La crisi del potere degradato nelle classi politiche occidentali

Il processo di globalizzazione economica ha favorito negli ultimi decenni l’ascesa al potere di una elite finanziaria transnazionale che ha acquisito un potere di controllo di fatto sul sistema economico mondiale tramite il monopolio degli strumenti finanziari e la supervisione sui principali organismi transnazionali che svolgono la funzione di regolatori dei mercati dei capitali e dei principali indici finanziari.

Si tratta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca mondiale, del potentissimo WTO, della Banca dei Regolamenti Internazionali (che rappresenta il vertice del cartello delle Banche Centrali, che controlla l’offerta di moneta in tutto il globo), dell’ONU e delle sue più importanti agenzie, della Goldman Sachs e delle più importanti banche d’affari (dalla JP Morgan alla Black Rock, Morgan Stanley).

Tralasciando di citare organismi minori ma ugualmente importanti come le agenzie di rating che svolgono funzioni accessorie.

L'élite finanziaria è un gruppo auto-organizzato di plutocrati o di dinastie familiari che, operando in modo strategico, può pianificare e prevedere le conseguenze delle sue attività. In sostanza l'elite crea gli eventi, li controlla e ne prevede gli effetti. Sono queste qualità che portano al successo negli affari ed al coronamento degli obiettivi nella politica. In una parola, l'Elite ha assunto il potere dal momento in cui ha acquisito una mente collettiva.

La caratteristica principale dell'élite è, quindi, la sua capacità di auto-organizzarsi.  Anche se ciascun personaggio elitario separatamente non vede l'intero quadro, c'è qualcosa che lo spinge ad interagire con la sua stessa specie per mantenere il potere e sopravvivere.  L'elite non corrisponde ad uno Stato ma è un gruppo transnazionale, tuttavia non sarà un caso che il maggior numero dei suoi componenti si trova negli Stati Uniti o nel Regno Unito.

La classe politica dei paesi occidentali, è asservita all'élite, i loro interessi possono coincidere e talvolta divergere; come, per esempio, attualmente negli Stati Uniti, dove inizialmente il processo di elezione presidenziale era sfuggito di mano. Tuttavia non possiamo sottovalutare la capacità dell'élite di organizzarsi. Questo permette alla stessa di riprendere in controllo anche di singoli personaggi arrivati dall'esterno. Trump è uno di questi.

Come avviene per tutte l’élite, questi gruppi sono soggetti al degrado. Non ci sono più persone nell'élite occidentale che abbiano le stesse capacità e autorevolezza dei primi Morgan, Rothschild, Rockefeller. Istituzioni anonime come Chase Manhattan Bank, City Bank, Morgan Geranty Trust, Monsanto hanno preso il loro posto e favorito lo sviluppo di nuovi organismi emergenti come la Goldman Sachs o la Black Rock. Questo è anche un segno della trasformazione della volontà dei singoli nella volontà collettiva di un gruppo di organismi.

Anche i politici, rappresentanti della Elite, sono rimasti schiacciati - se Reagan e la Thatcher sembravano un po’ meno influenti rispetto a Roosevelt e Churchill, attualmente anche Reagan e Thatcher sono dei giganti in confronto a un Donald Trump ed una Theresa May. Anche l'élite amministrativa della classe dominante subisce il degrado.Questa è fra le altre una delle ragioni per cui si manifesta l’ondata anti-establishment in tutto il mondo: le persone sono ovunque deluse dall'esercizio del potere e si manifesta sempre di più la sfiducia nei confronti dei rappresentanti della Elite.

Mentre l'Elite dominante mantiene i propri codici segreti di comunicazione e dialoga utilizzando un linguaggio di tipo esoterico, la crisi di rappresentanza e la deriva delle società  richiedono  alle classi politiche fiduciarie (della elite )  di comprendere non solo le tecnologie sociali, ma anche  di seguire il  processo di trasformazione del consenso, senza il quale non è possibile ottenere l'ordine sociale dei subordinati.

Le classi dominanti oggi, per il mantenimento del proprio potere, devono ricorrere alle tecniche di controllo sociale, alla manipolazione delle informazioni, alla creazione di mitologie di comodo come schermo di distrazione di massa.

Nel mondo moderno, attraversato da materialismo consumistico e nihilismo, la dissoluzione dei valori si ritorce contro le elite dominanti, il loro potere è spogliato da qualsiasi parvenza di legittimità ed appare per quello che è: un potere oligarchico travestito da forma democratica. Il Re è nudo ma non è ancora consapevole di esserlo.


Editoriale

 

Le chiavi di casa

Di Adriano Tilgher

Le abbiamo perse nel 1945 quando abbiamo perso la guerra e da allora non siamo più riusciti ad ottenerle. È sempre stato il sogno di noi adolescenti possedere le chiavi di casa e quando le abbiamo ottenute ci siamo subito sentiti più adulti. Purtroppo noi, come popolo, le abbiamo perse in seguito a quella disastrosa guerra che qualcuno ha anche provato a dire che abbiamo vinto per il vergognoso cambio di casacca. Qualcuno potrebbe obiettare che è inutile rivangare polemiche antiche; ma è proprio metabolizzando gli errori del passato che possiamo rivitalizzare la nostra identità comunitaria ormai perduta.

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La Spina nel Fianco

 

Don't look up

24 dicembre, dopo una sparuta presenza nelle sale cinematografiche esce sulla piattaforma Netflix il nuovo film di Adam McKay, regista e sceneggiatore statunitense famoso per pellicole particolarmente feroci contro l' "American way of life". Il Film «Don’t look up», (non guardare in alto) è interpretato da un cast stellare che include divi del calibro di Meryl Streep e Leonardo Di Caprio. La trama inserisce la produzione nel genere catastrofico, (Allarme Spoiler) 2 scienziati, la dottoranda in astronomia Kate Dibiasky ed Il suo professore, Randall Mindy, scoprono casualmente l'esistenza di un asteroide non identificato. Calcolandone la traiettoria, si accorgono che il corpo celeste colpirà in pieno la terra in circa sei mesi e che le sue dimensioni sono tali da comportare l’estinzione di qualsiasi forma di vita sul pianeta. I due insieme ad un funzionario governativo si recheranno alla Casa Bianca per cercare di evitare la catastrofe, ma la presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean, (Mary Streep) ispirata ad Hillary Clinton, (sulla scrivania dello Studio Ovale vediamo una foto che la ritrae abbracciata a Clinton), non ha alcuna intenzione di occuparsene in quanto presa dai suoi calcoli elettorali. Impone, pertanto, di mantenere segreta la notizia.

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