Umanesimo del lavoro: la voce della poesia

 Tilgher e Gentile: due voci dal passato, ma così potenti da farsi sentire anche da un presente che voglia progettare su basi nuove l’avvenire. Due voci che ci hanno richiamato alla comprensione che il lavoro è importante non solo e forse non tanto per la sussistenza materiale dell’uomo, quanto per la sua formazione come persona, in quanto attività con la quale si spiritualizza il mondo che ci circonda e se stessi. Due voci che ci mettono in guardia dalla degenerazione del lavoro in pura attività individualistica di accumulo di ricchezza, perché in questo modo il lavoro perde la sua dimensione etica e nobilitante, lasciando il posto alla speculazione finanziaria e all’usura. Tra i poeti che hanno trattato dell’usura, Pound, dopo Dante, è il più noto; la sua adesione al fascismo consistette proprio nella volontà del regime di porre un argine al potere corruttore della ricchezza. Come scrive in Jefferson e/o Mussolini, un paese dove tutto era in vendita, in dieci anni è stato trasformato in un paese dove sarebbe estremamente pericoloso tentare di comprare il governo. Che il paese sia tornato in vendita è una constatazione dell’amaro presente, ma che il denaro trasformato in dio sia la profonda essenza del mondo moderno era già chiaro a Marx che rifletteva, commentando la Questione ebraica di Bruno Bauer, come il denaro avesse spogliato il mondo umano, come quello naturale, del valore loro proprio. Non si tratta però di condannare moralisticamente il denaro: Pound non era contrario in modo aprioristico alla moneta, ma riteneva che essa dovesse coincidere con obiettivi di giustizia sociale. Egli la intendeva come un certificato di lavoro compiuto e per evitare che venisse tesaurizzata e prestata a usura, riprese le teorie di altri economisti eretici della Libera-Moneta, cioè una moneta deperibile come le merci per una piccola percentuale alla settimana. Una perdita di valore che l’avrebbe rimessa subito in circolazione e comunque rigenerabile applicandovi dei bollini, una sorta di tassa per mantenerne intatto il valore – come normalmente ha un costo conservare le merci – che sarebbe stata pagata allo Stato che avrebbe potuto, in tal modo, abolire tutte le altre tasse. Pound scrisse anche che la II guerra mondiale non era scoppiata per un capriccio di Hitler o di Mussolini, ma era un capitolo della millenaria guerra fra l’usurocrazia e chiunque svolga una giornata di lavoro onesto con le braccia o la mente. È l’affermazione che lo porterà in manicomio; ma se sono espressioni da pazzo, dobbiamo concludere che la pazzia è migliore di certa sanità, soprattutto riflettendo sull’attualità di queste parole di Pound: il sistema democratico è di questa natura: due o più partiti si presentano al pubblico, tutti al comando dell’usurocrazia. Per maggiore comodità e per tranquillizzare i gonzi è concesso alla brava gente, all’idealista isolato, di fare un po’ di lavoro pulito finché non tocca i diversi rackets…che sono quelli della finanza e del monopolio della moneta. Dopodiché si troverà sempre qualcuno, tecnico o politico, disponibile a fare il lavoro sporco al servizio dei potentati economici.


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Editoriale

 

I talebani del vaccino

di Adriano Tilgher

Esistono una serie di persone che vedono nel cosiddetto vaccino anti covid la panacea di tutti i mali e, paradossalmente, vorrebbero prenderne una dose al giorno, riuscirebbero ad inocularlo anche ai neonati e vorrebbero farlo prendere a tutti, anche più volte al giorno, dando per scontate cose che scontate non sono.

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La Spina nel Fianco

 

Trieste 2021 - Rosso Istria

2018, Maximiliano H. Bruno produce e dirige il film “Red Land (Rosso Istria)”, ambientato in Istria dopo l'8 settembre 1943 e la firma da parte dell'Italia dell'armistizio separato con gli angloamericani. Il titolo del film fa riferimento al colore delle terre dell'Istria e del Carso triestino, colorazione dovuta alla presenza in queste terre, di sporogelite, quarzo, tormalina, corindone, zircone, apatite, pirite, ecc., questo ci dice la chimica, per chi ha una visione del mondo meno materialista, il colore di quelle terre, è il colore, del sangue di un popolo che più di ogni altro ha pagato il proprio desiderio di italianità.

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