Pandemia e "luoghi comuni" (con assembramento)

Chi sa parli.

Chi ha studiato a fondo materie come microbiologia, farmacia, infettivologia ci dica come fa una pandemia durata quasi due anni a finire in un giorno.

Ci dica assieme al sapiente e onnisciente di statistica come fa ad eludere la formula di ridistribuzione quella che afferma che se io mi sono mangiato due polli in realtà ce ne siamo mangiati uno a testa anche se quell' uno si chiama Africa e fattualmente muore di fame.

Ci dica quali sono le malattie già esistenti nel corpo di una persona da anni e quale è stato il peggioramento dovuto al virus del sars-cov2.

Ci dica anche che relazione c'è tra la saturazione dell'ossigeno nel sangue e il non poter fattualmente respirare con bronchi e polmoni. Ci dica che cosa si intende per trombosi, di che tipo o forma è e perché la Tachipirina dovrebbe essere meglio dell' idrossiclorochina o viceversa. Ci dica perché non esiste o non si è investito in una cura, domiciliare o meno che sia, e invece "per tamponare" si sia optato per un cocktail di sostanze fatte passare per vaccino che immunizza da questo virus neanche al 15%.

Ci dica l'altro 85 dove va a finire; ci dica quanti e quali richiami dovremmo fare negli anni per sperare che questo organismo non si evolva in qualche altra cosa e ci dica anche perché la scienza ha così tante certezze ma non riesce a fare un bilancio prevedibile sicuro e a darci delle delucidazioni chiare.

Ecco, quando almeno una di queste domande sarà risolta potrò confidare nella sicurezza de “noantri” quelli dal “lato giusto della barricata” .

Prima di allora però qualcuno di quegli autori che, tra didattica a distanza, smart working et similia non si studiano più mi ha insegnato che “ l’uomo è misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono e delle cose che non sono in quanto non sono”.

Comprendo perfettamente che nella logica delle parti vi sia sempre una parte migliore; quella che ha un metro suo e non depositato presso l'Ufficio internazionale dei pesi e delle misure a Sèvres e che quindi con quello possa decretare che tipo di scienza adottare o esista una “ verità rivelata” a cui tutta la società obbedisca.

E’ di ieri infatti ( 30 maggio 2021) una dichiarazione del liquidatore di Italia secondo cui sarebbe inutile correre ai vaccini perché il virus starebbe già mutando e anche lì dove non si trovasse a mutare ci sarebbe il modo affinché lui muti. Più controverso e chiaro di così, cosa volevate dal “ buon Draghi”?  

Oh pardon, vi chiedo scusa; non sono né un medico né uno scienziato al massimo uno strampalato discepolo della filosofia quindi su certe domande prima ancora che sulle risposte dovrei tacere.

Una volta una mia amica Greca mi fece rimanere basito: mi disse che una delle prime parole che aveva imparato dell’Italico idioma è stata il verbo conviene.

Di lì capii che i miei studi filosofici si sarebbero dovuti riprendere quella parte di antropologia che avevo in un primo tempo escluso…

Ma perché ho tergiversato? ma nulla: “ luoghi comuni forse “…

Solo per ricordarvi che se viviamo in un Paese (come piace chiamare la patria sempre agli “ altri noantri giusti”) dove vi fregano pure quando vi danno il resto al supermercato, figuriamoci poi che cosa non confluirà in una politica di controllo globale con l’utilizzo della “democratica “ forza politically correct, di green pass e hub vaccinali ( ci ho messo dentro tutte le parole “altre “così da far comprendere il senso anche ai gender).

Chissà cosa accadrà a chi oltre al metro vero del giudizio, urlerà con forza di avere anche senno e un contenuto. Organizzi una manifestazione perché ti manca il pane a tavola pur avendo uno straccio di lavoro e senza poter chiedere mezzo grammo di reddito di cittadinanza riservato invece a chi “lavora” in nero o spaccia e ti tirano dentro prima dandoti del razzista e fascista, dopodiché ti bollano come negazionista e così frittata è fatta.

Fino a ieri vi passavano il vaccino mRna di Pfizer o la monodose di Johnson&Johnson come l’elisir di eterna vita con effetti collaterali del tutto simili a quel viagra di cui facevate smodato uso e oggi persino l’impavido Speranza nutre qualche dubbio e allora ?

Cui Prodest signori se non ai signori del regime ?

In un’epoca in cui la stessa precisione delle macchine e della tecnologia 3.0 fa compiere disastri ad un popolo ligio e “ultra svizzero” come i Giapponesi con il disastro di Fukushima e “ bat man” cinese può di punto in bianco portare dall’ altra parte del mondo le più gravi e devastanti pandemie, io non mi fiderei nemmeno dell’ immagine riflessa in uno specchio, se dello stesso non potessi conoscere manifattura e metodo di confezionamento e arriverei a negare la mia stessa esistenza come qui sto facendo ma non da negazionista si badi bensì, da padrone di niente e, di conseguenza però, da servo di nessuno!


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Editoriale

 

L'Italia e i diktat

di Adriano Tilgher

Sono oltre 70 anni che l’Italia subisce i diktat altrui senza reagire, ma neanche mediare. Da quando il 25 aprile 1945 il nostro territorio è stato completamente occupato dalle truppe anglo-americane e la resa senza condizioni firmata di nascosto il 3 settembre del 1943 e resa pubblica l’8 settembre successivo è diventata un diktat imperativo con il trattato di Parigi del 1947, l’Italia è diventata una nazione a sovranità limitata con 20.000 soldati americani - forniti di ordigni nucleari, missili e armi sofisticatissime, in basi autonome ed indipendenti da qualsiasi controllo anche giudiziario - che occupano il nostro territorio, ancora oggi.

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La Spina nel Fianco

 

Attacca, Boia!

1952, Pinuccia, Diana, Lisetta e Tonini (Antonietta), le sorelle Nava, Soubrettes, attrici e cantanti, portano in palcoscenico una satira bonaria del fascismo e del suo Duce con uno spettacolo che mutuava il titolo da un verso dell'opera lirica Tosca: Dinanzi a lui... Tre Nava tutta Roma. Le 4 sorelle figlie di Brugnoletto, (nome d'arte attribuito da Trilussa a Giuseppe Ciocca) e della circense Giorgina Nava, durante il Regime facevano parte della compagnia Teatrale di Nino Taranto Nel 1945 sono al fianco di Carlo Campanini e Alberto Rabagliati in Pirulì Pirulì, spettacolo firmato dal duo Garinei e Giovannini. Sino agli anni 70 le sorelle Nava saranno impegnate oltre che sui palcoscenici di tutta Europa anche in radio, cinema e tv calcando il palcoscenico al fianco di artisti come Totò, Macario, Carlo Dapporto e Nino Manfredi. Pinuccia leader del gruppo e capocomico, iniziava ogni spettacolo dando il via all'orchestra al grido di Attacca, Boia!

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