Filantropia ovvero Manuale di abuso nell’ epoca dei vaccini

«Non esiste nemmeno più l’dea di comunità ma solo quella di aggregazione finalizzata a fregare il prossimo», ha esclamato Adriano Tilgher durante un recente incontro del 21 febbraio scorso. “Entrammo nella vita dalla porta sbagliata in un tempo vigliacco con la faccia sudata”, recitava un noto brano (Canti Assassini) del “cantastorie nero” Massimo Morsello.

Oggi di sudato c’è ben poco perché nell’ epoca del solipsismo più assoluto c’è chi si preoccupa di intascare sempre più e chi si occupa di tenere abbastanza buono il paese tra redditi di cittadinanza mascherine distanziamenti “sociali” e vaccini papabili e plausibili. Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi recitava il “mantra” di Brecht che si lamentava di certa società “borghese guerrafondaia”; oggi il mondo è “cambiato” e sarebbe da modificare lo stesso aforismo dicendo “beato chi fugge da saltimbanchi, vaffa e pagliacci” poi per carità, ci pentiremo due minuti dopo per quel fluid gender che è transumanza e trans-formazione della politica stessa.

In un mondo che pensa sempre più all’ altro come risorsa (non è un caso) e pensa di fare della stessa un automa perfetto da fottere dall’ alba a tramonto sentire un leader carismatico e formato come Adriano Tilgher ieri sera mi è sembrato come se fossi passato dalla morte attraverso il worm hole di un tempo oltremodo remoto. Ma, nella sua osservazione nell’ambito di un discorso più ampio e di ampio respiro, lapidaria la sintesi della struttura stessa su cui si regge Italia, Europa, Mondo; se continuiamo a “fregarcene” del senso di comunità  al di là della ideologia o della “contrada” seguita non avremo futuro; perché non saper ne voler ribadire le proprie origini, la propria tradizione la propria cultura significa semplicemente non accettare apriori la cultura dell’ altro; significa non vederne l’alterità.

In tutto ciò che centrerebbero in questo veloce contributo i vaccini?

Nel bene di tante povere vittime del Covid19, mietute tra il febbraio ( ma anche prima ) del 2019 ed il marzo di oggi ci sono state –ed è bene dirlo con molta onestà intellettuale –due grandi opportunità: la prima è stata o meglio,  è quella che si sta attuando tramite il reset mondiale che non servirebbe a “ cancellare il debito “ ( rispetto a CHI ? rispetto a cosa?) che non c’è mai stato, ma a “ lavare” quegli istituti di credito che già sono stati salvati due anni orsono- ad esempio - dallo stesso decreto “salva banche” del Sign Renzi e da tutti i vari “gates” mondiali che si appoggiavano al sistema delle scatole cinesi su cui è nata la stessa BCE e infine – last but no least – la pandemia che da quel “ condominio “ di Wuhan dove forse si parlava un po’ anche francese, ci si è ritrovati a fronteggiare e dopo aver “minuziosamente scandagliato” tutta la medicina curativa possibile ed (in)immaginabile - dalla naturopatia della lattoferrina zinco e  vitamina D alla plasmaferesi alla conseguente controversia del idrossiclorochina, dannosa al portafoglio probabilmente – si è pensato bene che l’unica, ma davvero UNICA, cura plausibile potesse essere un vaccino con “richiamo si, richiamo no” a seconda di chi lo produceva, indolore allo scatto fotografico, istantaneo ma non totalmente immunizzante, sconsigliato soprattutto per le frequentazioni di locande e pubs o piste da sci teatri, cinema e musei.

Due lustrate ai “terrapiatisti” di ogni ordine e grado, una bella censura sui social ai sostenitori del pensiero divergente e un fiume di parole 8 il più delle volte offensive e provenienti ahinoi in misura massiccia soprattutto da quei templi della cultura di una volta che furono gli Atenei, dove per millantata supremazia ci si può lasciare ex rege, andare anche a sproloqui e offese gratuite quando le argomentazioni non esistono più o sono davvero difficili da far uscire fuori.

In questo “tripudio di miccette” si situa il dogma degli impauriti; di quelli terrorizzati dalla “giornalettismo e televi-sionismo” propaganda. Del resto che l’uomo nascondesse la sua filantropia nella più acerba misantropia basta vedere solo il voto di un Bill Gates; basterebbe un Lombroso per intenderci non si deve arrivare ad un’analisi comparata delle opere di Sade e Voltaire per capirlo ma, siccome l’abito fa il monaco ecco che Papa Francesco fa la sua parte: e la fa molto bene da altro direttore di tutta questa follia ed isteria generalizzata.

E prima di chiedere e credere nella Grazia in Dio che il Vaticano stesso si vaccini ma non con le pagine del vangelo ma con il bugiardino della Astrazeneca; perché in quell’opera c’è tutta la tutela della comunità pastorale, poi a nessuno importa se il gregge muore, ma sarà la seconda dose che deciderà la cura con la benedizione di quel Signore presente nella stessa “idea” del presepe esposto in piazza San Pietro a Natale scorso.

