Intervista a Carlos Salazar

Pubblichiamo una interessantissima intervista al cileno Carlos Salazar, a cura di Andrea Virga, nell'ottica di una condivisione di idee e proposte culturali al di fuori dei confini nazionali, uno degli obiettivi che fieramente ci impegniamo a portare a compimento.

Intervista a Carlos Salazar

1) Presenta te stesso e la tua organizzazione: come è articolata, da quando esiste e qual è la sua dimensione.

Mi chiamo Carlos Salazar, sono studente di giurisprudenza della Universidad de Chile (a Santiago), e sono il presidente del Circulo Patriotico de Estudios Chilenos e Indoamericanos. Il circolo ha iniziato ad esistere ufficialmente nel 2019, anche se noi membri fondatori avevamo già iniziato a riunirci dal 2018 o prima. Al momnto abbiamo circa una trentina di persone impegnate in questo progetto.

2) Quali sono le vostre principali radici e ispirazioni ideali, e il vostro paradigma politico?

Il Circolo Patriottico ha sviluppato una dottrina propria che è elaborata nelle pagine della nostra rivista “Herejía” (Eresia). Principalmente, noialtri e noialtre proponiamo ciò che definiamo come “Nazionalismo della Prassi” d’impostazione continentale e latinoamericanista.

Partiamo dalla Quarta Teoria Politica di Martin Heidegger e Aleksandr Dugin, recuperando elementi del materialismo di Eraclito di Efeso e Lucrezio, Marx, Engels, Lenin, Stalin e Althusser. Inoltre, recuperiamo elementi del pensiero di altri autori come Nietzsche, Sorel, Mao Zedong e Kim Il-sung.

Tuttavia, il nostro sforzo maggiore è nel recupero del pensiero latinoamericano, che si ritrova negli eroi libertadores Simon Bolívar, José Martí e Bernardo O’Higgins, nella scrittrice peruviana socialista e femminista Flora Tristan, nel teorico marxista peruviano José Carlos Mariategui, nel populista colombiano Jorge Eliecer Gaitán, nel peronista di sinistra argentino John William Cooke e nel Presidente cileno Salvador Allende – solo per menzionarne alcuni e alcune.

Il nostro paradigma politico si può riassumere nell’idea di Sovranità Nazionale, Anti-imperialismo, Sviluppo Industriale, il socialismo patriottico, la lotta all’ultimo sangue contro la classe oligarca, l’archeofuturismo e la costruzione di una civiltà latinoamericana. Inoltre il Circolo ha sperimentato un proprio concetto di femminismo, il Femminismo Nazionale della Prassi.

3) Le proteste popolari contro Piñera nei mesi scorsi hanno destato interesse a livello globale, compreso in Italia. Come vedete la situazione politica in Cile, e quali sono le principali sfide che dovete affrontare?

Le proteste sono state il naturale risultato del sistema capitalista liberale che sottomette e sfrutta la classe lavoratrice e inoltre ha distrutto il tessuto comunitario e la identità nazionale. Di fronte a questo, il Popolo si ribella arrivando anche a usare la violenza in propria difesa. Si tratta di un movimento popolare di resistenza che è scoppiato in forma spontanea ed è riuscito a mettere in scacco il governo in alcuni punti, come per esempio la Costituzione Politica, che non è appoggiata dalle masse e che è la chiave che sorregge il sistema liberale.

Attualmente, questo movimento di protesta non ha capi né esiste un partito che si ponga all’avanguardia. Questo avviene perché in generale le istituzioni e le figure politiche sono rifiutate dalle masse popolari, e al momento non è apparso nessuno che cerchi di assumerne la guida. Questo può essere una debolezza, però anche un punto di forza e un potente messaggio di delegittimazione della democrazia liberale. La sfida in questo momento è creare un’opzione populista che raggiunga una certa autorevolezza presso le masse.

4) Come vedete la situazione dell’America Latina e quali sono le vostre prospettive di integrazione continentale

L’unica forma in cui i programmi nazionalisti o sovranisti in America Latina possono trionfare è con l’unione di tutti i nostri Paesi. Restiamo colonie nella sfera d’influenza degli Stati Uniti, e questa situazione può essere combattuta solo attraverso la unione e il rafforzamento di un blocco latinoamericano, un vero polo di civiltà che contrasti l’impegno unipolare dell’Impero nordamericano. Per questo è importante che in ogni Paese latinoamericano ci sia un movimento che riesca ad instaurare al potere un governo rivoluzionario e popolare che schiacci l’oligarchia serva dell’Impero e ponga le basi di un nazionalismo continentale.

 

 

 


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Editoriale

 

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Sono oltre 70 anni che l’Italia subisce i diktat altrui senza reagire, ma neanche mediare. Da quando il 25 aprile 1945 il nostro territorio è stato completamente occupato dalle truppe anglo-americane e la resa senza condizioni firmata di nascosto il 3 settembre del 1943 e resa pubblica l’8 settembre successivo è diventata un diktat imperativo con il trattato di Parigi del 1947, l’Italia è diventata una nazione a sovranità limitata con 20.000 soldati americani - forniti di ordigni nucleari, missili e armi sofisticatissime, in basi autonome ed indipendenti da qualsiasi controllo anche giudiziario - che occupano il nostro territorio, ancora oggi.

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