Il Nostro Perche

Il nostro perché

di Adriano Tilgher

La crisi che sta attraversando il mondo è particolarmente sentita in Italia dove, oltre la crisi economica sempre più grave, c’è una crisi di valori, di contenuti e soprattutto di identità che la sta portando verso una rapida estinzione.

La mancanza di punti di riferimento sia culturali, che politici, sta rendendo il popolo italiano sempre più schiavo del relativismo e del qualunquismo, e, quindi, sempre più facile preda sia del potere finanziario extra nazionale che delle mode aberranti ed antiumane.

Non vi sono più certezze, non esiste più nulla: dalle cellule essenziali della comunità, quale la famiglia, dove si tende ad eliminare l’esistenza naturale del papà e della mamma e l’altrettanto naturale distinzione tra uomo e donna, alla nazione, percepita come un corpo estraneo; dalla percezione dei rapporti umani, ridotti quasi esclusivamente a relazioni economiche, all’assenza quasi totale dell’etica, con una corruzione ed una slealtà dilaganti; dall’assoluta mancanza di poteri forti nazionali, alla inesistenza di una grande industria, come il caso Finmeccanica ha dimostrato di recente; la piccola e media impresa, ossatura da sempre dell’economia nazionale, è vessata da uno stato ormai percepito come nemico a causa di una elevatissima tassazione, di un intricatissimo labirinto burocratico e di un opprimente sistema di controllo e vessazione.

Potremmo continuare all’infinito…

C’è bisogno di rigenerare il nostro popolo, la cui genialità e le cui capacità creative sono indispensabili per affrontare le grandi sfide dei tempi moderni; occorre ricreare la nostra Nazione, le cui caratteristiche storiche e culturali, peculiari per ogni singolo territorio della penisola, sono necessarie per uscire dal marasma economicista e materialista che sta distruggendo il pianeta.

In questa società liquida, perché priva di punti di riferimento, dominata dal pensiero debole c’è bisogno di attracchi sicuri e di idee precise.

Per questo abbiamo deciso di dare vita ad un settimanale telematico il cui nome è:

IL PENSIERO FORTE

Settimanale politico politicamente scorretto.

Adriano Tilgher

 


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Editoriale

 

L'Italia e i diktat

di Adriano Tilgher

Sono oltre 70 anni che l’Italia subisce i diktat altrui senza reagire, ma neanche mediare. Da quando il 25 aprile 1945 il nostro territorio è stato completamente occupato dalle truppe anglo-americane e la resa senza condizioni firmata di nascosto il 3 settembre del 1943 e resa pubblica l’8 settembre successivo è diventata un diktat imperativo con il trattato di Parigi del 1947, l’Italia è diventata una nazione a sovranità limitata con 20.000 soldati americani - forniti di ordigni nucleari, missili e armi sofisticatissime, in basi autonome ed indipendenti da qualsiasi controllo anche giudiziario - che occupano il nostro territorio, ancora oggi.

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La Spina nel Fianco

 

Attacca, Boia!

1952, Pinuccia, Diana, Lisetta e Tonini (Antonietta), le sorelle Nava, Soubrettes, attrici e cantanti, portano in palcoscenico una satira bonaria del fascismo e del suo Duce con uno spettacolo che mutuava il titolo da un verso dell'opera lirica Tosca: Dinanzi a lui... Tre Nava tutta Roma. Le 4 sorelle figlie di Brugnoletto, (nome d'arte attribuito da Trilussa a Giuseppe Ciocca) e della circense Giorgina Nava, durante il Regime facevano parte della compagnia Teatrale di Nino Taranto Nel 1945 sono al fianco di Carlo Campanini e Alberto Rabagliati in Pirulì Pirulì, spettacolo firmato dal duo Garinei e Giovannini. Sino agli anni 70 le sorelle Nava saranno impegnate oltre che sui palcoscenici di tutta Europa anche in radio, cinema e tv calcando il palcoscenico al fianco di artisti come Totò, Macario, Carlo Dapporto e Nino Manfredi. Pinuccia leader del gruppo e capocomico, iniziava ogni spettacolo dando il via all'orchestra al grido di Attacca, Boia!

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