Il crollo

La tragica vicenda del crollo di parte del ghiacciaio del versante sud della Marmolada, è molto più seria di quanto possa indicare la conta dei deceduti e dei feriti. Essa sarà infatti sfruttata per integrare le politiche di controllo, elemento nodale del Great Reset. A sua volta, ultima terapia radicale dell’agonizzante Occidente.

Il disegno è uno solo. Ridurre i costi del capitalismo occidentale. Con questa mira si possono intendere le politiche energetiche, la digitalizzazione, il lavoro a distanza, la riduzione del privato, la politica ambientale, il possesso dei corpi, la tracciabilità famelica, la rottamazione obbligatoria, lo scavalco della costituzione, del parlamento, delle elezioni, l’assegno di cittadinanza o come lo si vorrà chiamare e altro ancora.
Il Great Reset ha bisogno di un ampio spettro d’intervento per controllare la massa disoccupata, per mantenere la facciata di democrazia, per dare la responsabilità di come vanno le cose a noi tutti, per coprire di diversivi il tentativo di eliminare la Russia, per nascondere l’obiettivo Cina. Eh sì! C’è sempre un nemico là fuori (1).
Tutto ciò si verificherà in caso vada loro, agli occidentali, tutto bene. In caso cioè che la Russia e i Brics non si compiano appieno come l’attuale embrione – emerso dal XIV summit Brics (2) – ha annunciato, il cui figlio è la multipolarità, il cui spirito è la reciprocità.

A Madrid la Nato ha detto senza dirlo chi non è con noi è nemico (3). Premessa per proseguire nella sua folle corsa al potere assoluto. Costi quel che costi, il popolo ucraino per esempio, ma anche tutto quello – seppure, per il momento, senza il medesimo sangue – europeo.

La folle corsa non ammette cedimenti. Il piatto sul banco lo impone. Perdere la partita sarebbe lasciare l’Europa alla Russia e alla Cina, sarebbe rischiare l’autarchia per gli americani e i loro cuginetti canadesi – i britannici saranno probabilmente perdonati purché sottomessi –, sarebbe vedere la minaccia alle porte da parte di quel Centro e Sud America cui sempre hanno fatto paura, scorrazzando colpi di stato, guerre, sommosse.

Non mancherà neppure la politicizzazione in modalità coercitiva del crollo di ghiaccio della Marmolada.
Mai occasione più facile da sfruttare si è offerta alla logica politica in corso. Il signor Mario non è stupido, nonostante dica “non succederà più” (4). Chi sei? Dio?, verrebbe da chiedergli. Ma lui non intende dire che fermerà le prossime frane alzando una mano. Intende che i controlli, divieti e restrizioni, travestiti da bontà e cura, sulle persone saranno tali che nessuno finirà più sotto una frana. Intende che avrà il sostegno di tutti quelli che troveranno condivisibile pensare che gli alpinisti se la cercano, che i costi del soccorso sono eccessivi per colpa loro, che è giusto proibire. Ma allora è stupido? O allude che i divieti elargiti a piene mani arriveranno dal cielo come i generi di conforto arrivavano, anch’essi identicamente travestiti, con il Piano Marshall?
Il cuore delle parole del signor Mario da Canazei è chiaro: “Il governo rifletta perché non accada più” (5). Di proposte di legge, ovvero di parlamento, non parla. Non gli serve più. Il progetto può farne a meno.
La traduzione dell’affermazione del presidente del Consiglio è: riduzione delle libertà al fine di un maggior controllo, di un’utile educazione, di una migliore economia. Con tanto di soddisfazione dei numerosi fan imbambolati che credono che qualcosa si possa fare contro il cambiamento climatico senza cambiare il sistema che l’ha prodotto, agendo con le pecette della povera e ignara gente.
Per evitare il crollo dell’evanescente sistema occidentale tutto sarà fatto.

 

Note:

“NATO should stop drawing ideological lines, stoking political confrontation, or seeking to start a new Cold War. It should discard the Cold War mentality and zero-sum game mindset and stop making enemies. NATO has already disrupted Europe. It should not seek to destabilize Asia and the world.” http://firenze.china-consulate.gov.cn/ita/fyrth/202206/t20220629_10712209.htm
Pechino, 22 giugno 2022 http://brics2022.mfa.gov.cn/eng/
https://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2022/6/pdf/290622-strategic-concept.pdf
https://www.repubblica.it/cronaca/2022/07/05/news/emergenza_climatica-356595523/?ref=RHTP-BH-I356166258-P1-S3-T1
https://www.repubblica.it/cronaca/2022/07/04/diretta/marmolada_valanga_ghiacciaio_notizie_oggi-356522937/

 

Immagine: https://www.romanoimpero.com/


Editoriale

 

Vincitori e vinti alle elezioni

di Adriano Tilgher

I dati ormai sono sul tavolo, i giornali di regime ci hanno raccontato chi ha vinto e chi ha perso, i principali interpreti si sono tutti manifestati, pure il nostro Pensiero Forte ha dato le pagelle ai contendenti, sembra una pratica da archiviare. Anche se… tutto può ancora succedere. L’aumento delle astensioni dal voto manifesta, come in tanti hanno commentato, disaffezione e malessere, ovvero l’aumento della distanza sempre più significativo tra la gente e le istituzioni. D’altra parte non poteva essere diversamente visto tutto quello che è accaduto in questi ultimi anni.

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La Spina nel Fianco

 

Abbiamo vinto il Festival

Lo scorso fine settimana si sono svolte elezioni politiche importantissime per il futuro del nostro paese, e perciò vi parlerò... di musica. 1992 nella kermesse della quarantaduesima edizione del Festival di Sanremo, partecipa il gruppo musicale "Statuto", fra i maggiori rappresentanti di un genere da sempre sottovalutato nel nostro paese, lo Ska. Stile musicale partito dalla Giamaica tra la fine degli anni 50 ed i primi anni 60, approdato dopo l'indipendenza della Giamaica nel 1962 nel regno unito. In quel paese lo Ska venne conosciuto anche con il termine bluebeat, perché molti dei primi singoli ska erano realizzati per l'etichetta discografica Blue Beat Records.

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