In memoria dei bambini palestinesi

Come in una indagine avviata da tempo, i pezzi finalmente si compongono e guardando “L’innominabile attuale” posto su un tavolo, come fosse puzzle terminato, l’impressione che si ha è quello di un mondo alla rovescio.  Un enorme e gracchiante carrozzone fumoso che espande veleni. Un incantesimo oscuro. Stiamo vivendo la coda dannata del Kaliyuga. Tale disfacimento non riguarda solo questioni politiche, geopolitiche e pandemiche… se ci si ferma a tale analisi si resta intrappolati nell’inganno. Il tempo che stiamo attraversando, incerti e claudicanti poiché il terreno è friabile e sconnesso, concerne l’atavica guerra tra bene e male, nella sua accezione più violenta.

Siamo ad un punto di snodo in cui tutti gli elementi convergono e dinnanzi abbiamo la coraggiosa scelta di combattere o la vigliacca e ingiustificabile non-azione.

Ognuno a suo modo, e con la direzione che gli indica il proprio stato nel mondo e la propria nazione. Con immenso sforzo abbisogna lottare contro il grande leviatano che a bocca larga divora le coscienze e cattura le anime.  La lotta è impari e si mostra in tutta la sua crudeltà. Una dittatura definibile come ‘morbida’ (la pancia è ancora piena) in un occidente addormentato ed un’altra sanguigna che si vive in una parte dell’antica terra di Canaan. Lì il regime che ha steso la sua mano mortifera su tutto il pianeta, mostra i suoi muscoli con la violenza delle armi. In occidente lo fa più sottilmente, inoculando e ingannando i sordi che ascoltano e leggono notizie promulgate o scritte da pennivendoli che ormai sono lo spettro di sé stessi, poiché hanno venduto le loro anime per quattro danari. Gli stessi che tronfi e sempre sul pezzo, poiché onnipresenti su carta, siti e video, cianciano di diritti, teorie gender, eco-sostenibilità etc… Democratici e tolleranti fino a prova contraria. Chiunque li ascolti e li glorifica, è colluso col male. Ma non bisogna temere, poiché se la giustizia non è di questo mondo, lo sarà nell’altro. C’è da chiedersi comunque come si possa non vedere. 

Ebbene non si tratta necessariamente del livello culturale degli individui, ma del loro sentire profondo. Non sono gli strumenti della conoscenza intellettuale quelli che aprono gli occhi, bensì il cuore e l’anima. Chi conosce la grazia della vera fede, al di là della propria confessione, si è destato. La propria carne è quindi la carne dei bambini trucidati da bombe intelligenti. Quelle vite spezzate pesano sulle coscienze di tutti noi. Sono figli di tutti noi. Tutto ciò che sta accadendo è di natura escatologica. La terra che ce lo mostra, senza possibilità di dubbio, è   giustappunto la Terra Santa. Il gigante sionista, al vertice dei vertici, mostra i denti e batte i pugni, schiacciando come fossero mosche, uomini e donne. Ma in terra, senza più respiro troviamo soprattutto gli indifesi; bambini, colpevoli solo di appartenere ad un popolo e ad un nobile credo. Una strage che a singhiozzo viene perpetuata da decenni. Ad oggi, nella configurazione geopolitica attuale e sullo sfondo di ciò che sta avvenendo a livello globale, il conflitto in Terra Santa è emblema della guerra sottile che è in atto, ne è il centro simbolico e nevralgico. Lì, siede su trono di sangue un emissario del principe di questo mondo. Ve ne sono altri. Pare agiscano come un unico corpo le cui regole sono stabilite dall’alto; un alto che è infero e non celeste. Hanno tutti la stessa natura. Li riconosciamo per la mancanza di compassione, ma non per la mancanza di buonismo. L’una è qualità dell’anima, l’altra dell’ego. Non si conosce compassione se si mostrano i denti ai bambini. Compassione: termine nobile che ci indica il patire insieme, stesso sentire che un padre ed una madre dovrebbero provare guardando i corpi trucidati di bambini in terra, poiché gli occhi dei propri figli sono specchio di tutti i bambini indifesi che vivono al mondo.  Eppure la vile narrazione ufficiale nasconde la mano insanguinata dei malfattori senza anima e cuore. È il regno della grande Babilonia cui si sono prostituiti i regnanti e gli abitanti di questa terra.

Intoccabili e applauditi dal mainstream, sembrano addomesticati da burattinai invisibili, da stregoni neri. Sono complici di crimini contro l’umanità. E nella logica della malvagità e di chi la pratica, i bambini sono pericolosissimi poiché incontaminati e ancor puri rispetto alle nefandezze che possono compiere gli adulti asserviti a logiche assassine. Sono loro i bersagli prediletti. Sono la spinta a resistere, il faro luminoso della speranza, spezzata per le madri che li hanno visti trucidati in terra…L’occidente perbene non si indegna. Il gigante sionista rivendica il dominio su quelle terre e nessun giornalista ha memoria storica degli scempi già avvenuti e decisi nei palazzi dei poteri oscuri, dopo la fine della seconda guerra mondiale e perpetuati fino all’oggi. Ed allora resta la supplica affinché quelle anime siano sollevate e cullate. Una preghiera materna, che curi il dolore dei vivi, sperando, come cantava Giovanni Lindo Ferretti, anni fa che per gli insolenti giunga l’ira e la grazia sia per i giusti.    


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Editoriale

 

Riconquistare la sovranità

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Vedo un sistema di potere drammatico, anzi, addirittura tragico per le prospettive di vita che ci lascia intravvedere e che addirittura, in parte, annuncia. Poi mi accorgo che inizia a manifestarsi una complessa volontà di opposizione, talvolta anche radicale, ma che si agita scompostamente sia, per fortuna, con idee valide ma il più delle volte senza una prospettiva reale di lotta e di confronto che rischia di annullare tutti gli enormi sforzi che si producono.

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La Spina nel Fianco

 

Destra divina che è dentro di noi

Dall'archivio di "Strano ma Nero" voglio far uscire alcune perle che sono sicuro susciteranno stupore (e indignazione) in molti lettori, voglio parlare di un uomo che Pietrangelo Buttafuoco ha definito "Il più ruvido incazzoso squadrista che mai calendario abbia potuto avere”, Francesco Forgione, meglio conosciuto come San Pio da Pietrelcina. Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887.  Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni.

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