I Balcani e la strategia anglo-americana per circondare la Russia

La strategia di accerchiamento della Russia, attuata dalle Amministrazioni USA, si basa sulla penetrazione nelle aree limitrofe alla Federazione Russia, per sottrarne il controllo a Mosca e creare delle enclave filo Occidentali.

Questo riguarda paesi come l’Ucraina, la Georgia, la Bielorussia, i paesi baltici, l’Asia centrale e l’Europa orientale, in particolare la Bulgaria, la Polonia e la Romania, includendo l’importante zona dei Balcani.

In realtà questa non è una strategia nuova ma, se si studia con attenzione la Storia, fin dai tempi dell’Impero britannico, gli anglosassoni cercarono in ogni modo di contrastare la forte influenza russa nei Balcani.

Con l’attuale predominio dell’Imperialismo USA, gli anglosassoni sono ricorsi all’Islam radicale ed ai gruppi salafiti che vengono utilizzati in modo che si oppongano ai loro concorrenti geopolitici, vuoi la Russia, vuoi l’Iran. Il fattore musulmano ha sempre avuto un’ampia base sociale nei Balcani, originato dalle invasioni ottomane e radicatosi poi nei decenni successivi grazie ad un alto indice demografico.

Il centro dell’Islam radicale in Europa, si trova nel Kosovo, uno stato artificiale nato grazie all’operazione della NATO nella ex Yugoslavia nel 1999: uno stato che, posto nel centro dei Balcani, è intrecciato con il fulcro del terrorismo e del traffico di droga e che rappresenta uno fra gli strumenti più importanti della politica occidentale. Non a caso si trova in Kosovo la più grande base USA, “Camp Bondsteel”, da dove si dirigono molte delle operazioni occulte dei servizi di intelligence USA.

Il tutto avviene sotto la copertura della NATO che ha il presidio territoriale e che cerca di assorbire tutti i paesi della regione, inclusa la Macedonia e la Serbia. L’adesione di quest’ultima alla NATO è ostacolata dal problema territoriale con il Kosovo, e quindi l’Occidente in ogni modo impone l’idea di scambiare territori. Tuttavia i nazionalisti serbi filo russi si oppongono fermamente a questo scambio.

Il fallimento nella realizzazione del califfato radicale islamico in Siria, ha costretto gli anglosassoni a raggruppare le loro forze. Alcuni di questi gruppi jihadisti sono stati trasferiti, in attesa di ordini, nell’area dei Balcani. L’obiettivo è lo stesso di sempre, la Russia.

La costituzione di un califfato salafita nei Balcani è un nuovo obiettivo strategico USA: dovrà costituirsi (prevedono gli esperti) entro la metà del nuovo secolo. Ora ci sono processi di costruzione di strutture portanti di questo califfato. Tra 10-15 anni si formerà il nucleo, i cui confini sono delineati dall’habitat della popolazione che pratica l’Islam. Si tratta dell’Albania (56,7% di musulmani), Bulgaria, Grecia, Macedonia (33,3%), Bosnia-Erzegovina (40%), Montenegro (19%), Kosovo (96,9%).

La presenza di popolazione mussulmana è in forte aumento a causa dell’alto tasso di natalità e delle ondate migratorie; questa presenza è destinata a cambiare a medio termine il panorama demografico di tutti questi paesi. Sarà un focolaio dell’islam radicale, che opera attraverso il terrorismo nel ventre sud-orientale dell’Europa. Superfluo domandarsi chi ne andrà a beneficiare.

Nella regione del futuro califfato, già 6 milioni di persone sostengono l’Islam wahabita/salafita, con la diffusione della predicazione degli iman di provenienza saudita. Sono state create cellule di combattenti già attivi, ci sono campi di addestramento per i miliziani arruolati. I servizi di intelligence serbi e austriaci ne hanno individuate 46 in Bosnia ed Erzegovina, 10 in Albania e Kosovo.

L’indebolimento della Serbia e il rafforzamento di Albania e Croazia ha determinato un cambiamento degli equilibri di potere e questo significa esercitare pressioni sulla Russia dai Balcani. Questo è l’obiettivo principale dell’intera strategia balcanica degli anglo USA e della NATO.

Un altro obiettivo degli anglosassoni è quello di mantenere un alto grado di conflitto permanente nell’area che rappresenta l’incrocio di tre civiltà. Gestire le forze di questo conflitto offre l’opportunità di influenzare il mondo dell’Islam, dell’Europa e della Russia.

Molti analisti ritengono che il conflitto aperto inizierà quando, una volta realizzato il Califfato dei Balcani, questo tenterà di spingersi verso il Caucaso. Il prossimo scontro globale è inevitabile.


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Editoriale

 

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Un vero cappio quello che il “salvatore dell’Italia”, Mario Draghi, ci sta mettendo al collo con le linee guida per l’utilizzo degli oltre 200 miliardi che stanno arrivando dalla UE. Questi soldi, non solo indebiteranno le nostre future generazioni, ma sono vincolati sia nell’utilizzo, che alle riforme da attuare. Utilizzo e riforme potentemente condizionati dalla volontà dei tecnocrati di Bruxelles. Su queste basi si muovono sia la riforma Cartabia della giustizia, in parte inutile perché non tocca temi fondamentali, quali la separazione delle carriere ed altro, in parte dannosa, perché restringe i margini del giusto processo, sia la legge Zan, una legge che discrimina, penalizza, diventa fonte di odio.

 

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“Il futuro non è più quello di una volta” (Paul Valery)

21 ottobre 1422 con la morte di Carlo VI di Francia detto "Il folle" viene pronunciata per la prima volta una locuzione universalmente riconosciuta, utilizzata per annunciare la morte di un sovrano e contemporaneamente annunciarne un successore. «Le Roi est mort, vive le Roi!», (Il Re è morto, lunga vita al Re!). Il 2 giugno 1992, nel porto di Civitavecchia il panfilo personale della Regina Elisabetta, Il Royal Yacht “Britannia”, era in attesa di imbarcare importanti ospiti per una minicrociera verso l’isola del Giglio. Su quel panfilo, fu decisa la privatizzazione dell’Italia e la progressiva distruzione dell'imprenditoria Nazionale. A bordo, oltre a finanzieri banchieri e dirigenti di multinazionali, un noto comico italiano, che pochi anni dopo fonderà un partito Politico con l'intento di intercettare un’eventuale dissenso a questa strategia. Ad introdurre il consesso, l'allora direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Fu lui ad aprire i lavori, con una relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. La piccola e media impresa Nazionale deve essere aiutata nelle pratiche di fallimento, e svenduta sul mercato internazionale. Il nostro paese ha dato natali ad imprenditori visionari e spesso controcorrente, fra i tanti pensiamo ad Adriano Olivetti o Gaetano Marzotto, uomini semplici, "Self-made man", come canonizzato dalla cultura Statunitense. Uno degli ultimi eroi dell'imprenditoria Italiana, un bastian contrario, come piace a noi, si è spento nella sua città adottiva Milano circa un mese fa, il 20 settembre 2021, all’età di 98 anni, Carlo Vichi, leader indiscusso delle Tv a tubo catodico, che con la sua M.I.V.A.R. negli anni 80 e 90, entrò praticamente in tutte le case degli italiani, offrendo un prodotto economico ed allo stesso tempo tecnologicamente all'avanguardia.

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