Bagarre vaccinale: stessi vocaboli con un'"altra lingua"

La scienza è una dottrina esatta più della fede; tanto più che la fede è appunto indimostrabile la scienza invece per essere tale deve essere dimostrabile e dimostrata.

Bene!

Oggi lo si ribadisce in tutti i campi dello scibile con maggiore forza e vigore da parte di quella categoria di medici che, seppur alla stregua dei mediocri risultati di questa campagna vaccinale, ancora di più sono propensi a farlo.

Il motivo di tutto ciò  - a mio modesto avviso  - è insito nel fatto che, quando questa vita ripartirà in quella normalità che conoscevamo prima ( cosa che non avverrà mai completamente), costoro saranno di nuovo tutti pronti a salpare verso lidi incontaminati, nelle Galapagos piuttosto che a Palma di Majorca o Rio de Janeiro, per far ripartire  -grazie alle stesse case che finanziano i farmaci  -quella splendida usanza di fare convegni e corsi di aggiornamento sullo stato dell’ “ars medica” nei paradisi terrestri, di sicuro più inquinati di dieci anni fa, ma che ancora restano integri.

Prima però occorrerà “militarizzare” ancor più l’industria vaccinale, altrimenti, le loro laute vittorie, fatte grazie ad un popolo pecora che si è vaccinato senza “cincischiare”, come potranno essere riconosciute e rafforzate con crociere magari in acque più limpide? 

Si sa; si va verso il fluido e anche gli stessi diritti non è che vengano proprio negati ma che piuttosto divengano “sciolti”; stasera esci domani sera no; oggi sei vaccinato ma ti tieni la mascherina perché è meglio che tu non dica per il momento che cosa ti sta arrecando l’elisir della immortalità, domani invece andiamo a caccia dei “ superstiziosi” e di tutti quei “ nazisti” che ahimè ancora sono tra noi e fanno tanta paura sia al gender vaccinale che alla libera Europa dei popoli ( unici o meglio unico).

Funziona così; non lo abbiamo ancora imparato ed è difficile che potremmo farlo nell’ arco di un così breve tempo (solo il vaccino è uscito fuori dopo neanche sei mesi di sperimentazione); se un diritto è un diritto di tutti, lasciando la stessa valenza linguistica, si fa strada quella “prepotenza” dei pochi che viene vista e spiegata come la storia del bimbo che non vuole mangiare.

In parole povere: è mio diritto farmi il vaccino? Voglio non farmelo? Non posso, perché si deve arrivare al paradosso che pur pagando le tasse, con le quali dovrebbero implementare la Sanità (giunta allo sfascio grazie anche agli interessi privati di parte di quei medici che oggi vanno a fare il porta a porta per dirti di vaccinarti) io non possa decidere di sottrarmi ad una regola che diviene magicamente di tutela di tutta la popolazione.

Quindi, per quanto il vaccino non garantisca una copertura totale e i vaccinati possano essere portatori del virus e, soprattutto, delle sue varianti, il problema sono e resto io che non mi sono vaccinato?

Mi hanno raccontato dei “terribili” esperimenti fatti dal dottor Mengele e ricordano sempre quella figura per dirmi che solo un secolo è stato sbagliato in tutto: quello dei totalitarismi.

Alla stregua dell’eclissi della ragione, che sembra essere in atto, mi chiedevo se quel modo di esorcizzare olocausti passati non sia un modo per fare di peggio nel presente; del resto, le stesse foibe dagli “autorevoli libri di storia” non più negate, sono state riconosciute solo adesso mentre i campi di sterminio rimangono l’unico esempio di barbarie e inciviltà.

Punti di vista ci mancherebbe; noi per il momento non staremo però a guardare…


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Editoriale

 

Memoria corta e vaccini

di Adriano Tilgher

Ovviamente parliamo dei vaccini anti-covid; dei vaccini particolari, non studiati, che vengono sperimentati sul campo da popolazioni ignare, convinte da un eccessivo sistema di comunicazione e condizionamento, che viola le principali norme dei più comuni piani antipandemici: ovvero la non quotidiana informazione sull’andamento dell’epidemia. Norme dettate proprio dalla necessità di evitare la diffusione del panico per consentire un più tranquillo approccio alla soluzione del problema.

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Alter

Alter (originalmente Alterlinus) è stata una rivista mensile di fumetti, venne edita dalla Milano Libri, dal gennaio 1974 al dicembre 1986 per 142 numeri. Sulle sue pagine sono comparse alcune tra le più grandi firme del fumetto mondiale, il Moby Dick di Dino Battaglia, Valentina di Crepax, opere di Alberto Breccia, Moebius, Buzzelli, Toppi, Altan, Pazienza, e molti altri.

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