La finanziarizzazione del potere

di Adriano Tilgher

Forse è questo il tema più delicato da trattare, per le sue implicazioni e per le sue conseguenze. Infatti i detentori del potere oggi non sono identificabili, sono un insieme di società, per lo più rette da prestanome anche di prestigio, neutralizzando i quali, non risolveresti nulla, data la totale spersonalizzazione di queste scatole cinesi dietro le quali si nascondono una serie di magnati e di inqualificabili oppressori. Eppure eliminare lo strapotere della finanza e dei suoi manipolatori sarebbe teoricamente molto semplice, basterebbero due leggine o, meglio, due articoli di legge, uno sulla moneta e l’altro sul mercato azionario, per destabilizzarlo totalmente. Il potere finanziario si regge tutto sulle carte; siano esse cartamoneta, azioni, obbligazioni o derivati sempre e soltanto carte sono.

Della moneta abbiamo già parlato nel numero precedente, rimane il mercato azionario, con tutti gli annessi e connessi, che è un cancro che ha distrutto nazioni, che crea povertà e destabilizza interi continenti. Sin da ragazzo mi sono sempre chiesto perché, se una società emette una serie di azioni che rappresentano quote di capitale della società stessa, queste azioni debbano avere un loro mercato che prescinde dall’andamento commerciale della società stessa. Mi sembra un paradosso e un non senso, tanto è vero che talvolta il mercato azionario ha fatto fallire società produttive ed ha tenuto in vita società improduttive. Eppure così è. Allora, anche in questo caso basterebbe fare una leggina che escludesse il mercato borsistico e facesse seguire alle azioni il valore autentico della società sottostante. In tal modo il potere finanziario andrebbe in pensione. Troppo semplice! Una cosa del genere scatenerebbe la terza guerra mondiale con l’uso anche di armi atomiche perché purtroppo il potere, criminale come è, (basta vedere come affama i popoli del mondo, le transumanze bestiali di esseri umani che produce, i bambini che muoiono di malattie e di fame nei mercati che non interessano) non avrebbe scrupoli a fare strage di innocenti per difendere i propri privilegi. Ecco perché è fondamentale fare azioni graduali per lo sganciamento da questo potere criminale e liberticida, prima vietando i titoli tossici, poi ponendo delle ferree regole di controllo, poi tassando pesantemente le plusvalenze, vietando le grosse concentrazioni ed i monopoli, favorendo in tutti i modi l’attività produttiva rispetto alla speculazione finanziaria. Fondamentale è capire esattamente qual è l’obiettivo e imbastire una politica europea che ridimensioni questo potere e lo riduca a semplice speculazione sotto il controllo delle leggi.


Editoriale

 

Cretini? Forse. Traditori? Possibile

di Adriano Tilgher

La nostra Italia vive un momento difficile, molto difficile. Ma le cause non sono solo la pandemia e la crisi economica che ne consegue è, anche e soprattutto, il modo di agire della nostra classe dirigente, sia politica che amministrativa che tecnica. Ancora non si è capito o si finge di non capire che il Covid e le sue varianti sono qualcosa con cui si deve convivere finché non si troveranno delle cure appropriate, che, a mio avviso, si sarebbero già trovate se si fosse dato seguito alle indicazioni dei tanti coraggiosi medici che sul campo hanno, in numerosi casi, sconfitto la malattia. Invece si è preferito dare seguito al leggendario “vaccino” che non solo ci è costato tanto, ma non risolve il problema, perché da sempre scarsamente efficace e soprattutto i suoi effetti, per il momento solamente lenitivi, decadono in tempi molto brevi.

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La Spina nel Fianco

 

I biscotti di Korzybski

Primo dopoguerra, durante una lezione, all' "l'Institute of General Semantics," il suo fondatore il, filosofo e matematico polacco Alfred Korzybski si interruppe prese dalla sua borsa un pacchetto di biscotti avvolto in un foglio bianco e ne offrì agli studenti, dopo che molti avevano mangiato e gradito, Korzybski tolse il foglio bianco mostrando l'etichetta, sulla quale c'era scritto “biscotti per cani”. Gli studenti vedendo il pacchetto rimasero scioccati, alcuni si precipitarono verso i bagni tenendo le mani davanti alle bocca. L’inventore della “Semantica Generale” (GS) voleva dare dimostrazione pratica del fatto che gli esseri umani non si nutrono solo di cibo, ma anche di parole, in pratica è la lingua che determina la nostra visione del mondo. Ciò va a vantaggio di chi voglia operare una ridefinizione del mondo percepito tramite il linguaggio, come superbamente descritto da Orwell nel suo “1984”:

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