Lo spoil system e la sinistra senza vergogna

Non conoscono la parola vergogna. Davvero non sanno cosa sia, altrimenti i signori della sinistra, che da settimane - spalleggiati dai soliti camerieri travestiti da giornalisti - urlano contro Giorgia Meloni e il Governo, colpevoli di attuare lo spoil system nei Ministeri e nei Palazzi del potere, sceglierebbero la via del silenzio. Già, con le facce di bronzo che hanno, parlano proprio loro: Enrico Letta, Nicola Zingaretti, Roberto Speranza, veri e propri signori delle nomine, imperatori dei poltronifici targati sinistra. Ai quali si aggiunge, come sempre, qualche "professore" pomposamente definito "super partes" (ma in realtà molto di parte), come Giovanni Maria Flick, ex presidente della Corte Costituzionale, che, per qualche ora, abbandona il suo status di pensionato d'oro, prende carta e penna e scrive un editoriale per un giornalone che una volta era la voce di mamma Fiat e oggi è il megafono dei compagni da salotto, per spiegarci che lo spoil system di Meloni e soci va contro la meritocrazia nella Pubblica Amministrazione.

Evidentemente anche Flick non conosce la parola vergogna, altrimenti ricorderebbe che, quando lui ricoprì l'incarico di Ministro della Giustizia, a via Arenula arrivarono diversi suoi stretti collaboratori, in luogo di quelli del suo predecessore. E ci mancherebbe che non fosse così: ve lo immaginate, ad esempio, l'attuale ministro della Salute costretto ad avere al suo fianco gli "scienziati" che hanno consigliato Speranza prima e dopo la pandemia Covid? O il titolare delle Infrastrutture "ereditare" coloro che consigliavano tal Toninelli? Chi governa ha il diritto-dovere di scegliersi i collaboratori che vuole, per cercare di far marciare nel migliore dei modi l'amministrazione o il ministero che guida.

Stupisce, perciò, che a gridare allo scandalo ci sia anche Nicola Zingaretti, che per dieci anni, alla Regione Lazio, ha fatto il bello e il cattivo tempo, assumendo centinaia di persone a tempo determinato, dopo aver cacciato, uno per uno, tutti coloro che erano stati assunti dalla Giunta Polverini. Esattamente come aveva fatto Marrazzo quando sostituì Storace. Oggi, dopo essersi dimesso, Zingaretti continua a far nominare i suoi più stretti collaboratori nei vari enti regionali - ultimo il capo di Gabinetto, Napoletano, diventato commissario dell'Agenzia regionale per l’Agricoltura (un tuttologo vero, questo signore, passato dall'Ater di Roma alla Regione, per approdare infine all'agricoltura) - ma grida allo scandalo perché il Governo Meloni manda a casa il direttore di Aifa (Agenzia del farmaco), Magrini, a suo tempo nominato da Speranza per meriti meramente partitici.

No, non si vergognano. Arroganti, prepotenti, forti dell'appoggio di tutta (o quasi) la stampa che conta e di quasi tutte le Tv, malgrado qualche riposizionamento opportunistico in Rai, dopo la vittoria del centrodestra. I signori della sinistra proprio non ci stanno a dover cedere centinaia di poltrone a chi ha trionfato alle elezioni, perché per loro il voto è un esercizio retorico: hanno governato quindici anni, senza aver mai vinto. E dove vinsero, come nel Lazio, stanno per essere bastonati in modo pesante. Manca un mese, poi dovranno sloggiare anche da via Cristoforo Colombo.

Eppure non si arrendono: strillano, minacciano, spiegano al mondo che questa destra è fascista e vuole prendersi tutto, semplicemente perché vuol affidare ai suoi uomini gli incarichi fiduciari (a tempo determinato). Dimenticando che loro, sinistri e noncuranti dei cittadini che li volevano a casa, hanno occupato militarmente le istituzioni e poi sono stati travolti dalla loro stessa incapacità, oltre che dagli scandali. Uno per tutti quello delle mascherine acquistate dalla Regione Lazio per decine di milioni e mai arrivate.

Zingaretti, Letta, Speranza e compagnia se ne facciano una ragione: il loro tempo è scaduto. Nel Lazio, come nel resto del Paese: finiti i giochi di potere, si è tornati al voto e il popolo li ha presi a calci. Ora, piaccia o no a lorsignori, tocca alla destra di Governo. Spoil system compreso.

 

 

Immagine: https://www.tviweb.it/


Editoriale

 

L'Italia agli Italiani

Di Adriano Tilgher

È uno slogan antico, alcuni dicono stantio. In effetti è da qualche decennio che gira nei dibattiti politici soprattutto dei sopravvissuti della destra politica. Era essenzialmente rivolto al problema dell’immigrazione che tanti disagi creava e crea nelle periferie delle città, ma di fatto era un falso problema o meglio un fenomeno di distrazione di massa che non avrebbe avuto impatto se il popolo italiano fosse stato educato a riconoscersi in una identità nuova nella quale ritrovarsi al di là delle diversità individuali.

Leggi tutto...

La Spina nel Fianco

 

Carousel

1967, William Francis Nolan, e George Clayton Johnson, danno alle stampe il romanzo fantascientifico scritto a quattro mani "Logan's Run" (in Italia "La Fuga di Logan”). Il romanzo avrà un successo globale, e darà origine ad una serie tv andata in onda nel biennio 1977/78, due testate di fumetti, la prima distribuita dalla Marvel Comics, e la seconda dalla Malibu, e soprattutto l'omonimo film diretto da Michael Anderson nel 1976 considerato un film di culto, con la sua miscela di sociologia, fantascienza ed allegoria. 

Leggi tutto...

Questo sito si serve di cookies tecnici e di terze parti per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'uso dei cookies.