Crisi della giustizia e giudici onorari

Colgo l'occasione in questo scorcio di fine ferie per provare a riparlare, partendo da lontano, di Giustizia da una visuale in qualche modo " altra".

Ripartono ad orologeria le crociate della terza camera ANM contro chiunque in qualsiasi modo ma, soprattutto sotto un profilo "culturale", pone paletti al mai sopito delirio di onnipotenza delle toghe ormai non semplicemente rosse ma strumentalmente arcobaleno, però sempre casta di sedicenti intoccabili ed infallibili quindi legibus soluti.

 Da domani dovrebbero riprendere le udienze post ferie estive e le toghe, più o meno, piuttosto più che meno, colorate ed anche arcobalenanti, molto ben retribuite e con privilegi di notevole spessore, comprese pensioni d'oro ed ammennicoli vari a spese di Pantalone di cui però non si parla ma miserevolmente si balbetta per paura di avvisi di garanzia urbi et orbi, dicevo le toghe dopo aver tentato di dare fumo negli occhi con la questione della Diciotti, adesso, attivando ulteriori fumogeni per ponte crollato a Genova, dovrebbero occuparsi di amministrare come in un paese civile, il rapporto tra cittadino ed istituzione Giustizia.

 Dopo la delirante e purtroppo risibile riforma Orlando, nata a seguito di mediazione ( tra chi ?? ) e l'attuale becero tentativo di allungare i termini di prescrizione dei processi, ulteriore lungaggine della giustizia per il cittadino invece di far lavorare e produrre di più le toghe, sempre profumatamente retribuite e privilegiate, pare non ci si renda conto della fase ormai deflagrante del problema amministrazione della Giustizia per cui io provo a chiedermi :

 

  • è vero che la giustizia oggi ha residua funzionalità solo per merito dei magistrati cosiddetti "onorari" e che sempre più procedimenti sono loro demandati?

 

  • È vero che i suddetti magistrati "onorari" garantiscono la celebrazione di processi ormai non solo bagattellari ma strutturalmente legati alla realtà sociale e che potenzialmente incidono sul contesto socio/economico di riferimento ?  

 

  • È vero che i magistrati "onorari", retribuiti all'incirca nella misura delle badanti (più o meno in nero...sic.), non hanno diritto ad alcuna tutela sindacale minimale quali ferire, malattie et similia ?

 

  • È vero che senza il conforto dei magistrati " onorari" oggi si paralizzerebbe l'ne della Giustizia stante la " produttività" molto bassa della gran parte delle toghe rosse e se volete arcobaleno, più dedite alla politica, ai remunerati incarichi extragiudiziali, agli imboscamenti nei ministeri e nei gangli sedicenti vitali dello stato e parastato sempre profumatamente a spese di Pantalone ? 

 

  • È vero che la domanda di Giustizia in Italia è a livello di guardia a causa dell'assoluta sfiducia del cittadino (anche delle aziende ma questo è altro discorso politico/economico...) e la distanza determinatasi tra paese reale e paese legale?

 

  • È vero che gli arretrati ed i carichi di procedimenti lasciati all'arbitrio di chi può scegliere quali celebrare e quali prescrivere ( credo ormai sia in un contesto penale che civile sic.), determinano una paralisi che strumentalmente le toghe rosso/arcobaleno cercano di spacciare per rimuovere le garanzie civili  minimali, giusto processo, Giustizia Giusta, termini certi, giudice naturale, quindi celerità nelle decisioni invece di diluizioni temporali comode solo per chi invece di lavorare  per quanto è abbondantemente retribuito, fa politica e/o altro?

Se anche una soltanto delle considerazioni che precedono si appalesa coerente forse si potrebbe replicare e chiedere ai rappresentanti della terza camera e toghe remunerate di ANM, di mettere all'OdG subito il problema della   "Giustizia di prossimità" per il cittadino, quindi i problemi dei magistrati " onorari" che tirano la carretta Giustizia anche per le toghe sindacalizzate ed imboscate.

Forse questo potrebbe essere uno spunto per una fase politica di recupero di uno spazio nel quale tornare sempre in proiezione, prima noi a discutere.

                                               


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Editoriale

 

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Sono oltre 70 anni che l’Italia subisce i diktat altrui senza reagire, ma neanche mediare. Da quando il 25 aprile 1945 il nostro territorio è stato completamente occupato dalle truppe anglo-americane e la resa senza condizioni firmata di nascosto il 3 settembre del 1943 e resa pubblica l’8 settembre successivo è diventata un diktat imperativo con il trattato di Parigi del 1947, l’Italia è diventata una nazione a sovranità limitata con 20.000 soldati americani - forniti di ordigni nucleari, missili e armi sofisticatissime, in basi autonome ed indipendenti da qualsiasi controllo anche giudiziario - che occupano il nostro territorio, ancora oggi.

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