Il saluto al Prof. Todini e il fantasma di Montanelli

Non si può nemmeno morire ed essere seppelliti in pace. In questo Paese di livorosi, dominato da un’informazione asservita ai potenti e mascherata dalla firma di giornalisti “indipendenti”, che hanno come solo obiettivo quello di veder lievitare il loro  conto corrente, fa notizia addirittura l’estremo saluto, con tanto di “presente”, a un uomo stimato come il professor Giampiero Todini, docente di Storia del diritto italiano all’Università di Sassari, universalmente riconosciuto esimio giurista e scomparso qualche giorno fa.


Si potrebbe dire che la morte di un uomo del suo calibro è degna di nota e fin  qui niente da obiettare. Il problema è che i soliti giornaloni di regime hanno dato risalto non alla scomparsa di cotanto professore, ma al saluto organizzato dal figlio di Todini, fuori dalla Chiesa in cui si è celebrato il funerale.


Sì, perché una sconosciuta consigliera comunale di Sassari (tal Lalla Careddu) ha pensato bene di filmare il commiato al professore - con tanto di bara avvolta nel vessillo di Salo’ e saluti romani - per trovare ampio spazio sulle prime pagine pagine (soprattutto quelle online) dei giornaloni, dichiarando che la cerimonia “non resterà impunita”.


Allora, ci domandiamo, curiosi: quale sarà la punizione, visto che proprio recentemente la Cassazione ha stabilito che il saluto romano, se a titolo commemorativo, non può essere considerato reato? Vuole indicare lei, gentile signora Lalla Careddu, una pena adeguata? Pensa a punizioni corporali o è sufficiente la pubblicazione del video dei giornaloni, cosa che, quella si’, in un Paese civile, potrebbe configurarsi come violazione della privacy di chi è andato a salutare, come preferisce, uno stimato professore e si ritrova sbattuto sui giornali.


La verità è che, ancora una volta, i nostri mezzi di informazione di sono dimostrati tutto fuorché tali: le notizie che danno sono di parte e sempre alla ricerca di qualche fantasma, che non c’è. Nei corridoi dei giornaloni, invece, aleggia il fantasma di Indro Montanelli, che immaginiamo osservi disperato e pianga in silenzio, per la triste fine del giornalismo di casa nostra.

       


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 2

di Adriano Tilgher

Abbiamo definito, nell’articolo del 10 novembre, le modalità di risveglio e ripresa delle capacità intrinseche del nostro popolo, da me definite come patrimonio immateriale, la cui conservazione e trasmissione alle nuove generazioni è ancora possibile, nonostante sia sotto attacco da parte di potenze straniere che utilizzano traditori nostrani, frequentemente allocati anche in ruoli di governo. Questa definizione è fondamentale perché chiarisce le prime cose da realizzare immediatamente, ovvero salvaguardare e trasferire quell’enorme patrimonio impalpabile ma di straordinaria potenza, per riacquistare per l’Italia quel ruolo fondamentale che ci è stato assegnato dalla storia e dalla collocazione geografica.

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La Spina nel Fianco

 

The Damiano Horror Picture Show

Novembre del 1974, due ragazzi Brad e Janet partecipano al matrimonio di amici, al termine del quale Brad chiede a Janet di sposarlo. Lei accetta e decidono di comunicare questa loro decisione al loro mentore, ed ex docente universitario, il Dr. Scott. I due partono in auto per recarsi all'abitazione dell'insegnante. Durante il tragitto però vengono colpiti da un forte temporale e si perdono nei boschi, per giunta bucheranno una gomma, proprio mentre all'autoradio ascoltano la voce di Nixon che annuncia le proprie dimissioni da presidente degli Stati Uniti. Abbandonata la vettura seguono le luci di un'abitazione lontana, luci che scopriranno appartenere ad un castello. Vengono accolti da due domestici il maggiordomo Riff Raff, e la domestica Magenta, e accompagnati nel salone principale dove è in corso una festa. Janet spaventata chiederà di andarsene, quando le musiche si interrompono per l'arrivo del padrone di casa il dottor Frank-N-Furter. Questo è l'incipit del Cult Movie "The Rocky Horror Picture Show", diretto da Jim Sharman e tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, che qui ricoprirà anche il ruolo di sceneggiatore e di interprete nel ruolo di Riff Raff. Nella classifica dei migliori "cult movies" della storia del cinema, stilata nel 2003 dalla rivista "Entertainment Weekly", "The Rocky Horror Picture Show", si piazza al primo posto. Nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

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