Il Governo non uccida radio e tv locali

Abbiamo scritto più e più volte che l’informazione, nel nostro Paese, è asservita ai potentati politici e finanziari, che le notizie pubblicate dai “giornaloni” sembrano fotocopie l’una dell’altra e che la Rai è un’Azienda che viene meno al suo dovere istituzionale di informare in modo imparziale i cittadini, costretti peraltro a pagare il canone. C’è, però, il rovescio della medaglia, rappresentato da radio e tv locali, che, da sempre, cercano di darci, pur con tutti i loro limiti, notizie fresche e vere, riguardanti il territorio di cui si occupano. Eppure, adesso è proprio su queste emittenti che si addensano nubi molto scure e viene addirittura messa in discussione la sopravvivenza di moltissime di loro.


Il problema è esploso nei giorni scorsi, quando dirigenti, giornalisti e tecnici di radio e tv locali hanno manifestato davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, per una norma passata sotto silenzio sui “giornaloni” e su Tg e Gr Rai, ma approvata nel cosiddetto Milleproroghe. Si tratta, in buona sostanza, della traduzione in legge del Regolamento già inserito nel Dpr 146/2017, col quale si stabilivano le nuove regole per accedere ai contributi statali per radio e tv locali. Un Regolamento che, di fatto, convoglierà il 90 per cento (e forse anche qualcosa in più) dei 300 milioni annui a disposizione verso pochissime emittenti (le più vicine ai potenti) e lascerà soltanto qualche briciola alle altre.


In definitiva, se la norma introdotta nel Milleproroghe non verrà modificata, circa 1.200 tra radio e tv locali rischiano di scomparire. Parliamo di 400 tv, 800 radio e oltre 2.500 dipendenti. Questo, almeno, è quanto denuncia la Rea (Radiotelevisioni europee associate), che ha lanciato l’allarme, promuovendo la protesta al Ministero, cui hanno preso parte tantissimi rappresentanti di radio e tv, provenienti da tutta Italia.


Allora, da queste colonne vogliamo lanciare un appello al Governo, che si proclama del cambiamento: invece di recepire passivamente un Regolamento messo a punto dal precedente esecutivo, incontri gli esponenti di radio e tv locali, per trovare una soluzione, che garantisca la sopravvivenza di queste emittenti, che rappresentano un presidio di pluralismo, nel mare piatto di una cosiddetta “informazione”, prona e serva dei potenti. Ecco, il Governo del cambiamento dovrebbe dare un segnale forte e, anziché varare norme che ne mettano in discussione l’esistenza, avrebbe il dovere di sostenere e rilanciare il variegato e prezioso pianeta dell’informazione locale. Il tempo per invertire la rotta c’è. L’auspicio è che ci sia anche la volontà.


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 2

di Adriano Tilgher

Abbiamo definito, nell’articolo del 10 novembre, le modalità di risveglio e ripresa delle capacità intrinseche del nostro popolo, da me definite come patrimonio immateriale, la cui conservazione e trasmissione alle nuove generazioni è ancora possibile, nonostante sia sotto attacco da parte di potenze straniere che utilizzano traditori nostrani, frequentemente allocati anche in ruoli di governo. Questa definizione è fondamentale perché chiarisce le prime cose da realizzare immediatamente, ovvero salvaguardare e trasferire quell’enorme patrimonio impalpabile ma di straordinaria potenza, per riacquistare per l’Italia quel ruolo fondamentale che ci è stato assegnato dalla storia e dalla collocazione geografica.

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La Spina nel Fianco

 

The Damiano Horror Picture Show

Novembre del 1974, due ragazzi Brad e Janet partecipano al matrimonio di amici, al termine del quale Brad chiede a Janet di sposarlo. Lei accetta e decidono di comunicare questa loro decisione al loro mentore, ed ex docente universitario, il Dr. Scott. I due partono in auto per recarsi all'abitazione dell'insegnante. Durante il tragitto però vengono colpiti da un forte temporale e si perdono nei boschi, per giunta bucheranno una gomma, proprio mentre all'autoradio ascoltano la voce di Nixon che annuncia le proprie dimissioni da presidente degli Stati Uniti. Abbandonata la vettura seguono le luci di un'abitazione lontana, luci che scopriranno appartenere ad un castello. Vengono accolti da due domestici il maggiordomo Riff Raff, e la domestica Magenta, e accompagnati nel salone principale dove è in corso una festa. Janet spaventata chiederà di andarsene, quando le musiche si interrompono per l'arrivo del padrone di casa il dottor Frank-N-Furter. Questo è l'incipit del Cult Movie "The Rocky Horror Picture Show", diretto da Jim Sharman e tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, che qui ricoprirà anche il ruolo di sceneggiatore e di interprete nel ruolo di Riff Raff. Nella classifica dei migliori "cult movies" della storia del cinema, stilata nel 2003 dalla rivista "Entertainment Weekly", "The Rocky Horror Picture Show", si piazza al primo posto. Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

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