Centrodestra/Salvini e Meloni, adesso basta

Non capiscono. Proprio non ce la fanno. Matteo Salvini e Giorgia Meloni, impegnati in una sfida fratricida all’ultimo voto virtuale (parliamo di sondaggi), non si accorgono che, ormai, i loro elettori (quelli veri) si stanno riducendo a livelli sempre più bassi: le elezioni amministrative, con un’astensione record in quelle che una volta erano roccaforti del centrodestra, hanno dimostrato, una volta di più, l’inadeguatezza di questi due presunti leader. Si tratta, in realtà, di due politici che hanno semplicemente fruito di fortunate coincidenze, con i loro partiti arrivati a livelli mai raggiunti prima, ma che oggi brancolano nel buio e che davanti hanno il baratro.

La sconfitta di tutti i sindaci messi in campo da Salvini e Meloni nelle grandi città – a Trieste, Di Piazza, unico vincitore del centrodestra, era stato scelto da Forza Italia – la dice lunga sulla lungimiranza di questi due personaggi, che peraltro, pur in un panorama mediatico tutto di matrice sinistra, continuano a godere di ampio spazio sui giornali, alla radio e in tv. Si sbracciano, urlano, sorridono, sempre a favore di telecamera, ma, alla fine, producono soltanto disastri.

Quel che è più grave è, appunto, che non se ne rendono conto, tutti presi a cercare la strada per il successo personale, perché l’obiettivo dichiarato, per entrambi, è quello di arrivare a Palazzo Chigi. La scelta di Michetti a Roma, portata avanti con incredibile ostinazione dall’onorevole Meloni, è stata un suicidio vero e proprio, come hanno testimoniato la campagna elettorale, prima, e l’esito delle urne, poi.  Ma Giorgia, nella sua città, ha voluto mostrare i muscoli: “Siamo il primo partito e decidiamo noi”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Salvini, da parte sua, per tutta la campagna elettorale si è barcamenato tra Governo e opposizione, frastornando i moltissimi incerti. Un giorno bastonava il Governo e quello successivo elogiava Draghi, come il miglior premier possibile. Anche qui, il risultato è evidente: la Lega, che pochi mesi fa era il primo partito italiano, praticamente senza rivali, ha perso una decina di punti (minimo) e si ritrova in seconda/terza posizione.

Adesso, i bene informati ci dicono che, all’interno del centrodestra, è in atto una resa dei conti, che succederà il finimondo. Difficile comprendere quel che accadrà davvero, ma si può supporre, ad esempio, che all’interno del Carroccio qualcuno presenti ben presto il conto a Salvini, per questo tonfo elettorale. Cosa che non succederà in Fratelli d’Italia, dove le gerarchie sono rigidamente assicurate dai “padroni” del partito, Rampelli e Meloni. Ma, continuando così, anche Fratelli d’Italia perderà rapidamente consensi.

In definitiva, gli elettori hanno detto una cosa molto chiara al centrodestra: basta con Salvini e Meloni, basta con le lotte interne, basta con politiche incomprensibili. Ovviamente, Salvini e Meloni si guarderanno bene dal farsi da parte, ma, per il bene del centrodestra e del Paese, che non può essere consegnato senza combattere a Enrico Letta e Giuseppe Conte, la coalizione Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia deve cambiare rotta. E, soprattutto, deve cambiare leader. Piaccia o no a Matteo e Giorgia.

 

Fonte immagine: www.ilfattoquotidiano.it


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Editoriale

 

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