La dittatura monetaria mondiale

La dittatura monetaria mondiale quando il sionismo sposa l'elettronica

Da qualche giorno sappiamo che, gli uomini più ricchi del Pianeta hanno incrementato d'un quarto la propria ricchezza nel 2017. Notizia apparsa sotto braccio ad altre due, e cioè che in Svizzera ormai i super-ricchi pagano tutto in “bitcoin”: moneta che nessuno può controllare, il cui valore (a causa della natura decentralizzata del metodo con cui viene creata) è gestito dagli uomini più potenti del pianeta.

Non è una moneta a corso legale, ma sta da qualche tempo ispirando le menti plutocratiche che vorrebbero le valute venissero sostituite dalla “moneta virtuale elettronica mondiale”. Ennesimo passo verso una terribile dittatura econometrico-cibernetica. Caratteristica del Bitcoin oggi (e della moneta virtuale mondiale domani) è che l'inflazione, leva da sempre in mano agli stati classici, non potrà più essere utilizzata.

Non vi sarà più un ente centrale in grado di ridistribuire la ricchezza tra i cittadini-utenti: la moneta elettronica mondiale renderà i venticinque uomini più potenti della Terra in grado di controllare totalmente i governi (che saranno retti da vassalli dei potenti) e, soprattutto, la vita dei singoli uomini.

Jeff Bezos, Bill Gates, George Soros (le sue società, lui non compare mai), Warren Buffet... tutti con patrimoni superiori agli 85 miliardi di dollari, di cui oltre 15 guadagnati nel 2017. Quinto tra loro c'è anche Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook), Bernard Arnault, Carlos Slim e Larry Page di Google. Intanto i “padroni della Terra” stanno già lavorando a demonizzare chiunque si scagli contro i “bitcoin”.

Giornali e tivù al soldo del sionismo hanno subito crocifisso il mufti del Cairo: l’autorità religiosa ha solo sottolineato che “non esiste nessuna garanzia sulla tracciabilità dei bitcoin, che non sono sottoposti ad alcun tipo di controllo da parte della Banca Centrale del Cairo...che la stessa concezione di criptomoneta contraddice i precetti dell’Islam, perché transazioni che coinvolgono i bitcoin non hanno regole prestabilite da un contratto e possono venire assimilati ai 'profitti eccessivi' tipici dell’usura, proibita dal diritto civile islamico: Ecco perché tutto questo è proibito, conclude la fatwa.” Subito il linciaggio dell'autorità religiosa da parte dei media statunitensi.

Fortunatamente anche l’imam saudita Assim al-Hakim ha accusato il “bitcoin” di garantire “anonimato ai truffatori”. Ma la criptomoneta elettronica è invisa anche alla Cina, che ha messo limiti precisi, temendo i “bitcoin” possano scardinare il controllo e la regolazione statale dei fenomeni economici. Dietro i “bitcoin” ci sarebbero proprio i signori di Slicon Valley, che avrebbero ricevuto dai potenti della Terra il mandato di sottrarre alla Cina la grossa fetta di debito pubblico Usa in mani orientali.

Questi super ricchi stanno spostando il capitalismo verso “moneta elettronica mondiale” e “infosfera”: frontiere tutelate dalle security delle multinazionali, le stesse che lavorano lobbisticamente per influenzare la giurisprudenza europea e statunitense. Lo fanno anche costruendo le nuove ideologie cibernetico-economiche, che non possono essere messe in discussione dal normale cittadino politico.

Questi signori mirano alla dittatura cibernetica mondiale, il loro principale strumento è la “rete internet”: server potentissimi, difesi dalla sicurezza Usa e nessuno sa dove siano, si dice rappresentino l'estensione di Echelon.

Nel consiglio d'amministrazione delle grandi multinazionali chimico-farmaceutiche siedono gli stessi rappresentanti del Dipartimento di Stato, della Cia, dell'Fbi presenti in Facebook e Google. Non c’è più alcuna separazione. Fonti autorevoli dicono che finanzierebbero un nuovo vaccino obbligatorio (un’imposizione alla Lorenzin per tutti) chissà che non ci iniettino un cip sotto pelle, per controllare chi di noi remi politicamente contro la moneta virtuale mondiale.


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Editoriale

 

Il cappio al collo

Di Adriano Tilgher

Un vero cappio quello che il “salvatore dell’Italia”, Mario Draghi, ci sta mettendo al collo con le linee guida per l’utilizzo degli oltre 200 miliardi che stanno arrivando dalla UE. Questi soldi, non solo indebiteranno le nostre future generazioni, ma sono vincolati sia nell’utilizzo, che alle riforme da attuare. Utilizzo e riforme potentemente condizionati dalla volontà dei tecnocrati di Bruxelles. Su queste basi si muovono sia la riforma Cartabia della giustizia, in parte inutile perché non tocca temi fondamentali, quali la separazione delle carriere ed altro, in parte dannosa, perché restringe i margini del giusto processo, sia la legge Zan, una legge che discrimina, penalizza, diventa fonte di odio.

 

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La Spina nel Fianco

 

Carlo Vichi - imprenditore, genio e galantuomo

“Il futuro non è più quello di una volta” (Paul Valery)

21 ottobre 1422 con la morte di Carlo VI di Francia detto "Il folle" viene pronunciata per la prima volta una locuzione universalmente riconosciuta, utilizzata per annunciare la morte di un sovrano e contemporaneamente annunciarne un successore. «Le Roi est mort, vive le Roi!», (Il Re è morto, lunga vita al Re!). Il 2 giugno 1992, nel porto di Civitavecchia il panfilo personale della Regina Elisabetta, Il Royal Yacht “Britannia”, era in attesa di imbarcare importanti ospiti per una minicrociera verso l’isola del Giglio. Su quel panfilo, fu decisa la privatizzazione dell’Italia e la progressiva distruzione dell'imprenditoria Nazionale. A bordo, oltre a finanzieri banchieri e dirigenti di multinazionali, un noto comico italiano, che pochi anni dopo fonderà un partito Politico con l'intento di intercettare un’eventuale dissenso a questa strategia. Ad introdurre il consesso, l'allora direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Fu lui ad aprire i lavori, con una relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. La piccola e media impresa Nazionale deve essere aiutata nelle pratiche di fallimento, e svenduta sul mercato internazionale. Il nostro paese ha dato natali ad imprenditori visionari e spesso controcorrente, fra i tanti pensiamo ad Adriano Olivetti o Gaetano Marzotto, uomini semplici, "Self-made man", come canonizzato dalla cultura Statunitense. Uno degli ultimi eroi dell'imprenditoria Italiana, un bastian contrario, come piace a noi, si è spento nella sua città adottiva Milano circa un mese fa, il 20 settembre 2021, all’età di 98 anni, Carlo Vichi, leader indiscusso delle Tv a tubo catodico, che con la sua M.I.V.A.R. negli anni 80 e 90, entrò praticamente in tutte le case degli italiani, offrendo un prodotto economico ed allo stesso tempo tecnologicamente all'avanguardia.

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