Comunali, duro esame per Salvini

Ormai è tutto pronto: domenica prossima si andrà al voto in quasi mille Comuni (978 per l’esattezza), tra cui ventisei capoluoghi di provincia (quattro dei quali lo sono anche di Regione: Genova, L’Aquila, Palermo e Catanzaro). Gli elettori coinvolti sono circa 9 milioni e si tratta, dunque, di un test molto importante. Si voterebbe, in realtà, anche per i referendum sulla Giustizia, ma appare chiaro fin d’ora che, essendo stati boicottati dal Pd e dal Movimento 5 Stelle e non essendo stati sostenuti adeguatamente dalle altre forze politiche, anche questa volta non si raggiungerà il quorum e, dunque, le riforme resteranno un sogno.

La vera prova del fuoco, insomma, sarà quella delle Comunali e, anche se, come sempre accade, chi perderà dirà che un conto sono le elezioni Amministrative e ben altra quelle Politiche, è facile prevedere che, per alcuni leader, il test di domenica prossima appare quasi decisivo. In particolare, chi rischia di più è Matteo Salvini, perché all’interno della sua Lega c’è chi, a questo punto, lo mette apertamente in discussione.

Non a caso, nei giorni scorsi, sui giornali sono già usciti i nomi dei possibili successori, nel caso il Carroccio dovesse raccogliere meno del 15 per cento del totale dei consensi. Eppure, il Matteo leghista non demorde e continua dritto come un treno per la sua strada, addirittura insistendo sulla possibilità di un viaggio a Mosca, per incontrare i più alti esponenti russi, per cercare la pace.

Un’iniziativa che ha portato avanti in modo scomposto, tanto da essere stato bacchettato un po’ da tutti, anche dentro alla Lega. Ma lui niente, va avanti. E, come ha detto il ministro degli Esteri, Di Maio, sembra voler ripetere le “imprese” dell’estate del Papeete, quando affossò il primo governo Conte.

“Il problema vero – dice un sottosegretario leghista, che esige l’anonimato – Matteo, dal Papeete in poi, non ne ha più azzeccata una. Ha fatto errori su errori, regalando i nostri voti alla Meloni. E oggi i sondaggi ci indicano almeno sette/otto punti dietro ai Fratelli d’Italia. Il rischio è che a queste Comunali ci sia un vero e proprio tracollo e, quel punto, Salvini dovrebbe andarsene. Volente o nolente”.

In casa Lega, insomma, ci si prepara a voltare pagina. Del resto, come abbiamo scritto più volte, il ministro Giorgetti, da tempo, non condivide più nulla di quel che fa il Capitano leghista e la vicenda dell’ipotetico viaggio a Mosca è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Anche perché, all’interno della Lega, nessuno (o quasi) ne sapeva nulla.

Il fatto è che, oggi, la Lega è un partito in caduta verticale, in buona parte proprio per le scelte sconsiderate di Salvini. Giorgia Meloni, per il momento, ringrazia. E tutto lascia credere che anche domenica prossima raccoglierà i voti persi da Lega e Forza Italia. Diventando la leader, non più solo virtuale, del centrodestra di sistema.

 

Immagine: https://www.repubblica.it/


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