Dritti alla meta

L’imperativo è categorico, già… ma qual è la meta?

Vedo un grande agitarsi di personaggi impresentabili che si dicono antisistema ma non sanno neanche cosa sia il sistema. Credono che le cose in Italia si risolvano con il voto, dimenticandosi cosa in questi anni abbiano fatto del Parlamento i vari Renzi, Conte, Draghi, grazie all’appoggio dei Presidenti della Repubblica succedutisi e dei partiti notoriamente al servizio dei nemici dell’Italia, senza che siano stati eletti e senza neanche l’avallo dei sondaggi, da loro tanto osannati. Umiliazioni tremende che i sedicenti onorevoli hanno subito senza reagire, ma che sono stati schiaffi sonori a tutto il popolo italiano.

Schiaffi ed insulti sono stati il compenso all’acquiescenza del nostro popolo che si sta facendo violentare in tutti modi da questa accozzaglia di traditori che si spacciano per politici. Si è fatto inoculare senza motivo un siero magico i cui primi effetti stiamo vedendo in questo periodo: ognuno di noi conosce numerosi casi di reazioni avverse anche gravi e letali e siamo solo all’inizio purtroppo. Ci hanno convinti ad inocularlo ai giovani ed addirittura ai bambini, senza che ve ne fosse bisogno.

Stiamo assistendo inermi alla spoliazione dell’Italia; inglesi, americani, cinesi, olandesi, francesi si stanno impossessando di tutto; se comprano dai privati questi lucrano e sono convinti di sopravvivere, se comprano dal pubblico lucrano i compratori visto che tutto viene svenduto sottocosto e quindi ci rimette sempre il nostro popolo. Intanto è già in atto l’attacco al demanio italiano che con l’attuazione della direttiva Bolkestein arriverà a completa attuazione. Ora si preparano a privarci del nostro enorme risparmio privato cui i governi ultimi si sono rifiutati di rivolgersi e hanno preferito rifilarci la truffa usuraia della UE per realizzare il PNRR, il piano di controllo e riduzione dei nostri margini di libertà, per il quale stiamo indebitando le prossime generazioni sotto il tallone del famigerato MES. Infine alla camera è in discussione la riforma del catasto che ha l’obiettivo finale di colpire la principale fonte di sicurezza per noi italiani: la casa.

Poi ci sono quelli che le cose dovrebbero saperle ma si presentano come oppositori senza però avere una visione realmente alternativa da prospettare e che in realtà sono oppositori di comodo costruiti e manovrati ad arte dal sistema per manipolare e dividere il malessere crescente, come hanno fatto nella realtà i 5stelle.

Il quadro è desolante, deprimente, la gente è sfiduciata. Tutto questo malessere vero è stato creato perché l’Italia deve scomparire e il tradimento ha creato la sfiducia fondamentale per i nemici dell’Italia ed i traditori nostrani. Il piano è ben studiato.

Ora dobbiamo iniziare a mettere in campo delle battaglie da fare tutti insieme per bloccare il percorso dei nemici d’Italia e per ridare fiducia. Queste battaglie ci devono vedere tutti in campo pronti a riaffermare il nostro valore, le nostre scelte.

Solo allora potremo mostrare una nuova classe dirigente capace di sostituire quella esistente. Solo allora potremo chiedere a viva voce su tutte le piazze delle vere elezioni. Solo allora potremo pretendere da una magistratura liberata dalle correnti e dai ricatti i processi ai vari traditori che si sono susseguiti. Solo allora potremo pretendere dalla UE e dai cosiddetti alleati la restituzione del maltolto. Solo allora potremo tornare a rendere forte e ricca la nostra Italia.

Ora l’Italia ha bisogno di noi, non possiamo lasciarla, non possiamo abbandonarla. Per il momento non pensiamo alle elezioni, saremmo sempre perdenti. Forse se qualcuno si mostrerà degno potremo appoggiarlo, ma il sistema anche se sta subendo rovesci sta accelerando i suoi percorsi. Dobbiamo rallentarlo mediante una strategia precisa cui tutti dovremo adeguarci.

La meta è segnata: riconquistare l’Italia, liberandola da traditori ed opportunisti, restituendo alla politica la sua dignità, allontanando tutti coloro (quasi tutti) che l’hanno resa lo spettacolo indecente che abbiamo davanti.

Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare.

 

Immagine: https://gianpietroboieri.com/


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