L'Italia e l'Occidente

L’Italia, la nostra Italia fa ancora parte dell’Occidente? Forse geograficamente ancora sì.

Etimologicamente la parola deriva dal latino “occidens”, participio presente del verbo “occido”, il cui significato è morire, cadere con evidente riferimento al tramonto (là dove tramonta il sole). Ed è, infatti proprio alla cultura romana e germanica e poi anche cristiana che fa riferimento il concetto originale di “Occidente”.

Ma quanto è rimasto di quella civiltà, che è il presupposto dello stupendo patrimonio culturale italiano, nel moderno concetto di Occidente? Quanto di quei principi fondanti è stato inquinato dalla barbara influenza anglosassone e dalle sue degenerazioni economiciste e mercantili che vengono da oltre oceano?

Cosa è rimasto nella tremenda deriva del mondo occidentale a trazione USA della visione della famiglia sia nella Roma antica, che nella visione cristiana? Quali tracce esistono ancora del Diritto Romano, del Mos Maiorum, della Pietas, della Pax pilastri portanti della civiltà antica, rafforzati e rigenerati dall’avvento del cristianesimo?

Oserei dire che non è rimasto più nulla nella moderna (si fa per dire) concezione dell’occidente.

Oggi non esiste più il culto della famiglia, anzi si tende a distruggerla come se fosse un ostacolo, non esistono più i Valori umani, intesi come un impedimento ad una antiumana visione della libertà priva di costrutto. Anche la Pace è interpretata non come un fatto interiore di portata spirituale ma come la negazione ad ogni costo della difesa dei propri diritti e delle proprie libertà fondamentali.

Nulla più ci lega a questo occidente foriero di materialismo di bassa lega e di relativismo assoluto.

Sul piano politico poi, le nazioni che dovrebbero essere sorelle nella visione occidentale, si sono rivelate i peggiori nemici dell’Italia dalla nostra unità fino ai giorni nostri.

Ormai esistono volumi di inchieste storiche che dimostrano l’influenza e gli interventi negativi di Inglesi e Francesi nella storia d’Italia sin dalle origini e che oggi si manifestano nel sistematico saccheggio delle nostre ultime risorse grazie al tradimento dei nostri governanti ormai al servizio di poteri e nazioni a noi ostili, nazioni che continuiamo a chiamare alleati ma che continuano tramare contro la nostra integrità territoriale.

Vale qui la pena citare una frase del grande Vate, Gabriele D’Annunzio, pronunciata nel 1919 in riferimento agli accordi di Versailles, dove l’Italia, pur essendo stata determinante per la vittoria della guerra del 15/18, veniva trattata in modo indecente dai cosiddetti alleati grazie anche ai vergognosi comportamenti della nostra classe politica dell’epoca: “Liberiamoci dell’Occidente che non ci ama e non ci vuole. Volgiamo le spalle all’Occidente che ogni giorno più si sterilisce e s’infetta. Esso è divenuto un’immensa banca giudea in servizio della spietata plutocrazia transatlantica. L’Italia delusa, l’Italia tradita, l’Italia povera si volga all’Oriente.”

Sembra uno spaccato dell’oggi, della realtà che ci sta opprimendo in questi tristi giorni. Dovremmo essere una nazione sovrana e ci dimentichiamo che gli USA, quelli che ci dicono dover considerare nostri alleati, hanno in Italia oltre 20.000 soldati armati di tutto punto in 8 basi in territorio italiano dove non abbiamo alcuna sovranità. Sono forniti anche di armi nucleari che ci rendono un obiettivo preferenziale in caso di conflitto globale. Questa occupazione dura ormai da 77 anni.

Questi alleati o sedicenti tali prendono posizione a prescindere dalla nostra volontà e ci costringono a scelte che vanno contro il nostro interesse nazionale sia sul piano economico che sul piano politico trattandoci in modo vergognoso con l’acquiescenza e la complicità dei traditori che stanno al governo.

Ed ecco che la frase di Gabriele D’Annunzio torna di grande attualità, ma Egli era un Grande Italiano, non un traditore come gli attuali governanti.

 

Immagine: https://scriptamanentitalia.it/


Editoriale

 

Vincitori e vinti alle elezioni

di Adriano Tilgher

I dati ormai sono sul tavolo, i giornali di regime ci hanno raccontato chi ha vinto e chi ha perso, i principali interpreti si sono tutti manifestati, pure il nostro Pensiero Forte ha dato le pagelle ai contendenti, sembra una pratica da archiviare. Anche se… tutto può ancora succedere. L’aumento delle astensioni dal voto manifesta, come in tanti hanno commentato, disaffezione e malessere, ovvero l’aumento della distanza sempre più significativo tra la gente e le istituzioni. D’altra parte non poteva essere diversamente visto tutto quello che è accaduto in questi ultimi anni.

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La Spina nel Fianco

 

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