Nasce un altro Governo di poltronari

Ci siamo: il primo Governo a guida Giorgia Meloni sta nascendo e, probabilmente, giurerà già alla fine della prossima settimana. Così come era facile prevedere, l’esecutivo di quello che si definisce centrodestra – ma che, in realtà, è solo un’accozzaglia di poltronari, tenuti insieme dalla sete di potere – non porterà novità entusiasmanti e, men che meno, in grado di dare all’Italia quella scossa che servirebbe, per garantire una ripresa vera dell’economia.

I nomi, ovviamente, non sono ancora ufficiali, ma più o meno il quadro si va delineando e proprio le trattive in corso, ormai, dalla notte del 25 settembre testimoniano la pochezza della coalizione chiamata a governare e di chi la guida. Si dirà che la Meloni, da sola, non va da nessuna parte e che, dunque, deve necessariamente scendere a patti con Salvini e Berlusconi. Giusto, ma se una leader, il cui partito ha ottenuto il 26 per cento dei consensi degli italiani che hanno votato, ha davvero come stella polare il bene della nazione non dovrebbe accettare i ricatti del Capitano leghista e del capo di Forza Italia. Piuttosto, sarebbe meglio rinunciare.

Giorgia Meloni, però, ha in mente una sola cosa: andare a Palazzo Chigi. E ci andrà, accettando una mediazione al ribasso sui nomi dei componenti della squadra di Governo. Così, statene certi, alla fine l’impresentabile Licia Ronzulli, una delle barricadere dell’era Covid, che ha sempre sostenuto mascherine e vaccini, entrerà nell’esecutivo, malgrado Giorgia sia contraria. Così come lo stesso Salvini, anche se non otterrà il Viminale, siederà su una poltrona governativa, probabilmente Agricoltura (fa gola, grazie ai fondi del Pnrr) o Infrastrutture.

Il delicatissimo ruolo di Ministro dell’Economia, invece, finirà quasi certamente a Giancarlo Giorgetti, il leghista più vicino a Mario Draghi: come dire, si cambia tutto per non cambiare nulla. Giorgetti, infatti, è il nome che garantisce una sicura continuità filo-Bruxelles: esattamente il contrario di ciò che sarebbe necessario, per spezzare il filo mortale che ci tiene appesi ai burocrati guidati dalla Commissione Europea e, dunque, dai potentati economico-finanziari mondiali.

Nostra Signora della Garbatella, poi, potrebbe essere costretta a chinare la testa anche per quel che riguarda la Giustizia: lei a via Arenula vorrebbe, da sempre, l’ex magistrato Carlo Nordio, persona perbene e preparata, ma Silvio Berlusconi vuole a tutti i costi qualcuno che abbia come primo obiettivo la modifica della legge Severino, che, diciamolo, non è esattamente il primo problema della ridicola Giustizia italiana. Un compito, questo, che, secondo il Signore di Arcore, può essere portato a termine con successo soltanto da una pasionaria azzurra come Elisabetta Alberti Casellati, che ha appena perso la poltrona di presidente del Senato. Peraltro, da Guardasigilli, la Casellati avrebbe garantiti voli di Stato in quantità, oltre a scorta e quant’altro. E questo è ciò che preme di più alla Betty, com’era chiamata al Ministero, quando, nell’ultimo esecutivo Berlusconi, ricopriva la carica di sottosegretario alla Giustizia.

Insomma, inutile dilungarsi oltre. Il Governo che stanno per “partorire” gli scienziati di questo infimo centrodestra sarà un disastro: i personaggi che ne faranno parte sono di livello molto basso e lo confermano le stesse parole della Meloni, la quale garantisce che sarà un esecutivo con pochi tecnici e tanti politici, perché l’investitura popolare è forte. Il che sarebbe una gran bella cosa, se il personale politico di Fratelli d’Itali, Lega e Forza Italia fosse di una levatura adeguata. Ma visto che, all’interno di questi partiti, i poltronari rappresentano la maggioranza assoluta, sappiamo già cosa ci aspetta. Un altro esecutivo di affamati cacciatori di seggiole, ministeriali e di sottobosco. Prima l’interesse personale: quello nazionale, da tutti invocato in campagna elettorale, può attendere.


Editoriale

 

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