Mostre, Calcio batte Sogno 1-0

La cultura, si sa, nel nostro Paese è molto spesso appannaggio dei salotti radical chic, quelli che decidono cosa è “giusto” e cosa no, cosa è “bello” e cosa no. In questo contesto, nelle scorse settimane abbiamo sentito parlare su radio e tv e letto sui “giornaloni”, che dai salotti radical chic traggono la loro linfa vitale, di un evento imperdibile, la mostra “Dream” (l’arte incontra i sogni), in programma al Chiostro del Bramante a Roma. E, se un evento è imperdibile, non si può mancare.

Peccato, però, che – una volta arrivati al Chiostro del Bramante e pagati i 14 euro d’ingresso – ci si accorga che l’arte, più che i sogni, incontri la noia e il niente assoluto. Senza nulla togliere agli autorevolissimi espositori (tutti artisti contemporanei), il percorso espositivo si dipana senza una logica, come testimonia anche l’audioguida, a cui i visitatori, disperati, chiedono aiuto, per cercare di raccapezzarsi, tra lampade che cambiano colore e stanze vuote, pallidamente illuminate da “faretti” a forma di numero. Già, l’audioguida, anziché spiegare ai malcapitati visitatori chi sono gli artisti e cosa rappresentano le opere (?) esposte, “delizia” il pubblico pagante con voci di attori (probabilmente molto ben retribuiti), che tutto fanno, fuorché dare qualche minima spiegazione: veri e propri deliri incomprensibili, che hanno l’effetto di aumentare il senso di ansia e di nulla cosmico.

Questo, purtroppo, è ciò che ci viene propinato da una certa “cultura”, che, grazie al battage pubblicitario della stampa e delle radio e tv di regime, ottiene uno straordinario successo di pubblico e incassi molto elevati. Esattamente il contrario di ciò che avviene a pochi minuti di distanza, in via Merulana, dove un gruppo di appassionati di calcio ha messo in piedi un vero e proprio Museo del pallone, “Football Museum The Fans”, la cui inaugurazione, un paio di settimane addietro, è passata praticamente sotto silenzio su radio e tv. Eppure questo spazio espositivo è infinitamente più interessante e ben organizzato, rispetto a quello del Chiostro del Bramante: qui sono esposti 200 cimeli che partono dal pallone con il quale, nel 1872, si giocò la prima gara internazionale della storia del calcio, fino alla “sfera” protagonista della finale degli ultimi Mondiali di calcio. Ci sono scarpini del 1900, quelli che usavano i pionieri di questo sport, e scarpini realizzati con le avanzatissime tecnologie attuali. Il tutto, messo insieme dalla passione degli organizzatori, si può ammirare gratis, perché non viene richiesto alcun biglietto d’ingresso: chi vuol contribuire, a fine giro può acquistare un gadget. Ma si tratta di una libera scelta.

Ovviamente, di questo Museo del calcio leggerete soltanto su queste colonne e su pochi altri siti. Sui “giornaloni” e su radio e tv di regime non c’è spazio per un’iniziativa libera da marchi politici o “culturali”, che ha il solo obiettivo di far rivivere, attraverso reperti storici, un calcio che non c’è e, purtroppo, non ci sarà più.


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 2

di Adriano Tilgher

Abbiamo definito, nell’articolo del 10 novembre, le modalità di risveglio e ripresa delle capacità intrinseche del nostro popolo, da me definite come patrimonio immateriale, la cui conservazione e trasmissione alle nuove generazioni è ancora possibile, nonostante sia sotto attacco da parte di potenze straniere che utilizzano traditori nostrani, frequentemente allocati anche in ruoli di governo. Questa definizione è fondamentale perché chiarisce le prime cose da realizzare immediatamente, ovvero salvaguardare e trasferire quell’enorme patrimonio impalpabile ma di straordinaria potenza, per riacquistare per l’Italia quel ruolo fondamentale che ci è stato assegnato dalla storia e dalla collocazione geografica.

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La Spina nel Fianco

 

The Damiano Horror Picture Show

Novembre del 1974, due ragazzi Brad e Janet partecipano al matrimonio di amici, al termine del quale Brad chiede a Janet di sposarlo. Lei accetta e decidono di comunicare questa loro decisione al loro mentore, ed ex docente universitario, il Dr. Scott. I due partono in auto per recarsi all'abitazione dell'insegnante. Durante il tragitto però vengono colpiti da un forte temporale e si perdono nei boschi, per giunta bucheranno una gomma, proprio mentre all'autoradio ascoltano la voce di Nixon che annuncia le proprie dimissioni da presidente degli Stati Uniti. Abbandonata la vettura seguono le luci di un'abitazione lontana, luci che scopriranno appartenere ad un castello. Vengono accolti da due domestici il maggiordomo Riff Raff, e la domestica Magenta, e accompagnati nel salone principale dove è in corso una festa. Janet spaventata chiederà di andarsene, quando le musiche si interrompono per l'arrivo del padrone di casa il dottor Frank-N-Furter. Questo è l'incipit del Cult Movie "The Rocky Horror Picture Show", diretto da Jim Sharman e tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, che qui ricoprirà anche il ruolo di sceneggiatore e di interprete nel ruolo di Riff Raff. Nella classifica dei migliori "cult movies" della storia del cinema, stilata nel 2003 dalla rivista "Entertainment Weekly", "The Rocky Horror Picture Show", si piazza al primo posto. Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

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