Cooperazione militare tra Russia e Cina

Dopo le ultime dichiarazioni dell'ambasciatore cinese in Siria, Qi Qianjin, riguardo alla  possibilità di operazioni militari cinesi in Siria a fianco delle forze del presidente siriano Bashar al-Assad, contro i gruppi radicali jihadisti sostenuti da USA e Arabia Saudita, si apre una nuova prospettiva sullo scenario internazionale.

In effetti la Cina sta inviando dei segnali molto precisi di disponibilità a farsi coinvolgere direttamente in operazioni contro il terrorismo, la destabilizzazione ed il caos che fino ad oggi, sono stati gli obiettivi degli interventi degli USA e della NATO in varie parti del mondo, basta ricordarsi dell'Afghanistan, dell'Iraq, della Siria, dello Yemen, ecc..

 Gli interessi della Cina sono collegati alla stabilità dell'Asia, del Medio Oriente e dell'Africa dove sta attuando una politica di espansione economica e di cooperazione con i paesi interessati. Interessi che risultano opposti a quelli di Washington che in queste stesse aree cerca di sobillare le guerre interne per imporre la propria egemonia e per giustificare la propria presenza militare.

Questo coinvolgimento della Cina potrebbe avvenire in stretta alleanza con la Russia che condivide le stesse esigenze di stabilizzare le aree strategiche per le rotte del petrolio e contenere la politica egemonica di Washington.

Come notano alcuni analisti internazionali, se si conferma questa nuova impostazione di Pechino, "Gli Stati Uniti semplicemente non possono continuare a fare ciò che vogliono in tutto il mondo se ci saranno accordi militari fra Cina e Russia che lavorano in tandem", (Daniel Patrick Welch).

Non è un caso che La Cina, in questi ultimi anni, ha incrementato esercitazioni militari congiunte con la Russia e ha fornito il suo sostegno politico al governo di  Damasco. La Cina si è anche offerta per attivarsi negli sforzi di ricostruzione della Siria, devastata da oltre sette anni di guerra e di investire nel paese nell'ambito del suo megaprogetto della Via della Seta.

Pechino, non più tardi di due giorni fa, ha sbattuto la porta in faccia alle richieste del rappresentante diplomatico USA di bloccare le importazioni di petrolio dall'Iran, di cui la Cina è il principale acquirente.

Proprio nei riguardi della questione iraniana si giocherà la prossima partita sullo scacchiere internazionale, viste le minacce di Trump di mettere sotto assedio il paese persiano con le sanzioni e bloccando le esportazioni di petrolio. La Cina, in tandem con la Russia, potrebbero far fallire il proposito di Washington e, fattore ancora più importante, potrebbero bloccare i piani di un’eventuale aggressione militare contro l’Iran.

L'Iran è un alleato strategico per Mosca ed ha dimostrato un ruolo essenziale nel sostegno alla lotta antiterrorista in Siria, come anche risulta un partner importante per la Cina con una cooperazione economica che promette di crescere, aggirando le sanzioni  USA.

La Cina rappresenta oggi la seconda economia industriale e un polo finanziario che si contrappone al dominio geopolitico anglo-USA. Nella sua orbita di cooperazione economica,  Pechino ha già attratto gli altri grandi paesi emergenti dell'Asia come l'India, il Pakistan, l'Iran e la Turchia.

Se Pechino getterà il peso del suo potenziale economico e militare sullo scacchiere internazionale, gli Stati Uniti dovranno riconsiderare il loro ruolo in un nuovo scenario in cui la strategia della politica distruttiva attuata dalla élite di potere di Washington si troverà frenata  dalla "messa in guardia" di Cina e Russia unite in un fronte contrapposto.


Editoriale

 

Vincitori e vinti alle elezioni

di Adriano Tilgher

I dati ormai sono sul tavolo, i giornali di regime ci hanno raccontato chi ha vinto e chi ha perso, i principali interpreti si sono tutti manifestati, pure il nostro Pensiero Forte ha dato le pagelle ai contendenti, sembra una pratica da archiviare. Anche se… tutto può ancora succedere. L’aumento delle astensioni dal voto manifesta, come in tanti hanno commentato, disaffezione e malessere, ovvero l’aumento della distanza sempre più significativo tra la gente e le istituzioni. D’altra parte non poteva essere diversamente visto tutto quello che è accaduto in questi ultimi anni.

Leggi tutto...

La Spina nel Fianco

 

Abbiamo vinto il Festival

Lo scorso fine settimana si sono svolte elezioni politiche importantissime per il futuro del nostro paese, e perciò vi parlerò... di musica. 1992 nella kermesse della quarantaduesima edizione del Festival di Sanremo, partecipa il gruppo musicale "Statuto", fra i maggiori rappresentanti di un genere da sempre sottovalutato nel nostro paese, lo Ska. Stile musicale partito dalla Giamaica tra la fine degli anni 50 ed i primi anni 60, approdato dopo l'indipendenza della Giamaica nel 1962 nel regno unito. In quel paese lo Ska venne conosciuto anche con il termine bluebeat, perché molti dei primi singoli ska erano realizzati per l'etichetta discografica Blue Beat Records.

Leggi tutto...

Questo sito si serve di cookies tecnici e di terze parti per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'uso dei cookies.