Rendere obbligatorio un vaccino poco efficace?

I dati che arrivano da tutto il mondo indicano, in modo inequivocabile, che l’efficacia dei vaccini anti Covid è tutt’altro che dimostrata. Le certezze sono davvero poche e le domande senza risposta si moltiplicano. Viene naturale chiedersi, ad esempio, perché in Italia, questa estate, si registrino più morti del 2020, malgrado vi siano molti milioni di vaccinati in più.  E, soprattutto, non si capisce perché in Israele, dove la popolazione è quasi tutta vaccinata, il Covid torni a far paura.

 Le ultime statistiche del ministero della Salute israeliano dicono, infatti che, in media, il vaccino Pfizer - somministrato a quasi tutta la popolazione del Paese - è ora efficace solo per il 41% nel prevenire il Covid sintomatico. La percentuale si ferma al 39% se si valuta, invece, la prevenzione del contagio. E Il ministero sottolinea anche come vi sia stata una sensibile diminuzione della copertura vaccinale: “Il vaccino Pfizer-Biontech in precedenza era efficace contro le infezioni per oltre il 90%”.

Ovviamente, sulla scorta di questi dati, in Israele sta prendendo il via la campagna per somministrare la terza dose di vaccino. E, altrettanto ovviamente, continuiamo a parlare di vaccini che, piaccia o no, sono sperimentali. Quindi, la domanda è: se, col passare dei mesi, le prime due dosi di vaccino hanno affievolito la loro efficacia nel contrasto al Covid, perché mai i cittadini israeliani dovrebbero sottoporsi alla terza iniezione? Mistero. 

A pensarci bene, però, il mistero è tutt’altro che tale. Israele, infatti, sta semplicemente facendo da apripista per Paesi come l’Italia, dove da tempo si parla apertamente di terza dose del vaccino. Così come non si nasconde più la volontà di rendere obbligatorio il vaccino stesso.

Si sta preparando, insomma, l’ennesimo regalo miliardario alle case farmaceutiche, senza che vi sia alcun presupposto scientifico che lo giustifichi. Di contro, dai “giornaloni” di tutto il mondo sono uscite di scena le cure alternative, quelle che garantiscono la guarigione dal Covid, senza necessità di vaccinarsi. In Italia, ad esempio, chi promuove le cure a casa - che pure hanno salvato decine di migliaia di vite - è additato come un pericoloso no vax.

Tanti medici, in quest’anno e mezzo di pandemia, hanno dimostrato che il Covid si può contrastare con una terapia basata su un mix di farmaci comuni: il problema è che, tranne rarissimi casi, radio, tv e carta stampata hanno “silenziato” questi ottimi professionisti, per “pompare” quotidianamente i vaccini. Che oggi rischiano di rivelarsi drammaticamente inadeguati, non solo a fermare il contagio, ma anche a tutelare la vita di chi ha assunto prima e seconda dose.

Insomma, solo i prossimi mesi ci diranno se la sperimentazione di questi vaccini (sulla popolazione mondiale, non su cavie da laboratorio) avrà avuto successo. I dati, per ora, dicono di no. Per questo, obbligare gli italiani, per legge, a vaccinarsi - una, due o addirittura tre volte - sarebbe una vera follia. Ma nessuno si stupirà, se verrà assunta questa decisione scellerata da un governo che ha, tra i suoi principali attori, uomini al servizio dei potentati economico-finanziari mondiali. In poche parole: il vaccino obbligatorio sarebbe un’imposizione senza senso per i cittadini-sudditi, ma una manna miliardaria per Big Pharma e i politici prezzolati.

 

Immagine: https://www.ilfattoquotidiano.it/

                                                                        


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