Giorgia, delusione senza fine

È ovvio, ci avevamo sperato. Pur conoscendo i grandi limiti di Giorgia Meloni e il freno rappresentato dall’opprimente cerchio magico-familiare che la circonda, dopo le elezioni politiche del 24 settembre e la conseguente formazione di un governo di centrodestra, guidato dalla destra e, dunque, da Nostra Signora della Garbatella, speravamo che, per il Paese, si aprisse una fase nuova. Temevamo che questa speranza restasse tale – e lo avevamo scritto più volte – ma si sa, la speranza è l’ultima morire….

A distanza di un mese e mezzo circa dalla nascita dell’esecutivo Meloni, però, anche i più inguaribili ottimisti cominciano a vacillare e chi, come noi, non è portato vedere tutto rosa, sempre e comunque, ha già gettato la spugna: Giorgia Meloni è una delusione senza fine e, ormai ci pare chiaro, non farà nulla per risollevare la derelitta Italia. Al contrario, proseguirà nella scientifica azione di demolizione del Paese, per poterlo svendere ai potentati economico-finanziari mondiali, in linea con il suo predecessore, il Migliore dei Migliori, Mario Draghi.

Più di un amico, a dire il vero, ci prega di darle tempo, affinché possa dimostrare che lei è una patriota sincera e ha come obiettivo esclusivo l’interesse nazionale. A nostro avviso, però, Giorgia finora ha mostrato di avere come stella cometa il mero tornaconto personale: tanta visibilità, tanti consensi e sondaggi in crescita. Dimentica, Nostra Signora della Garbatella, che andava così anche per Renzi premier e per Salvini ministro dell’Interno e vicepremier: bastò che il vento girasse appena e i due non riuscirono a restare in piedi, letteralmente travolti dal cambiamento di umore del popolo.

Sono tempi, infatti, in cui il successo si costruisce sul nulla, in periodi di tempo brevissimi; il problema è che la discesa è altrettanto rapida e produce cadute rovinose, dalle quali è difficile riprendersi. Giorgia, per evitare il tracollo, dovrebbe fare una cosa semplice: dare seguito a ciò che aveva promesso in campagna elettorale e negli anni di opposizione, che l’hanno fatta volare. Lei, invece, da quando si è accomodata a Palazzo Chigi, fa l’esatto contrario di quanto diceva di voler fare.

Quando Draghi governava, ad esempio, i “fratellini” osteggiavano qualsiasi decisione dell’esecutivo; oggi, però, Giorgia sembra il replicante di Draghi e ha praticamente ripreso in mano l’Agenda del Migliore, tanto da aver ricevuto l’apprezzamento di Carlo Calenda. Nostra Signora della Garbatella, poi, predicava fuoco e fiamme contro l’Europa, ma adesso cerca accuratamente di evitare lo scontro con Macron, che di questa Europa malata è il padre-padrone. Non solo: nel momento in cui esplode uno scandalo vergognoso come quello delle tangenti pagate dal Qatar agli europarlamentari, un premier che vuole prendere di petto Bruxelles e tutte le nefandezze che ne conseguono dovrebbe alzare la voce e dire che l’Italia se ne infischia delle critiche all’innalzamento del limite di contanti, perché questa Europa di contanti – visti quelli distribuiti nei sacchi di juta dagli emiri – proprio non può parlare.

Purtroppo, però, questo non avviene. L’unica cosa di cui si preoccupa Giorgia nostra è ribadire che bisogna sostenere l’Ucraina nella guerra con la Russia e, dunque, continuare a inviare armi, sempre più proni al volere dei signori a stelle e strisce.

Giorgia Meloni non solo è una brutta copia di Draghi, ma è anche la più fedele alleata di Biden. Se ci avessero detto, trent’anni fa, che il primo governo italiano guidato dalla destra sarebbe stato schiavo di Washington, avremmo risposto: “Impossibile”. Eppure è così. O forse no. Perché Giorgia Meloni fa di tutto e di più, per far capire al mondo che lei, con la destra, non ha proprio niente a che fare.

 

Immagine: https://www.today.it/


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