Dalla bibita allo shortino... drammi di demagogica plutocrazia

“ Venghino venghino Siòri e Siòre; è iniziato da tempo lo spettacolo delle più astruse amenità”

Erano partiti con un povero clown diseredato e finiscono con un buffone ricoperto d’oro manco fosse Re Mida; i tempi del vaffa trapassato remoto, poi le “lotte no tav et simila” all’ “apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno” si è scatenato il vinavil per la poltrona. E di poltrone il Ministro di Maio ne sa qualcosa; infatti per coerenza politica de noantri conserverà il suo ministero pur avendo creando un altro “soggetto” (senza offesa per chi lo si ritiene) politico e dispenserà l’elettorato gaudente con un'altra sfida: quella del pacifismo delle armi per la dipendenza (dalla o in ? ) Ucraina.

Penso che non si scavi mai abbastanza dopo aver sorpassato il fondo, in situazioni di questo genere. Il problema fondamentale poi nemmeno risiederebbe nella libertà che un “onorevole” ha di muoversi nei modi più anarchici che si vogliano quanto quello di avere un seguito che continua a darne sussistenza ad ogni pie’ sospinto.

Inevitabile il richiamo pedissequo all’ inconscio collettivo di noi italiani; del resto se nulla avevamo imparato dal giustizialismo della magistratura ad orologeria dell‘urlante Di Pietro e dagli sbraiti di “ Roma ladrona “ del buon Umberto Bossi che almeno conservava un certo tipo di stile politico, ben poco potevamo imparare dal “versator cortese” che oggi sa dove sono Wuhan e Israele ma per un lapsus dimentica dove è Matera.

Ma suvvia, che mai sarà? i soliti tromboni Italioti, quelli che sono passati dalla padella al sottovuoto dei DPCM e della campagna vaccinale voluta dal non più amico Giuseppi ma che invece troverà probabilmente Sileri quale nuovo profeta aggregantesi nella nuova “sfida “.

E’ tutto un guazzabuglio; tutto sbagliato, da rifare avrebbe detto Bartali. Ma loro che la salita l’hanno vissuta e la vivono come una grande discesa, a loro sì, cosa importa di tutto questo? Basta un simbolo nuovo, gente che per forza di cose è nuova perché nata “dalla polvere di stelle” e riprogrammano un altro piano quinquennale con gli amici delle lobbies che ormai sono l’unico vero soggetto politico che in Italia comanda in quanto, con l’illusione della crescita del PIL ma la realtà dello spread, hanno messo la maschera alla nostra troika perché nemmeno della crisi – come è stato per la povera Grecia culla della civiltà -siamo più in grado.

Che dire? nulla. Non c’è davvero che l’imbarazzo del niente; quando un ex ministro di una ex repubblica fa un ex partito la somma di questi ex è semplicemente la fine di tutto. Tutto quanto.

Quindi altro da aggiungere non c’è e nemmeno si vuole avere la briga di dissuadere o convincere il prossimo. Se una bomba ti casca in testa e nemmeno provi a scansarti non fai che andare incontro ad un destino che in parte anche tu ti sei voluto scrivere.  

Un'unica “speme” resta; quella che possano leggere questo tabloid a cui la stessa storia è ridotta una società a venire e che possa con calma e dedizione rimettere dei punti e perseguire dei canoni un po’ diversi dal grande circo del sabato sera.

E sebbene anche Speranza è un nome che non desta più nulla di buono per noi tutti, almeno la grande illusione di un ritorno della civiltà consentitecela e cerchiamo nel nostro piccolo, con le nostre umili e inadeguate risorse, stavolta davvero di lavorarci perché è già tardi e il tunnel si fa sempre più buio …

 

Immagine: https://www.adnkronos.com/


Editoriale

 

Il bene e il male

di Adriano Tilgher

È un mondo confuso quello che ci circonda. Ho visto il filmato di un uomo vestito da donna, che, secondo la lingua dei barbari, preferisce definirsi “drag queen”, mentre racconta a dei bambini o poco più che bambini, che il mondo è cambiato, che le vere favole non sono più quelle che ci hanno raccontato i nostri nonni o i nostri genitori, ma sono quelle nuove che raccontano di un’umanità in trasformazione, dove i sessi, contrariamente a quello che ci ha insegnato la natura, non sono solo due ma molti e molti di più (dimenticando che quando si parla di sesso, secondo la natura, si intendono manifestazione e funzione dello stesso e non le differenti pulsioni o deviazioni o perversioni di ognuno).

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La Spina nel Fianco

 

La meglio gioventù

1º ottobre 1950, nasce a Milano Marco Tullio Giordana, regista, sceneggiatore e scrittore italiano fuori dagli schemi, che seppur proveniente da quell' “intellighenzia" sinistra che ha dominato il mondo della cultura italiana sin dalla fine della seconda guerra mondiale, nelle sue opere dimostrerà un inusitato coraggio ad affrontare temi controversi, e a portare sullo schermo, autori altrettanto controversi, rappresentando forse più di tutti gli altri registi contemporanei, un reale spaccato della vita, dell'arte e soprattutto della politica del nostro Paese. Capacità di analisi dovuta presumibilmente dalla sua formazione accademica. (facoltà di lettere, indirizzo antropologico). Trasferitosi da Milano a Roma per motivi di studio, già da studente universitario collabora alla realizzazione del film di montaggio di Roberto Faenza "Forza Italia" , un film documentario del 1977 sulla situazione politica dell'Italia nel dopoguerra realizzato utilizzando spezzoni di documentari dell'istituto luce ed altri filmati relativi alla storia italiana dal 1945 fino alla metà degli anni settanta. Il titolo coincide (fortuitamente ?) con il nome dell'omonimo partito politico fondato da Silvio Berlusconi diciassette anni dopo. Nel 2011 Faenza sarà autore del docufilm Silvio Forever.

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