I nuovi Lanzichenecchi della UE

Una nuova invenzione del consiglio europeo sta prendendo corpo in queste ore, senza che nessun organo di informazione italiano ne dia notizia e spiegazioni: si tratta dell’EUMAM.

L’EUMAM è l’acronimo di Missione di Assistenza Militare dell’UE ed avrebbe l’intenzione di addestrare, formare, specializzare militari ucraini al fine di sostenere l’Ucraina, una nazione non facente parte dell’Unione Europea, nella guerra contro la Russia.

Fin qui non ci sarebbero grossi problemi, se questo significasse soltanto addestrare militari di una nazione in guerra contro un’altra nazione, eccetto il fatto che un organismo come la UE che non è una nazione, che è, forse, un’entità giuridica particolare, che rappresenta la legittimazione di una banca, la BCE, che batte moneta per alcuni stati europei facenti parte dell’Unione, si autolegittima ad intervenire in un conflitto fra due nazioni che non fanno parte della UE.

Il problema vero però nasce quando si legge il comunicato stampa emesso dal Consiglio Europeo. Infatti l’EUMAM, cui è stato preposto un alto ufficiale francese, l’ammiraglio Hervé Bléjean, oltre ad addestrare un numero di soldati ucraini fino a 15.000 unità, come riporta l’agenzia italiana ANSA riprendendo un messaggio telematico della presidenza ceca, deve organizzarli, armarli e pagarli.

Si tratta, se capiamo bene, della creazione di un vero e proprio esercito mercenario pagato dalla UE, composto di militari di una nazione non UE, sotto il comando di un alto ufficiale di una nazione aderente alla UE, e al servizio di interessi non meglio specificati.

A parte la scelta di intervenire direttamente ed ufficialmente in un conflitto in atto impegnando questi uomini, resi mercenari per il tipo di operazione impostata, cosa che impegna direttamente le nazioni facenti parte della UE, compresa l’Italia, senza che il popolo italiano sia stato interpellato e neanche informato; la cosa che preoccupa di più è che di fatto la UE, organo privo di qualsiasi identità politica, privo di legittimazione popolare, rappresentato da personaggi eterodiretti e per lo più sconosciuti alle popolazioni europee si doti autonomamente di un proprio esercito privato alle dipendenze dirette le cui vere funzioni sono molto oscure.

Se a questo aggiungiamo che proprio nel comunicato del consiglio europeo si legge “L'EUMAM Ucraina opererà nel territorio degli Stati membri dell'UE” (l’evidenza in neretto è nel testo originale), ci rendiamo conto che c’è molto da preoccuparsi.

Cosa significa? Che questo esercito mercenario può anche operare in Italia? Perché nessuno pone questi quesiti? A chi risponde questo esercito mercenario assoldato dalla UE? Quali saranno le sue funzioni future soprattutto quando e se la guerra in Ucraina sarà finita? Si rendono conto i soloni della UE di quali conseguenze può avere un esercito mercenario della UE schierato ufficialmente contro la Russia?

Un passo importante e grave messo in atto a nostra insaputa. Cosa risponde il governo italiano? Cosa dicono i sovranisti che stazionano nelle istituzioni italiane?

Dare armi ad un esercito straniero in guerra con un altro esercito straniero, come fa l’Italia, è, nella infame società economicista e liberista in cui viviamo, un semplice commercio, un affare; ma schierare un esercito mercenario è una cosa molto più grave le cui conseguenze sono imprevedibili.

Ma il dubbio atroce è capire se questo esercito a comando UE può essere schierato in Italia contro le proteste popolari? Può essere schierato contro il modestissimo esercito italiano (solo 3.500 uomini) qualora l’Italia dovesse divergere dalla volontà UE in futuro? Che garanzie abbiamo che ciò non avvenga?

Allora, subito, dobbiamo tornare a pensare a ricostruire la nostra capacità di difesa autonoma, magari tornando anche alla leva obbligatoria, non possiamo assistere passivi alle manovre degli altri senza che nessuno ci informi.

L’Italia deve essere rispettata.


Editoriale

 

Il ruolo dell'Italia - 4

di Adriano Tilgher

Patrimonio culturale immateriale, patrimonio culturale materiale, faro di cultura e di civiltà, posizione geopolitica e strategica fondamentale per l’equilibrio nel Mediterraneo in una nuova identità che nasca dal superamento di tutte le contraddizioni interne sono il presupposto per definire il ruolo finale dell’Italia. Non si tratta di egemonia mondiale di cui stiamo parlando perché questa sul piano culturale ci appartiene di diritto e ci è riconosciuta da tutti ed è la ragione principale per cui l’Italia è sotto attacco soprattutto nel campo della formazione. Non si tratta nemmeno di becero imperialismo imperniato sulla forza delle armi sotto l’egida e il ricatto della grande industria militare, stiamo parlando di qualcosa di molto più concreto, legato ai valori profondi dell’essere umano e delle comunità che riesce a costruire.

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