Un Centrodestra litigioso con la vocazione a perdere?

Tutti i sondaggi indicano che il centrodestra, nelle intenzioni di voto degli italiani, è stragrande maggioranza. Si fanno calcoli, si aggiunge, si sottrae, ma alla fine l’alleanza Lega-Fratelli d’Italia-Forza Italia resta sempre intorno al 50 per cento (e anche oltre), mentre Pd, Leu e Movimento Cinque Stelle non vanno oltre il 35 per cento. Ci sono, poi, vari partitini, tra cui quelli di Calenda e Renzi, mentre i Verdi, che in tutta Europa decollano, nel nostro Paese non vanno più su dell’1,5.
Partita chiusa, dunque, in vista del 2023, data delle prossime elezioni, a meno di sorprese, al momento imprevedibili, che portino al voto anticipato? Assolutamente no. Innanzitutto, perché resta un numero molto lato di indecisi, a cui va aggiunto un 35/40 per cento circa di cittadini che ha disertato le urne alle ultime competizioni elettorali, che potrebbe invece tornare a votare, sparigliando le carte. E, in secondo luogo, perché nel centrodestra sembra emergere una voglia suicida, davvero incomprensibile, alla luce di questi lunghi anni di opposizione.

Nel momento in cui i sondaggi premiano la coalizione di Salvini, Meloni e Berlusconi, infatti, sta andando in scena un balletto poco edificante, con i leader che si agitano, si accapigliano e lanciano idee estemporanee, mentre, cercando di cogliere l’attimo, sulla scena si affacciano improbabili personaggi, che propongono nuovi partiti, come quello di Brugnaro e Totti, due politici che, per quanto abbiano ottenuto vittorie elettorali nei loro territori, sembrano l’esatto contrario di ciò che serve per attrarre elettori in tutto il Paese.

Tutto questo ha portato a litigare sui candidati sindaci di Roma e Milano, ancora non indicati ufficialmente, a pochissimi mesi dal voto. E probabilmente, quando si arriverà alla scelta definitiva, dalla mediazione infinita usciranno candidati di basso profilo, che favoriranno nuove vittorie del centrosinistra o, peggio, degli agonizzanti Cinque Stelle.

Ecco, il centrodestra, anziché continuare in assurde lotte intestine, per spartirsi il potere che, finora, è assegnato solo dai sondaggi, dovrebbe concentrarsi sui programmi, per dare un futuro migliore alle nostre città, alle nostre Regioni, alla nostra Italia. Invece, ogni giorno assistiamo al derby tra Salvini e Meloni, che si sfidano a colpi di tweet, spesso su notizie di cronaca di sicuro impatto sull’opinione pubblica, ma che non hanno nulla a che vedere con una politica “alta”, che guardi all’interesse della comunità. L’obiettivo quotidiano è quello di ottenere qualche “mi piace” in più, che si traduca in un ulteriore mezzo punto di vantaggio, nei sondaggi di questa o quella tv.

Siamo certi che, di questo passo, il vantaggio della coalizione di centrodestra si assottiglierà inevitabilmente, soprattutto ora che sulla scena politica c’è il salvatore della Patria, Mario Draghi. Se Salvini, Meloni e Berlusconi non cambieranno linea, non si concentreranno concretamente sui problemi del Paese, ben presto nei sondaggi comincerà a comparire Draghi come possibile nuovo leader di un’ampia coalizione centrista. Che, possiamo starne certi, andrebbe da Enrico Letta alla stessa Forza Italia, passando per Renzi, Calenda e chissà chi altro. Ma, certamente, la faccia “buona” e capace di Draghi sarebbe quella giusta per riacchiappare gli elettori che hanno disertato le urne e per attrarre moltissimi centristi. Importerebbe a pochi il fatto che Draghi è l’uomo delle banche e dei potentati economici-finanziari: la narrazione dei giornali e delle tv di regime, da mesi, dice altro e continuerà a proporci, sempre più, Draghi come l’uomo della Provvidenza.

Meloni e Salvini, insomma, si diano una regolata. La trappola è pronta e loro sono già con un piede dentro. Smettano di litigare sul nulla, facciano blocco, insieme a Berlusconi, e propongano idee vere, per un’Italia che cambi pagina e riparta, non grazie alle elemosine dell’Unione Europea, ma per le sue professionalità e per l’ingegno e le capacità dei suoi cittadini. Soltanto così, i sondaggi di oggi si tradurranno in una vittoria elettorale nel 2023.


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 2

di Adriano Tilgher

Abbiamo definito, nell’articolo del 10 novembre, le modalità di risveglio e ripresa delle capacità intrinseche del nostro popolo, da me definite come patrimonio immateriale, la cui conservazione e trasmissione alle nuove generazioni è ancora possibile, nonostante sia sotto attacco da parte di potenze straniere che utilizzano traditori nostrani, frequentemente allocati anche in ruoli di governo. Questa definizione è fondamentale perché chiarisce le prime cose da realizzare immediatamente, ovvero salvaguardare e trasferire quell’enorme patrimonio impalpabile ma di straordinaria potenza, per riacquistare per l’Italia quel ruolo fondamentale che ci è stato assegnato dalla storia e dalla collocazione geografica.

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La Spina nel Fianco

 

The Damiano Horror Picture Show

Novembre del 1974, due ragazzi Brad e Janet partecipano al matrimonio di amici, al termine del quale Brad chiede a Janet di sposarlo. Lei accetta e decidono di comunicare questa loro decisione al loro mentore, ed ex docente universitario, il Dr. Scott. I due partono in auto per recarsi all'abitazione dell'insegnante. Durante il tragitto però vengono colpiti da un forte temporale e si perdono nei boschi, per giunta bucheranno una gomma, proprio mentre all'autoradio ascoltano la voce di Nixon che annuncia le proprie dimissioni da presidente degli Stati Uniti. Abbandonata la vettura seguono le luci di un'abitazione lontana, luci che scopriranno appartenere ad un castello. Vengono accolti da due domestici il maggiordomo Riff Raff, e la domestica Magenta, e accompagnati nel salone principale dove è in corso una festa. Janet spaventata chiederà di andarsene, quando le musiche si interrompono per l'arrivo del padrone di casa il dottor Frank-N-Furter. Questo è l'incipit del Cult Movie "The Rocky Horror Picture Show", diretto da Jim Sharman e tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, che qui ricoprirà anche il ruolo di sceneggiatore e di interprete nel ruolo di Riff Raff. Nella classifica dei migliori "cult movies" della storia del cinema, stilata nel 2003 dalla rivista "Entertainment Weekly", "The Rocky Horror Picture Show", si piazza al primo posto. Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

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