Svezia, Il “laboratorio” fallito dell’Utopia Mondialista

Il successo relativo  del partito della estrema destra “populista” in Svezia era previsto e non meraviglia più di tanto, anzi al contrario risulta inspiegabile che ancora una larga fetta dell’elettorato svedese, sebbene fortemente ridimensionata (28,4%), continui a dare fiducia ai socialdemocratici del fronte mondialista.

E’ veramente inspiegabile che così tanta gente presti ascolto ad una classe politica squalificata che, pur di conservare le sue prerogative, si è immedesimata con le direttive della elite mondialista anche quando questo presupponeva uno stillicidio di vite dei cittadini svedesi, vittime delle aggressioni e delle violenze scatenate dalle masse di migranti che ormai dettano legge in varie aree del paese.

Questa violenza viene di fatto accettata e nascosta (quando possibile) dalle autorità in modo imbarazzante.

Come ha scritto di recente Robert Bridge, ” fiduciosi nella convinzione di essere rappresentanti della “superpotenza morale” del mondo, il popolo svedese continua il suo pericoloso flirt con ogni nuovo esperimento culturale sotto il sole. Questa politica è davvero ‘progressista’, o è la strada per la rovina nazionale?”

Sembra che una buona parte degli svedesi accettino di essere tolleranti verso ogni nuova moda culturale: dall’esperimento del multiculturalismo all’accettare l’impianto di micro-chip sotto la pelle  per permettere ai bambini di quattro anni di essere indottrinati con il nuovo concetto di transgenderismo.

“Gli svedesi sono diventati molto attivi nel microchip, con scarso dibattito sulle questioni relative al suo utilizzo, in un paese appassionato di nuove tecnologie e in cui la condivisione delle informazioni personali è considerata un segno di una società trasparente”, osserva AFP .

La “sperimentazione culturale” svedese è iniziata con il multiculturalismo più folle, accettando le masse islamiche senza possibilità di integrazione nel sistema del paese e neppure termina con il microchip. Le autorità stanno diffondendo la nuova ideologia gender che procede abbattendo le barriere stabilite da lungo tempo con la determinazione di convincere lo svedese medio anche ad abbracciare il movimento transgender. La distruzione delle famiglie è l’effetto indotto dalla diffusione di questa ideologia.

L’utopia mondialista del paese multiculturale è il primo fallimento di questa “nuova società” e cozza contro la triste realtà di un fortissimo aumento delle degli stupri e degli omicidi che hanno per protagonisti i migranti.

La maggioranza degli svedesi si era arresa al più stupido dei dogmi: la codarda rinuncia a qualsiasi principio diverso da quelli stabiliti dal “pensiero unico”, con l’accettazione della sua stessa distruzione etnica. Oggi qualche cosa inizia a cambiare ma non è ancora sufficiente per dare una svolta.

Attualmente, mentre le scuole svedesi stanno promuovendo modelli di ruolo di genere neutro per i loro figli, bande di migranti molto brutali stanno rendendo alcune parti della Svezia praticamente “off limits”.

I paramedici e i vigili del fuoco a volte hanno bisogno di scorte di polizia prima di entrare in “aree vulnerabili”, in particolare in alcuni quartieri di Malmö, la terza città svedese. Il tutto minimizzato dalle autorità.

Quando il ministro svedese della Cultura, Lena Adelsohn Liljeroth, ha minacciato di ritirare le sovvenzioni ai media che criticavano l’immigrazione, eseguiva la strategia globalista di criminalizzare la possibile creazione di una coscienza collettiva contraria ai precetti ufficiali sul multiculturalismo.

Tuttavia una sana reazione di ripulsa da parte di un largo settore della società svedese c’è stata con la impetuosa crescita di una nuova formazione politica, che ironicamente ha preso il nome, di “democratici svedesi”, un partito che vuole congelare l’immigrazione e tenere un referendum sull’adesione all’Unione Europea.

L’ascesa dei “democratici svedesi” rispecchia le conquiste dei partiti populisti in altri paesi europei. Questi sono ancora dietro al Partito socialdemocratico che è stato superato dai moderati dell’opposizione in molte aree. Tutti i partiti tradizionali hanno escluso di lavorare con loro e questo rende la Svezia ingovernabile.

Alla luce di questi risultati è necessario porsi la domanda: quanti danni irrimediabili gli “esperimenti culturali” possono lasciare, prima che il laboratorio si esaurisca?

 


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Editoriale

 

Il cappio al collo

Di Adriano Tilgher

Un vero cappio quello che il “salvatore dell’Italia”, Mario Draghi, ci sta mettendo al collo con le linee guida per l’utilizzo degli oltre 200 miliardi che stanno arrivando dalla UE. Questi soldi, non solo indebiteranno le nostre future generazioni, ma sono vincolati sia nell’utilizzo, che alle riforme da attuare. Utilizzo e riforme potentemente condizionati dalla volontà dei tecnocrati di Bruxelles. Su queste basi si muovono sia la riforma Cartabia della giustizia, in parte inutile perché non tocca temi fondamentali, quali la separazione delle carriere ed altro, in parte dannosa, perché restringe i margini del giusto processo, sia la legge Zan, una legge che discrimina, penalizza, diventa fonte di odio.

 

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La Spina nel Fianco

 

Carlo Vichi - imprenditore, genio e galantuomo

“Il futuro non è più quello di una volta” (Paul Valery)

21 ottobre 1422 con la morte di Carlo VI di Francia detto "Il folle" viene pronunciata per la prima volta una locuzione universalmente riconosciuta, utilizzata per annunciare la morte di un sovrano e contemporaneamente annunciarne un successore. «Le Roi est mort, vive le Roi!», (Il Re è morto, lunga vita al Re!). Il 2 giugno 1992, nel porto di Civitavecchia il panfilo personale della Regina Elisabetta, Il Royal Yacht “Britannia”, era in attesa di imbarcare importanti ospiti per una minicrociera verso l’isola del Giglio. Su quel panfilo, fu decisa la privatizzazione dell’Italia e la progressiva distruzione dell'imprenditoria Nazionale. A bordo, oltre a finanzieri banchieri e dirigenti di multinazionali, un noto comico italiano, che pochi anni dopo fonderà un partito Politico con l'intento di intercettare un’eventuale dissenso a questa strategia. Ad introdurre il consesso, l'allora direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Fu lui ad aprire i lavori, con una relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. La piccola e media impresa Nazionale deve essere aiutata nelle pratiche di fallimento, e svenduta sul mercato internazionale. Il nostro paese ha dato natali ad imprenditori visionari e spesso controcorrente, fra i tanti pensiamo ad Adriano Olivetti o Gaetano Marzotto, uomini semplici, "Self-made man", come canonizzato dalla cultura Statunitense. Uno degli ultimi eroi dell'imprenditoria Italiana, un bastian contrario, come piace a noi, si è spento nella sua città adottiva Milano circa un mese fa, il 20 settembre 2021, all’età di 98 anni, Carlo Vichi, leader indiscusso delle Tv a tubo catodico, che con la sua M.I.V.A.R. negli anni 80 e 90, entrò praticamente in tutte le case degli italiani, offrendo un prodotto economico ed allo stesso tempo tecnologicamente all'avanguardia.

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