispone Washington, dall’onnipresente “National Endowment for Democracy” che ha già finanziato svariate organizzazioni in Bielorussia, alla propaganda degli organismi consociati con la CIA, come Radio Free Europe / Radio Liberty e varie ONG.

Dopo il risultato delle elezioni che hanno messo in minoranza l'opposizione, arriva l’accusa di brogli e la richiesta di dimissioni con la rituale affermazione del Dipartimento di Stato USA, di sostenere i manifestanti, condannando “la brutale repressione del governo contro di loro", mentre nella piazza operano i soliti gruppi di agitatori a libro paga della CIA . Siamo in presenza dell’abituale procedura tratta dal manuale di "Regime Change", una guida sicura per attuare le strategie già sperimentate in molteplici paesi, come l'Ucraina, il Venezuela, la Bolivia, ecc.

Il Washington consensus non tollera i governi si avvicinano nell'orbita della Cina o della Russia, sfidando il preteso dominio unipolare di Washington.

Essenziale in questa fase è il supporto della propaganda dei mega media, tutti gestiti dai monopoli filo USA, che mettono in luce le proteste di piazza in Bielorussia anti Lukashengo, come avviene per quelle anti-Pechino ad Hong Kong, mentre minimizzano le proteste contro i governi dei paesi allineati con gli  Stati Uniti,  come in Francia, in Israele, in Cile e ad  Haiti.

Tutto questo serve a demonizzare gli avversari ed a giustificare poi il rovesciamento di regime, in nome della "democrazia" ma in realtà per conto degli interessi economici di Washington.

Gli statunitensi stanno mobilitando i loro agenti del caos per rimuovere Lukashenko dal potere e si apprestano a lanciare contro di lui altre accuse: di essere il burattino di Putin o di essersi impadronito di grandi ricchezze. Seguiranno poi le sanzioni e l'embargo.

Prendere le popolazioni per fame è una precisa strategia di Washington che sta attuando in varie situazioni; il blocco totale sia di esportare che importare risorse, il blocco delle transazioni bancarie impediscono al paese assediato di acquistare generi alimentari, medicinali e quanto necessario. Un sistema genocida che colpisce i più deboli, i malati, i bambini e getta nella disperazione le persone privandole dell'essenziale e che in questo momento gli americani stanno sperimentando in Siria, nello Yemen,  in Venezuela, in Iran… 

Per fortuna non tutto il mondo è sotto il tallone di Washington e un aiuto sostanziale per questi paesi arriva dalla Russia e dalla Cina.

Questo è il gioco che adesso si conduce in Bielorussia e spiega quali interessi si celino dietro le manifestazioni di cui ogni giorno per mesi ci parleranno i media allineati alla propaganda atlantista. È importante aprire gli occhi e vedere quanto accade in ogni angolo del mondo al di là della cortina di menzogne e di manipolazione che viene offerta dai mega media del sistema.


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Editoriale

 

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