Hystoria magistra hysterie: redde rationem

Che cosa sta rigurgitando questo presente ? il segno più evidente di quello che ha negli anni fagocitato.

Mentre i padri della costituente “ si spremevano” per cercare di “ ridare a questo Paese dignità “ dopo la distruzione della guerra c’era probabilmente chi – con quel diritto – ci faceva proficui affari.

Ma la storia non va mai dove un manipolo di formiche esagitate vorrebbero; e quindi sovranità limitata.

Io limito la tua esistenza territoriale alla mera rappresentatività perché ho necessità “ delle tue sponde” per salvaguardare il mio territorio: è la storia di noi divenuti colonia USA.

Bombe stragismo falsi processi a parte questo “ bipolarismo imperfetto mascherato da democrazia “ ha fatto sì che si succedessero governi più o meno sbilenchi e trasversali.

Tempora e mores erano ricordi ancestrali già allora e tanto i silenzi di Andreotti quanto le mani di Fanfani lo testimoniarono a pieno con l’avvento di quegli -anta che consegnarono la storia di Italia più che nella cabina elettorale ai servizi segreti.

Il primo contadino che l’ha compreso tale Antonino di Pietro dal Contado del Molise ha tirato fuori tutta la matassa consegnando all’ Europa di Prodi la nostra eredità di terra “ già bruciata e già venduta”. Il nuovo risorgimento non vi sarebbe mai più stato e. -cosa apocalittica – nemmeno il ben che più facile e sperato risanamento.

E così nel tunnel infinito della perenne crisi  unica mi ha accompagnato.

 

20 febbraio 2019: la storia rigurgita ancora. E non servono “memorie o ricordi “ per comprendere come eravamo se siamo ancora della stessa “ispecie”.

Il “picchione risanatore” di Matteo Renzi indagato per la banca rotta del papi: toccò al suo padre putativo Cavalier Silvio Berlusconi per “ un pel di “ e qualche sovvenzione non proprio chiara all’ epoca dei fatti ; pensare che ci si accodò anche il signore ( insomma) Gianfranco Fini ma a parte le abilità dialettico e sintattico espressive dopo il superamento del 2% fu deposto anche dalla storia lasciando i nostri stessi volti sporchi di lacrime e sterco.

L’Italia  - questa bella e naturalistica presenza frutto di una denominazione geografica – si trova oggi dalla Diciotti alla Grimaldi a ripetere parte del Titanic sulla piattaforma Rousseau perché il popolo sovrano dopo e ammansito prima decida se sia giusto o meno condannare un Ministro.

Oggi Mamma Storia rivomita tutto; in maniera così naturale da vedere chiaramente – per fila e segno – quello di cui l’abbiamo ingozzata; noi continuiamo imperterriti a non comprendere arrendendoci alla logica del “ nunca mas”.

 Nel frattempo il garantismo permette ai peggio delinquenti di salire al potere al pari di quegli americani che dopo “aver liberato” la Sicilia dalle carceri di Pantelleria liberarono quella mano armata che li aveva aiutati imponendo i “ patruni” sindaci nei piccoli paesi.

E se oggi l’immunità è più per un padre che per un figlio non possiamo lamentarci a patto di non essere classificati e bollati con tutti gli -ismi del mestiere; perchè ciò che hanno scelto l’hanno fatto “ democraticamente “ anche per noi nella logica buonista che ciò che è giusto per uno è giusto per la comunità.

Di tutta questa farsa l’unico piccolo piacere che ci arrechiamo anche se è velleità è quello per cui la Storia gli e ci darà ragione …


Editoriale

 

Le chiavi di casa

Di Adriano Tilgher

Le abbiamo perse nel 1945 quando abbiamo perso la guerra e da allora non siamo più riusciti ad ottenerle. È sempre stato il sogno di noi adolescenti possedere le chiavi di casa e quando le abbiamo ottenute ci siamo subito sentiti più adulti. Purtroppo noi, come popolo, le abbiamo perse in seguito a quella disastrosa guerra che qualcuno ha anche provato a dire che abbiamo vinto per il vergognoso cambio di casacca. Qualcuno potrebbe obiettare che è inutile rivangare polemiche antiche; ma è proprio metabolizzando gli errori del passato che possiamo rivitalizzare la nostra identità comunitaria ormai perduta.

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La Spina nel Fianco

 

Don't look up

24 dicembre, dopo una sparuta presenza nelle sale cinematografiche esce sulla piattaforma Netflix il nuovo film di Adam McKay, regista e sceneggiatore statunitense famoso per pellicole particolarmente feroci contro l' "American way of life". Il Film «Don’t look up», (non guardare in alto) è interpretato da un cast stellare che include divi del calibro di Meryl Streep e Leonardo Di Caprio. La trama inserisce la produzione nel genere catastrofico, (Allarme Spoiler) 2 scienziati, la dottoranda in astronomia Kate Dibiasky ed Il suo professore, Randall Mindy, scoprono casualmente l'esistenza di un asteroide non identificato. Calcolandone la traiettoria, si accorgono che il corpo celeste colpirà in pieno la terra in circa sei mesi e che le sue dimensioni sono tali da comportare l’estinzione di qualsiasi forma di vita sul pianeta. I due insieme ad un funzionario governativo si recheranno alla Casa Bianca per cercare di evitare la catastrofe, ma la presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean, (Mary Streep) ispirata ad Hillary Clinton, (sulla scrivania dello Studio Ovale vediamo una foto che la ritrae abbracciata a Clinton), non ha alcuna intenzione di occuparsene in quanto presa dai suoi calcoli elettorali. Impone, pertanto, di mantenere segreta la notizia.

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