I soldi dalla Russia e i finti tonti

Improvvisamente, nel bel mezzo della campagna elettorale, arriva una notizia “clamorosa”: secondo un rapporto dei servizi segreti statunitensi, Mosca ha finanziato, dal 2014 a oggi, i partiti di oltre venti Paesi, con almeno 300 milioni di dollari. Quindi, a fare un rapido calcolo, in ogni Paese, se la cosa fosse vera, sarebbe arrivato poco più di un milione e mezzo all’anno, da dividere tra i vari partiti finanziati. Poca roba, insomma, anche se ipotizzassimo, ad esempio, per l’Italia soltanto la Lega e il Movimento 5Stelle come beneficiari: avrebbero ricevuto circa 750mila euro a testa, che per un partito politico nazionale non sono esattamente un’enormità.

Questo così, tanto per dare una giusta dimensione alla vicenda, anche se comprendiamo bene che, qui, il vero problema non è l’entità dell’eventuale finanziamento, ma il fatto di prendere denari da un essere “brutto, sporco e cattivo”, come viene dipinto oggi Vladimir Putin. Oggi. Perché nel 2013, ad esempio, l’allora presidente del Consiglio Enrico Letta, a Trieste ospitò Vladimir Putin, per firmare 28 accordi – commerciali e governativi – segnando, così, il rilancio dei rapporti tra l’Italia e la Russia, che non siglavano intese da tre anni.

Lo “zar”, allora, non era un pericoloso nemico della pace e, soprattutto, i soldi russi non puzzavano. Al contrario, proprio Letta dichiarava: “Abbiamo un drammatico bisogno di crescere, di creare posti di lavoro. C’è una ripresa da agganciare e in questo senso il rapporto con la Russia ci può dare posti di lavoro in settori per noi strategici”.

Allo stesso modo, allora nessuno si sognava di segnalare, neanche tra i solerti servi dei giornaloni, che al Quirinale era insediato un signore, Giorgio Napolitano, che per decenni era stato una delle “menti” di quel Partito Comunista Italiano, che, per altrettanti decenni, aveva costantemente ricevuto cifre cospicue non dalla Russia, ma dall’Unione Sovietica, che si era macchiata di ben altre nefandezze, rispetto alle quali Putin appare come uno scolaretto indisciplinato e nulla più.

Ecco, senza voler applaudire a eventuali finanziamenti illeciti arrivati dalla Russia ai partiti italiani, riteniamo, però, doveroso rimarcare come si stia montando, ancora una volta, un polverone sul nulla. E lo si fa per un solo motivo: per cercare di azzoppare il centrodestra, che i sondaggi indicano come il probabilissimo vincitore di queste consultazioni elettorali. Il che, lo abbiamo detto più volte, non cambierà di una virgola lo scenario politico italiano, perché alla fine a comandare saranno sempre i potentati economico-finanziari, attraverso i loro camerieri, seduti in Parlamento e nelle istituzioni. E’, però, davvero vergognoso l’ennesimo tentativo di condizionare il voto. Ed è scandaloso l’atteggiamento dei media di regime, che continuano a fare da megafono a chi grida al complotto antidemocratico, guidato dalla Russia, senza, però, tirare fuori un documento, senza mostrare qualcosa di concreto.

Forse, proprio alla viglia delle elezioni, arriverà qualche straccio di prova, che poi si scoprirà non essere tale. Ma nessuno si indignerà, nessuno protesterà: ormai siamo abituati a tutto e al contrario di tutto, come abbiamo visto nel triste periodo del Covid. E, se queste sono le premesse, temiamo che il peggio debba ancora arrivare.

 

Immagine: https://www.ilpost.it/


Editoriale

 

L'urlo

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E’ qualcosa di profondo che esce in modo irrefrenabile e brucia in un attimo un’enorme quantità di energia. Può essere una manifestazione di grande gioia per il raggiungimento di un obiettivo a lungo desiderato o di profondo dolore per la perdita in modo irrecuperabile di qualcosa, di rinata speranza per l’improvvisa apparizione di una luce splendente in fondo ad un tunnel estremamente buio o di disperazione per l’atrocità dello spettacolo della realtà che si manifesta intorno a te, di travolgente passione per l’inebriante coinvolgimento in un difficile percorso di lotta e vittoria o di lancinante depressione perché non si vede nessuna via di sbocco o di fuga, di terrore per il timore di ciò che può accaderti o di coraggio per aiutarti a superare le tue paure.

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La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale” al giorno. Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno. In questo giorno, il 22 Settembre, il Sole passa allo zenit all’equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e fa si che i raggi arrivino perpendicolari all’asse di rotazione della Terra. Porta d'ingresso dell'autunno, l'equinozio porta con sé una serie di profondi significati esoterici; il precipitare del sole, e con esso della luce, provocarono nell'uomo arcaico una sensazione di ansia per ciò che non poteva controllare né prevedere, ma anche il senso di forze cosmiche e occulte che dirigevano i fenomeni e le conseguenze ad essi associati. Non è un caso che l'equinozio abbia infatti una stretta connessione con tutto ciò che riguarda l'occulto, il sacrificio, la morte.

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