I millennials, la generazione perduta - la pornografia

Sempre sulla falsariga della sessualizzazione della società postmoderna, ci sentiamo in dovere di riflettere sul ruolo dell’industria pornografica nel controllo delle masse, la quale cresce costantemente e sembra non avere limiti, mutando o contribuendo a farlo, la percezione della moralità e quindi dei costumi della società tutta. Una società totalmente sessualizzata, dove il porno da vero e proprio tabù è passato ad essere il protagonista.

Protagonista il porno, non certo il sesso, come espressione fisica del desiderio erotico e del connubio sentimentale, ma proprio la pornografia fine a sé stessa, che come una droga avvolge mente e corpo, e stravolge la percezione dell’esistente, della sessualità e della sua funzione. Si stima che i rapporti sessuali siano tremendamente calati negli ultimi trent’anni, non a caso gli anni dell’esplosione digitale, l’era di internet. Questo dato, unitamente al fatto che 1 sito su 3 contiene materiale pornografico, ci deve far riflettere su quanto la pornografia sia pericolosa per i rapporti umani reali.

Il porno è stato liberalizzato. Non più pratica onanistica e sordida, ma industria culturale raffinata per tutti, grandi e piccini, anzi, il porno è di più; pornosofia, fase suprema della liberazione sessuale del '68. Una trasformazione radicale che va di pari passo con le nuove tecnologie, le quali ci dominano e finiscono per dominare totalmente i nostri istinti. Tutto è tecnica o quasi, e ciò che ancora non lo è lo deve diventare, compreso il sesso, spodestato dal suo ruolo “sacro”, quello di mezzo atto alla riproduzione - obbiettivo per eccellenza, senso compiuto della vita di ognuno, altrimenti priva di senso – esso deve essere ridotto a tecnica “manualistica-operativa”, poiché l’obbiettivo è l’assimilazione quindi l’asservimento dell’unione generativa tra maschio e femmina alla tecnica stessa.

Il porno, spesso fatto passare per una vittoria del liberalismo, quindi una conquista in termini di diritti e libertà individuali, in realtà si mostra oggi in tutto il suo opposto; la pornografia è una nuova e più sottile fase di "pubblicizzazione" e "mediatizzazione" del privato, che ha favorito un aumento dell'alienazione e la distruzione del soggetto, incapace di creare desiderio, ma semplice attore di un immaginario prodotto dall'industria a luci rosse. Le pratiche promosse dall’industria pornografica non legittimano, bensì creano nuovi modelli, che diventano il presupposto per l’esplosione delle peggiori perversioni.

Sexting, pissing, zoofilia, pedofilia, il punto di partenza è sempre il porno, il quale agisce sul cervello da un punto di vista neurofisiologico come la droga, ovvero: “comporta la regressione della materia grigia nel corpo striato, dove risiede la nostra facoltà di provare soddisfazione nonché quella di prendere decisioni. Diventiamo così confusi, indecisi e desensibilizzati. Diventano necessarie dosi sempre più massicce di stimoli erotici per eccitarci, e preferiamo sempre di più che queste dosi siano somministrate nella forma virtuale del porno a scapito dell’eccitazione reale e corporea, che avviene in maniera tattile e non solo visiva.” – sostiene il Dott. Giovanni Maria Ruggiero, medico chirurgo che si occupa direttamente di questo in ambito accademico. Abbiamo bisogno di dosi sempre maggiori di materiale erotico per provare la medesima eccitazione, quindi è necessario materiale sempre più aggressivo, proibito, perverso, materiale che crea dipendenza, una dipendenza simile in tutto e per tutto a quella delle droghe maggiori, e che può sfociare anche nella riduzione delle dimensioni e delle funzioni della corteccia cerebrale frontale, laddove avvengono gli stimoli razionali e consapevoli.

Appare chiaro quindi, come il porno sia uno dei tanti strumenti di controllo delle masse, che la tecnica, ormai immanente dominatrice delle nostre vite, in linea con lo sviluppo dialettico del capitalismo, utilizza per renderci topi impazziti incapaci di pensiero astratto, decisioni razionali. Marionette asservite alle follie liberiste, dominate dall’impulso e dagli istinti più bestiali e primordiali. Sessualizzazione della società, internet, smartphone, teoria gender, distruzione della famiglia, tutto è strettamente connesso e operativo, pragmaticamente azionato e diretto dalle centrali del potere, che vogliono distruggere l’uomo e renderlo un automa incapace di pensare, quindi di valutare e opporsi, alle decisioni più folli e spietate a cui le élites ci hanno abituato.

Ancora una volta, stacchiamo gli occhi dallo schermo, là fuori c’è un mondo che ci chiama.


Editoriale

 

Vincitori e vinti alle elezioni

di Adriano Tilgher

I dati ormai sono sul tavolo, i giornali di regime ci hanno raccontato chi ha vinto e chi ha perso, i principali interpreti si sono tutti manifestati, pure il nostro Pensiero Forte ha dato le pagelle ai contendenti, sembra una pratica da archiviare. Anche se… tutto può ancora succedere. L’aumento delle astensioni dal voto manifesta, come in tanti hanno commentato, disaffezione e malessere, ovvero l’aumento della distanza sempre più significativo tra la gente e le istituzioni. D’altra parte non poteva essere diversamente visto tutto quello che è accaduto in questi ultimi anni.

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La Spina nel Fianco

 

Abbiamo vinto il Festival

Lo scorso fine settimana si sono svolte elezioni politiche importantissime per il futuro del nostro paese, e perciò vi parlerò... di musica. 1992 nella kermesse della quarantaduesima edizione del Festival di Sanremo, partecipa il gruppo musicale "Statuto", fra i maggiori rappresentanti di un genere da sempre sottovalutato nel nostro paese, lo Ska. Stile musicale partito dalla Giamaica tra la fine degli anni 50 ed i primi anni 60, approdato dopo l'indipendenza della Giamaica nel 1962 nel regno unito. In quel paese lo Ska venne conosciuto anche con il termine bluebeat, perché molti dei primi singoli ska erano realizzati per l'etichetta discografica Blue Beat Records.

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