Hanno ricominciato

Hanno ricominciato. Lo hanno fatto per anni con Silvio Berlusconi, rendendolo praticamente immortale anziché distruggerlo, come avrebbero voluto, lo stanno facendo di nuovo, stavolta con Matteo Salvini. Sì, le truppe che fanno capo alla sinistra radical-chic, quella dei salottieri e dei giustizialisti (quando non riguarda loro), sono scese di nuovo in campo, con la Repubblica, L’Espresso e Huffington Post in prima linea.

Salvini non è Berlusconi: non ha i suoi soldi, non ha la sua capacità camaleontica, non ha nemmeno il suo carisma politico. Piuttosto, è un bravo capopopolo, che ha saputo e sa parlare agli italiani, toccando le corde giuste, nel momento di una crisi economica e sociale davvero gravissima. E questo gli è bastato per andare al governo e gli basta per veder crescere i suoi consensi, giorno dopo giorno. Quel che non capiscono i salottieri con la “r” moscia e il conto in banca a sei, sette, otto e più zeri, è che Salvini non è un fenomeno, è semplicemente un politico che dice quello che gli italiani si vogliono sentir dire. Cose che capirebbero anche i signori della sinistra salottiera, se solo vivessero tra la gente e non chiusi nel loro mondo dorato: gli stipendi non bastano per arrivare a fine mese, le tasse sono troppo alte, la delinquenza aumenta (al di là delle ridicole statistiche diffuse dalle forze di Polizia) e la percezione della sicurezza diminuisce, mentre  l’immigrazione dilaga, anche perché i fenomeni migratori negli ultimi vent’anni hanno arricchito schiere di cooperanti e faccendieri di ogni tipo.

Salvini ha avuto il merito di dirlo a voce alta, poi ha collegato l’immigrazione clandestina alla delinquenza e ha fatto Bingo. Ovviamente, ora che è ministro dell’Interno e vicepremier si scontra con la dura realtà e, malgrado dichiarazioni roboanti e annunci clamorosi, può fare ben poco in concreto, almeno nell’immediato. Così come potrà fare poco o nulla per mantenere promesse come la flat tax.

Quindi, probabilmente, non ci sarebbe bisogno di tutto questo spiegamento di forze per demolire Salvini, che rischia, ma ci auguriamo di no, di finire vittima, in breve, dei suoi stessi annunci, come è stato per Matteo Renzi, apparso e scomparso, in meno di una legislatura, insieme alle sue promesse non mantenute e alle sue balle da bar sport. Repubblica e compagnia cantante rischiano, dunque, di trasformarsi per Salvini in preziosi alleati, anziché nei suoi giustizieri. Ma questo Scalfari, Caracciolo e gli altri pensatori da salotto non riescono proprio a capirlo.


Editoriale

 

Le chiavi di casa

Di Adriano Tilgher

Le abbiamo perse nel 1945 quando abbiamo perso la guerra e da allora non siamo più riusciti ad ottenerle. È sempre stato il sogno di noi adolescenti possedere le chiavi di casa e quando le abbiamo ottenute ci siamo subito sentiti più adulti. Purtroppo noi, come popolo, le abbiamo perse in seguito a quella disastrosa guerra che qualcuno ha anche provato a dire che abbiamo vinto per il vergognoso cambio di casacca. Qualcuno potrebbe obiettare che è inutile rivangare polemiche antiche; ma è proprio metabolizzando gli errori del passato che possiamo rivitalizzare la nostra identità comunitaria ormai perduta.

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La Spina nel Fianco

 

Don't look up

24 dicembre, dopo una sparuta presenza nelle sale cinematografiche esce sulla piattaforma Netflix il nuovo film di Adam McKay, regista e sceneggiatore statunitense famoso per pellicole particolarmente feroci contro l' "American way of life". Il Film «Don’t look up», (non guardare in alto) è interpretato da un cast stellare che include divi del calibro di Meryl Streep e Leonardo Di Caprio. La trama inserisce la produzione nel genere catastrofico, (Allarme Spoiler) 2 scienziati, la dottoranda in astronomia Kate Dibiasky ed Il suo professore, Randall Mindy, scoprono casualmente l'esistenza di un asteroide non identificato. Calcolandone la traiettoria, si accorgono che il corpo celeste colpirà in pieno la terra in circa sei mesi e che le sue dimensioni sono tali da comportare l’estinzione di qualsiasi forma di vita sul pianeta. I due insieme ad un funzionario governativo si recheranno alla Casa Bianca per cercare di evitare la catastrofe, ma la presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean, (Mary Streep) ispirata ad Hillary Clinton, (sulla scrivania dello Studio Ovale vediamo una foto che la ritrae abbracciata a Clinton), non ha alcuna intenzione di occuparsene in quanto presa dai suoi calcoli elettorali. Impone, pertanto, di mantenere segreta la notizia.

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