Il Nuovo Partito della Nazione, all'ombra del Nazareno e alle spalle di 5 stelle e Lega

“Nell’approccio alla formazione  del nuovo governo e nell’approccio alla stabilità finanziaria l’Italia deve mantenere la rotta degli ultimi anni riducendo gradualmente il deficit e il debito”, questo è il diktat di Vladis Dombrovskis, intervenuto ad un dibattito organizzato da “Politico.eu”.

E’ evidente che i vertici dell’Ue non nutrano simpatie per il non ancora nato governo Di Maio-Salvini. E si fa sempre più largo la voce d’una intesa Renzi-Berlusconi per bruciare sull’altare della “non governabilità” il duo Di Maio-Salvini. Questi ultimi va detto che hanno dimostrato subito di non potercela fare: con l’aggravante che hanno anche gettato la maschera sulla rispettiva paura di governare, motivo che mantiene Salvini aggrappato a Berlusconi e spingeva Di Maio a sperare in governi col Pd. A conti fatti Salvini e Di Maio sono incapaci ed incompleti per il governo, uniti moltiplicherebbero le rispettive incapacità. Anche se va detto che nella Lega ci sono valide, ma inespresse, capacità politiche, parimenti non si può dire in casa 5 Stelle.

Così il risultato del 4 marzo ha pian pianino scavato un fiume carsico. Un vero e proprio collegamento sotterraneo che da Palazzo Grazioli, passando sotto Fontana di Trevi ed inondando gli scantinati del “Collegio Nazareno”, ha permesso alle scialuppe dei naufraghi elettorali Berlusconi e Renzi d’incontrarsi lì dov’era nato il patto alle spalle degli italiani.

Ecco che il “patto del Nazareno” si rinnova più forte di prima, con Verdini che consiglia a Renzi di tramare con Berlusconi perché i due Bertoldi (il napoletano ed il padano) si brucino palesando incapacità di governare. Soprattutto gli italiani non stanno gradendo la sudditanza di entrambi verso il Quirinale, che vorrebbe mettere bocca su tutto, quando sappiamo che a Mattarella compete solo un gradimento formale sul premier.

A conti fatti non ci meraviglierebbe che il palafreniere del “Nuovo Partito della Nazione” (Renzusconi bis) fosse proprio l’inquilino del Colle. Un partito dei poteri forti gradito ai “poteri forti europei”, questo è il progetto di Renzi, Berlusconi, Boschi, Verdini, Bisi (il Gran Maestro), Draghi…e Dombrovskis. Ovvero trasformare Renzi in un Macron: anzi un Micron agli ordini dei sodali di Draghi e Bisi.

 


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Editoriale

 

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Dall'archivio di "Strano ma Nero" voglio far uscire alcune perle che sono sicuro susciteranno stupore (e indignazione) in molti lettori, voglio parlare di un uomo che Pietrangelo Buttafuoco ha definito "Il più ruvido incazzoso squadrista che mai calendario abbia potuto avere”, Francesco Forgione, meglio conosciuto come San Pio da Pietrelcina. Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887.  Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni.

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