Ater, Lombardia batte Lazio 30 milioni a zero

La sinistra, è noto, è vicina ai più deboli. Prima delle elezioni, ovviamente. Passata la tornata elettorale, i “compagni” si dimenticano dei poveri e governano dedicandosi agli amici, agli amici degli amici e ai compari di sempre. La Giunta Zingaretti, sotto questo profilo, è un esempio di scuola: alla guida della Regione da quasi sei anni, il fratello del commissario Montalbano si è dedicato, in particolare, ad aumentare gli stipendi del suo staff, ad assumere nuovi dirigenti (come se non bastassero le centinaia  già presenti in via Cristoforo Colombo) e a chiudere ospedali (con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti) e strutture di eccellenza, come l’Istituto Mediterraneo di Ematologia, che aveva decine di dipendenti, licenziati senza tanti complimenti.

Zinga e la sua banda, insomma, non si sono mai occupati delle fasce più deboli della popolazione, se non per danneggiarle. E la storia si ripete, puntualmente, in queste settimane di crisi totale, dovuta agli effetti del blocco delle varie attività, per l’emergenza coronavirus. Stavolta, a chiedere un aiuto sono state le Ater, le Aziende che si occupano di case popolari: “I nostri inquilini - hanno spiegato i vertici delle Ater all’assessore competente, Valeriani, e al vicepresidente, Leodori - sono tra i più colpiti da questa crisi e hanno smesso di pagare gli affitti. Se la Regione non ci sostiene economicamente, noi non saremo in grado di pagare gli stipendi ai nostri dipendenti”. La risposta è stata in linea con la politica della Giunta Zingaretti: “Chissenefrega”.

Forse Leodori, che di fatto ha sostituito in tutto e per tutto Zingaretti alla guida della Regione Lazio, da quando lui dirige il Pd, avrà usato termini più sfumati, l’avrà presa alla larga, ma la sostanza non cambia: la Regione Lazio se ne frega delle Ater, dei loro dipendenti e, soprattutto, degli inquilini. L’unica soluzione che sembra essere stata suggerita da quel vero e proprio “genio” di Valeriani è quella del ricorso ai prestiti bancari: il che significherebbe mandare definitivamente a picco Ater come Roma Comune o Roma Provincia, che sono già indebitate fino al collo. Ma Valeriani va capito: non può perdere tempo con tali quisquilie, impegnato com’è a ritagliarsi un po’ di visibilità in tempi di coronavirus. Così, alle Ater che battono cassa lui risponde chiedendo il cronoprogramma delle sanificazioni di esterni e giardini, che, come ha spiegato bene l’Istituto Superiore di Sanità, servono praticamente a nulla. Ma sono utili a far guadagnare un bel titolone all’assessore sanificatore, il post comunista Massimiliano Valeriani.

Insomma, è la solita vergogna targata Zingaretti e compagnia: mentre la Regione Lombardia impegna 30 milioni di euro per le Aziende delle case popolari, in modo che gli inquilini possano non pagare gli affitti fino a che non sarà passata l’emergenza coronavirus, nel Lazio si bastonano le Ater e i loro inquilini. E si impongono spese inutili, ovviamente a carico delle Aziende, per sanificare laddove non serve. Zingaretti, Leodori, Valeriani fateci un favore: dimettetevi. Danni ne avete già fatti troppi, ma sarà sempre meglio tardi che mai.


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