Pamela, bravo Meluzzi o inquirenti ciechi?

Non abbiamo nulla contro il professor Alessandro Meluzzi. Al contrario, lo riteniamo persona preparata e molto adatta ai tanti interventi televisivi, che, di fatto, rappresentano la sua principale attività. È stupefacente, però, che debba essere il professor Meluzzi a spiegare al mondo che l’atroce delitto di Macerata - una ragazza di 18 anni uccisa, probabilmente dopo essere stata violentata, fatta a pezzi e ritrovata senza organi, forse mangiati in un macabro rituale - rientra, per modalità e dinamica, nella casistica dei crimini della mafia nigeriana.
Da giorni, infatti, dopo che gli inquirenti hanno azzardato le ipotesi più disparate, partendo dalla morte per overdose, che non ha trovato alcun riscontro, gira sulle mail e sui telefonini un video del professore Meluzzi, il quale spiega come funziona la mafia nigeriana, quanto siano spietati i suoi adepti e che a Macerata, quasi certamente, si è consumato un delitto, seguito, poi, da un banchetto con gli organi della vittima. Non solo: Il professore, ovviamente intervenuto sul tema anche su tutte le radio e le tv, ha affermato che anche quei ragazzi che chiedono l’elemosina fuori dai bar e dai supermercati portano soldi alla mafia nigeriana.
La domanda che ci poniamo, allora, è la seguente: possibile che nessuno, tra Carabinieri, polizia e varie altre forze dell’ordine, muova un dito per fermare i criminali nigeriani? Delle due l’una: o il professor Meluzzi ha un tantino esagerato - e allora, forse, sarebbe il caso di dargli qualche turno di riposo nelle sue comparsate televisive - o, se ha detto il vero, le nostre forze dell’ordine non arrivano nemmeno dove arriva un semplice studioso. E questo, francamente, sarebbe inquietante.


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Editoriale

 

I talebani del vaccino

di Adriano Tilgher

Esistono una serie di persone che vedono nel cosiddetto vaccino anti covid la panacea di tutti i mali e, paradossalmente, vorrebbero prenderne una dose al giorno, riuscirebbero ad inocularlo anche ai neonati e vorrebbero farlo prendere a tutti, anche più volte al giorno, dando per scontate cose che scontate non sono.

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La Spina nel Fianco

 

Trieste 2021 - Rosso Istria

2018, Maximiliano H. Bruno produce e dirige il film “Red Land (Rosso Istria)”, ambientato in Istria dopo l'8 settembre 1943 e la firma da parte dell'Italia dell'armistizio separato con gli angloamericani. Il titolo del film fa riferimento al colore delle terre dell'Istria e del Carso triestino, colorazione dovuta alla presenza in queste terre, di sporogelite, quarzo, tormalina, corindone, zircone, apatite, pirite, ecc., questo ci dice la chimica, per chi ha una visione del mondo meno materialista, il colore di quelle terre, è il colore, del sangue di un popolo che più di ogni altro ha pagato il proprio desiderio di italianità.

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