La trappola: la storia si ripete

Cosa accade in Ucraina? Quale sarà il destino delle nazioni UE? Della Russia? Degli Stati Uniti? Cosa fa e cosa farà la Cina? Chi vincerà la guerra?

…E l’Italia? L’Italia purtroppo non c’è più, non esiste una nazione con questo nome da quando il nostro stupendo territorio è governato da servitori di altri stati, non so se prezzolati, ma sicuramente traditori, e da una pletora di inetti e nullafacenti incapaci di pensare un’idea degna della nostra storia, della nostra cultura, della nostra civiltà.

Nella pletora di informazioni pilotate, di menzogne studiate a tavolino, che riempiono le nostre televisioni ed i nostri giornali, districarsi e capire è veramente difficile. D’altra parte viviamo in un’epoca dove per legge è vietato fare ricerche storiche su alcuni fondamentali episodi della storia recente, quali quelli che riguardano l’ultima guerra mondiale, le ideologie impegnate in quello scontro e le vincenti che sono la causa prima della società tremenda in cui stiamo vivendo. Sono ancora secretati documenti essenziali per capire, per conoscere, per valutare.

Tutto questo è vietato per legge, soprattutto da chi ha vinto nei confronti di chi ha accettato con dignità la sconfitta. Grazie anche a chi, pur essendo stato sconfitto, occupato e privato di qualsiasi sovranità, si ostina a sottoporsi ogni anno all’umiliante per tutti dileggio di festeggiare la propria sconfitta.

Eppure inizia ad apparire in modo sempre più evidente la grande trappola che gli USA e la NATO hanno teso a tutte le nazioni europee, compresa la Russia. Una trappola da cui è sempre più difficile venirne fuori e le cui conseguenze sono imprevedibili.

Noi ci siamo prestati come nazioni europee, da una parte, ad avallare o, nella migliore delle ipotesi, coprire i crimini che venivano compiuti in Ucraina contro le popolazioni russofone ed abbiamo partecipato alle esercitazioni militari NATO in Ucraina, che non era una nazione NATO, montando così una palese provocazione antirussa.

Questo modo di agire ha creato un’accelerazione di fatti e situazioni che si sarebbero comunque realizzate nel tempo. Non avendo capito nulla ed avendo agito apparentemente da sprovveduti ci siamo trovati coinvolti in una situazione dai risvolti imprevedibili. Infatti da Italiani, senza che lo prevedesse alcun diritto internazionale e senza che ci fosse alcun interesse nazionale, ci siamo buttati a capofitto in una guerra dalle conseguenze imprevedibili dove è in gioco molto di più di quello che appare.

Premesso che la storia ci ha insegnato che nella guerra non c’è niente di “umanitario” tranne la “catarsi” individuale e che i crimini contro l’umanità li commette solo chi perde, in questa guerra c’è in ballo molto ma molto di più.

Infatti Putin sta attuando una propria strategia precisa con obiettivi ben definiti ed altrettanto stanno facendo gli Stati Uniti che intanto hanno raggiunto un primo risultato positivo ovvero stanno soggiogando di nuovo in modo pressoché totale quasi tutte le nazioni europee.

La Russia ha sferrato, anche se in modo apparentemente indiretto, un attacco micidiale alla supremazia del gendarme del mondo, gli USA. Chiedere alle nazioni europee che il gas ed il petrolio, di cui hanno enorme bisogno per la propria sopravvivenza, venga pagato in rubli ed ancorare il rublo all’oro, di cui la Russia è anche esportatore oltre ad averne ingenti riserve, è una mossa micidiale contro il dollaro e l’euro il cui valore non ha alcuna garanzia reale.

Chiaramente questa azione era programmata da tempo e probabilmente è questa la ragione delle continue provocazioni indirette (per terza persona) di Washington a Mosca. Ora nella trappola di una possibile guerra totale c’è tutta l’Europa.

Si ripete quanto accaduto nella seconda guerra mondiale quando la Germania attaccò gli anglosassoni su ciò che sta a loro più a cuore: il denaro. Infatti la guerra scoppiò non per le occupazioni territoriali tedesche, ma perché Hitler aveva dichiarato che il valore monetario non era più ancorato all’oro, come era a quei tempi, ma doveva esserlo al platino, sconvolgendo in tal modo tutti gli equilibri di potere monetario dell’epoca.

Oggi però c’è una grande differenza! Putin deve aver preparato questa mossa da tempo visto che oltre i tre quarti del mondo, comprese tutte le potenze emergenti, si sono schierati con lui, per il momento, e noi da bravi sudditi dell’impero americano stiamo infilando la testa nel cappio.

Servirebbe tanta intelligenza, tanta diplomazia, tanto amore per l’Italia ed una visione chiara del nostro interesse nazionale ma dubito che i vari Draghi, Speranza, Letta, Conte, Di Maio Salvini, Meloni e compagnia abbiano alcuna di queste qualità.

Tocca rimboccarci le maniche!

 

Immagine: https://www.eroicafenice.com/


Editoriale

 

Vincitori e vinti alle elezioni

di Adriano Tilgher

I dati ormai sono sul tavolo, i giornali di regime ci hanno raccontato chi ha vinto e chi ha perso, i principali interpreti si sono tutti manifestati, pure il nostro Pensiero Forte ha dato le pagelle ai contendenti, sembra una pratica da archiviare. Anche se… tutto può ancora succedere. L’aumento delle astensioni dal voto manifesta, come in tanti hanno commentato, disaffezione e malessere, ovvero l’aumento della distanza sempre più significativo tra la gente e le istituzioni. D’altra parte non poteva essere diversamente visto tutto quello che è accaduto in questi ultimi anni.

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La Spina nel Fianco

 

Abbiamo vinto il Festival

Lo scorso fine settimana si sono svolte elezioni politiche importantissime per il futuro del nostro paese, e perciò vi parlerò... di musica. 1992 nella kermesse della quarantaduesima edizione del Festival di Sanremo, partecipa il gruppo musicale "Statuto", fra i maggiori rappresentanti di un genere da sempre sottovalutato nel nostro paese, lo Ska. Stile musicale partito dalla Giamaica tra la fine degli anni 50 ed i primi anni 60, approdato dopo l'indipendenza della Giamaica nel 1962 nel regno unito. In quel paese lo Ska venne conosciuto anche con il termine bluebeat, perché molti dei primi singoli ska erano realizzati per l'etichetta discografica Blue Beat Records.

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