Signori, ma di che cosa stiamo parlando ? ma davvero razionalmente e dopo più di 5000 anni di storia che sembra essersi defilata definitivamente e sembra che anche essa ci abbia chiuso porte e porti in faccia, possiamo ingenuamente credere che l’Uomo del XXI secolo si arrenda a questa forma di buonismo assurdo e paradossale dopo due guerre mondiali, totalitarismi vari, una Repubblica democratica con sovranità limitata e delegittimata, anni di piombo, Affaire Iri, servizi segreti deviati, Piduisti , scandali più o meno risaputi su “botteghe oscure”, magistratura ad orologeria e giudici venduti, tangentopoli, calciopoli una mai investigata fino in fondo accademiopoli, varie ed eventuali ?

Viva Dio, non siamo di sicuro tutti uguali però il “social backgruond” - come si dice oggi nella lingua “unitaria” e dismorfofobica del “politically correct”- è per tutti molto simile!

E quindi, tornando alle nostre osservazioni quale beneficio per i cittadini di Europa? A quale sicurezza dovrebbe attendere quel potere che sembra più una imposizione che la mano in testa di un padre che protegge il figlio e lo educa alla società civile del rispetto e della attenzione all’ altro e non al buonismo gratuito della indifferenza mascherata da socialità?

Il covid è la figura allegorica non di come si muore ma di come si vive oggi; nelle capsule, da soli senza fiato e senza il conforto nemmeno di un comodino con su sopra una abat jour.

Se oggi si vogliono abbattere tutte queste fiere è necessario riproporre davvero non un nuovo ma un “Rinascimento” che ponga l’Uomo, la sua Cultura e tradizione specifica, il suo modo di pensare di agire e di com-portarsi al centro di un sistema divenuto anonimo e meccanico grazie alla supremazia degli algoritmi, e ripensare l’Europa in senso OMOGENEO conservando le specifiche singolarità; riscrivere insomma una Europa in cui le priorità siano totalmente differenti da quelle di oggi: ci sia una vera tutela della salute ma prima di essa una educazione alla stessa ( a che serve infatti curare il virus e poi non fare nulla sulla alimentazione e sulle emissioni Co2 ? ), la rifondazione della priorità della educazione civica e delle Arti in generale, la salvaguardia e la sponsorizzazione seria ( e non alla Franceschini) del proprio patrimonio artistico e culturale e la riforma VERA della sanità troppe volte bistrattata, vilipesa e sfruttata tanto da “ sinistra quanto da destra” di quei gruppi Parlamentari che i saltibanchi di Grillo volevano scacciare fino a che non sono divenuti peggio di loro !

La filantropia oggi è un male perché con la scusa di amare l’Uomo e di soccorrerlo nella necessità in realtà non fa che come quel macabro racconto, amarlo così tanto da mangiarlo e tenerselo dentro per sé per sempre.


Editoriale

 

Le chiavi di casa

Di Adriano Tilgher

Le abbiamo perse nel 1945 quando abbiamo perso la guerra e da allora non siamo più riusciti ad ottenerle. È sempre stato il sogno di noi adolescenti possedere le chiavi di casa e quando le abbiamo ottenute ci siamo subito sentiti più adulti. Purtroppo noi, come popolo, le abbiamo perse in seguito a quella disastrosa guerra che qualcuno ha anche provato a dire che abbiamo vinto per il vergognoso cambio di casacca. Qualcuno potrebbe obiettare che è inutile rivangare polemiche antiche; ma è proprio metabolizzando gli errori del passato che possiamo rivitalizzare la nostra identità comunitaria ormai perduta.

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La Spina nel Fianco

 

Don't look up

24 dicembre, dopo una sparuta presenza nelle sale cinematografiche esce sulla piattaforma Netflix il nuovo film di Adam McKay, regista e sceneggiatore statunitense famoso per pellicole particolarmente feroci contro l' "American way of life". Il Film «Don’t look up», (non guardare in alto) è interpretato da un cast stellare che include divi del calibro di Meryl Streep e Leonardo Di Caprio. La trama inserisce la produzione nel genere catastrofico, (Allarme Spoiler) 2 scienziati, la dottoranda in astronomia Kate Dibiasky ed Il suo professore, Randall Mindy, scoprono casualmente l'esistenza di un asteroide non identificato. Calcolandone la traiettoria, si accorgono che il corpo celeste colpirà in pieno la terra in circa sei mesi e che le sue dimensioni sono tali da comportare l’estinzione di qualsiasi forma di vita sul pianeta. I due insieme ad un funzionario governativo si recheranno alla Casa Bianca per cercare di evitare la catastrofe, ma la presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean, (Mary Streep) ispirata ad Hillary Clinton, (sulla scrivania dello Studio Ovale vediamo una foto che la ritrae abbracciata a Clinton), non ha alcuna intenzione di occuparsene in quanto presa dai suoi calcoli elettorali. Impone, pertanto, di mantenere segreta la notizia.

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